Jürgen Habermas, Rinascita delle religioni e secolarismo: a che punto è la religione?

Anche per Habermas, come per il filosofo Martin Heidegger, bisogna registrare nel corso degli anni un passaggio da un ateismo marcato, o ateismo di principio, ad una posizione più morbida nei confronti della religione, solo che nella prospettiva di Habermas ciò è imputabile principalmente all’evidente ripresa del ruolo pubblico delle religioni nell’età postsecolare.

Si tratta, infatti, di analizzare il ruolo delle comunità religiose in un contesto in cui la secolarizzazione delle istituzioni ha certamente fatto il suo corso, ma, tuttavia, bisogna tener debitamente in conto che i mezzi di comunicazione di massa, i dibattiti su alcune questioni di valore e l’immigrazione di altri popoli in Europa insistono su elementi chiaramente religiosi.

Allora, all’interno di questo quadro socio-culturale, il punto decisivo diventa il seguente: consideriamo pure che le religioni accettino di vivere in un mondo secolare e aprirsi al dibattito pubblico con una versione più ragionevole delle loro fedi, i loro interlocutori secolaristi sono disposti ad accettali?

Qui si apre, evidentemente, una frattura che è epistemologica tra due diversi presupposti cognitivi, infatti si tratta di distinguere tra un’idea secolare di “ragione autonoma”, tipica di soggetti che fanno riferimento alla ragionevolezza e un’idea secolaristica di “ragione autonoma”, tipica di soggetti che attribuiscono alla ragione una sorta di esistenza autonoma. Quest’ultimo tipo di prospettiva conduce verso posizioni laicistiche, che non concedono alle religioni la possibilità di separare gli ambiti perché, in fondo, dubitano che la ragione possa essere autonoma in presenza di un nucleo veritativo di tipo metafisico.

Alla fine, l’opzione di Habermas è orientata ad invitare gli interlocutori secolaristi ad ammettere che la loro filosofia della storia, ciò che permette un avanzamento del dibattito sui diritti umani, non è che una secolarizzazione dell’universo simbolico del cristianesimo primitivo e, di conseguenza, il dialogo oltre a essere possibile è anche necessario.

Jürgen Habermas, Rinascita delle religioni e secolarismo, Morcelliana, Brescia 2018.

ML  (07/05/2020) per Agorasofia

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