Il fatto che Elio Germano sia capace di trasformare qualsiasi ruolo cinematografico in uno scorcio di realtà sociale e civile estremamente credibile, ma al tempo stesso politicamente compromettente, è un dato conclamato che riluce anche solo leggendo i titoli delle ultime pellicole nelle quali ha scelto – perché Elio Germano sceglie – di affiancare registi del calibro di Daniele Luchetti, Michele Riondino, Andrea Segre: Il signore delle formiche (sul caso Braibanti), Palazzina Laf (sulla scandalo dell’ILVA di Taranto), Iddu – L’ultimo padrino (su Matteo Messina Denaro), Berlinguer – La grande ambizione.
Tra questi ultimi, tuttavia, nel 2024 vi è Confidenza, un film senza alcun legame apparente con le vicende storiche, nessun personaggio reale, se non fosse che al fondo della trama vi è il genio letterario già noto di Domenico Starnone, i cui prodotti librari sembrano avere un certo appeal cinematografico, probabilmente proprio per il fatto di essere capaci di rappresentare degnamente la realtà mediante quell’espediente letterario che da Aristotele era stato rivalutato ed era valso ad attribuire agli scrittori il merito di artisti, utilissimi alla società e alla politica, vale a dire la capacità di mettere in scena il verosimile.
E verosimili sono tutti i prodotti letterari di Starnone sulla scuola, quelli che abbiamo imparato ad apprezzare sin dai tempi del memorabile La Scuola, appunto, con regia dello stesso Luchetti, e di Auguri professore diretto da Riccardo Milani.
Ora, anche Confidenza, è un film sulla scuola e, leggendo la trama, potrebbe subito apparire come la solita e trita storia del professore che si invaghisce della sua alunna più brillante, quella che spicca tra i banchi della palude giovanile, e che tenta con spirito crocerossino di salvarla dal baratro della dispersione scolastica, per poi finire con l’andarci a letto, suggellando un’unione che diventa una storia d’amore unica e irripetibile nel solco delle più belle liason passionali della letteratura mondiale.
Amore passionale ed erotica dell’insegnamento, dunque, anzi passione erotica e amore oltre l’insegnamento: tutte sfumature che inevitabilmente e pericolosamente si ritrovano in quella che è propriamente, e lo è stata originariamente, la relazione ped-agogica in bilico tra moralità e scandalo, quando diventa ped-erastia.
Lo sapevano già i filosofi greci antichi che il rapporto educativo tra insegnante e discepolo fosse “segnante”, cioè caratterizzato da una dinamica affettiva forte, che accede facilmente ad una dimensione erotica. Non a caso i greci definivano il discente con il termine eromane e il maestro con la parola erasta a significare che la segnatura della relazione educativa è tutta emotiva, sentimentale, erotica.
Del resto, lo sa bene anche il protagonista di Confidenza, il giovane prof. Pietro Vella, che, per sfuggire al piattume scolastico burocratico e deresponsabilizzante largamente diffuso, si dedica non solo alla produzione saggistica di carattere sindacale, ma anche a quella a sfondo pedagogico. Infatti, il suo Pedagogia dell’affetto pare essere un manifesto, improbabilmente lodato e sponsorizzato dal Ministero dell’Istruzione, di una modalità erotica di intendere l’insegnamento, caratterizzato da una relazione che, mentre permette all’adulto di proteggere, di prendersi cura, di insegnare il senso civico, la politica e lo stare al mondo al/alla discepola, al tempo stesso mette l’allievo/a nelle condizioni di lasciarsi sedurre, ammaliare, dismettere i panni del/della bambino/a e diventare adulto/a, un vero rito di passaggio.
Ma qui, letteralmente, casca l’asino! Come se fosse facile, poi, nella vita, riuscire a percepire il limite tra la pedagogia dell’affetto e l’erotismo oltre l’insegnamento; come se fosse facile, poi, giorno dopo giorno mantenere il giusto distacco sentimentale ed emotivo, senza farsi tentare dall’adulazione; come se fosse facile, poi – per chi, amando l’educazione, ama l’umanità – vivere il trascorrere inesorabile dei propri giorni senza innamorarsi del nuovo che avanza, senza poter godere della freschezza fisica e mentale di figure efebiche sia nella forma omoerotica sia in quella eterotica.
In realtà, non è affatto facile, anzi, è fottutamente difficile, ma, soprattutto, è estremamente pericoloso e questo Pietro Vella lo ha capito a proprie spese. Vella quel limite l’ha superato e di quella relazione asimmetrica e sbilanciata, che egli stesso ha bramato e ottenuto, in cui vi è eros, ma non vi è philia, cioè una fiducia reciproca in grado scambiarsi vicendevolmente una Confidenza, ne paga rovinosamente le conseguenze.
Forse bisognava che l’amore fosse solo platonico!
ML (12/10/2024)
