Consigli pratici agli uomini per evitare la cornificazione…da Balzac

Honoré de Balzac, Fisiologia del matrimonio, Elliot, Roma 2016.

Quando nel 1829 venne pubblicata la Fisiologia del matrimonio. Meditazioni di filosofia eclettica sulla felicità e la infelicità coniugale, Balzac aveva appena 30 anni e, nonostante avesse già avuto diverse avventure amorose con donne dei salotti parigini, in realtà non conosceva ancora i meccanismi del matrimonio, infatti si sposò solo nel 1850, poco prima di morire. L’opera provocò enorme scandalo a causa del modo in cui veniva trattata la donna, per cui fu censurata. Nella ripartizione del corpus di 137 opere della Commedia umana, diviso in tre grandi categorie, vale a dire gli “studi analitici”, gli “studi filosofici” e gli “studi di costume”, la Fisiologia del matrimonio si situa nella prima parte, sebbene ci dica molto dei costumi della Francia tra Settecento e Ottocento. L’opera di Balzac si premura di dare indicazioni agli uomini per affrontare il matrimonio e per gestire le paturnie della donna, che, dal momento in cui diventa moglie, si trasformerebbe, in sostanza, in un’astuta arpia, interessata a ricavare quanti più benefici possibili dall’unione coniugale oppure a stuzzicare altri uomini per naturale disposizione alla provocazione e alla “minotaurizzazione” (cornificazione) dei predestinati. Il tono è senz’altro ironico, ma vi è anche una certa profondità nel sondare i meandri dell’unione coniugale, da cui, tuttavia, il matrimonio non ne esce affatto rinforzato, anzi sembra rappresentato come una gabbia per l’uomo, una sorta di «morale eterna» che irretisce il piacere e anche l’amore. La vena particolarmente pessimistica nei confronti della fedeltà della donna pervade tutta l’opera, così come emerge una naturale disposizione femminile al sotterfugio, alla tattica finalizzata all’imbroglio e all’evitamento delle relazione sessuali, ma solo quando si tratta di soddisfare il marito.

ML (18/03/2021)

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