Giuseppe Genna, Hitler: una preziosa biografia romanzata del dittatore tedesco

Ci sono dei romanzi che accompagnano un personaggio nella sua crescita fisica, intellettuale e spirituale e, solitamente, li si definisce romanzi di formazione; anche questo complesso lavoro di Giuseppe Genna, in qualche modo, è un romanzo di formazione, solo che invece di una crescita, vi è una inesorabile e profonda discesa negli abissi infimi del male, della perversione, del disumano che fagocita lucidamente l’umano.

Con un linguaggio asciutto, essenziale, a tratti estremamente crudo, Genna mette da parte la solita retorica sui soccombenti e prova coraggiosamente a seguire il delirio di onnipotenza che si abbevera alla fonte del male e s’infrange contro l’unico inesorabile destino di una morte che atterrisce: necrosi della carne e dello spirito.

Genna non solo narra vicende note e meno note, descrive luoghi grigi e abbruttiti dal male, analizza personaggi con attenzione e cura, ma si lascia anche andare a intense riflessioni sull’essere umano, sulla storia, sul tempo e ciò che emerge è un diffuso senso di pessimismo come gravame congenito dell’esistenza, come se il male avesse posto una inesorabile ipoteca su tutto il creato.

Giuseppe Genna, Hitler, Mondadori, Milano 2009.

ML  (22/08/2012) per Agorasofia

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