Una proficua connessione tra Spinoza e Marx

Louis Althusser, L’unica tradizione materialista: Spinoza, CUEM, Milano 2012

La ripresa del pensiero di Spinoza durante gli anni ’60-’70 rappresentò per molti marxisti il punto di svolta e il correttivo metodologico della lettura della concezione materialistica della storia, arenatasi ormai in una deriva sterile dal punto di vista filosofico e aberrante sul piano politico. All’interno di questo generale ripensamento del marxismo, lo spontaneismo, il nominalismo e il materialismo di Baruch Spinoza furono gli elementi fondamentali per tentare l’abbandono del procedimento dialettico assunto nella lettura delle dinamiche della storia, procedura che aveva condotto alla trasformazione del materialismo dialettico (DIAMAT) in una ideologia di potere.

Athusser, già protagonista di un ripensamento tutto interno al pensiero dello stesso Marx, si trova nel pieno di questa corrente marxista e in questo testo si sofferma sulla vocazione antimetafisica, antifondazionalista e antiumanista di Spinoza, un autore del ‘600 giudicato assolutamente estraneo a qualsiasi tentativo moderno di fondazione trascendente o trascendentale della Verità e/o dei processi storici.

Secondo Althusser il pensiero di Spinoza permette di concepire la conoscenza come processo di produzione, e non di riproduzione, valorizzando l’autonomia e la spontaneità del soggetto creativo. Il materialismo di Spinoza non porta con sé, dunque, la presunta scientificità e la teleologia, ma si presenta come aleatorio e conduce la storia verso scenari inesplorati e imprevedibili, liberando la mente e i corpi dei soggetti politici, impegnandoli nella costruzione fattuale della realtà.

 ML (02-12-2013)

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