Wu Ming&Ravagli, Asce di guerra: storia di una Resistenza mai condotta fino in fondo

Quella del collettivo Wu Ming non è certamente una narrativa da leggere sotto l’ombrellone o tranquillamente sul letto, magari cinque minuti prima di addormentarsi. Quella di Wu Ming è una modalità di narrare fatti ed eventi che merita un’attenzione, da parte del lettore, che non può non essere adeguatamente commisurata al lavoro condotto dagli autori nel cimentarsi nella specifica iniziativa di romanzare fatti storici di interesse politico e sociale. Asce di guerra apre ferite nella storia contemporanea ancora non rimarginate, soprattutto in quelle zone del nostro Paese direttamente coinvolte nelle vicende della Resistenza. Bastano pochi capitoli, letti con la perizia che il testo richiede e che poi si merita, per comprendere che non si tratta affatto di storie singole, ma di un unico racconto inerente le conseguenze di una Resistenza soffocata dal ritorno al potere della solita classe dirigente. Il romanzo dà voce a storie di uomini e donne che risultano perdenti, solo perché non trovano spazio per i propri ideali e così si aprono vie di fuga che diventano vite allo sbando, miserabili, malinconiche, ma condotte con estrema dignità: tali sono le esistenze di Vitaliano Ravagli, Budrio, Kadisha, Said e anche di quella di Daniele Zani. Sullo sfondo del romanzo si stagliano, come al solito, una serie di prese di posizione su avvenimenti storici italiani e internazionali di cui, in ogni caso, i nostri giovani sono poco informati, impegnati a studiare una storia avalutativa, fatta di date importanti, giorni da celebrare e battaglie epocali, la cui interpretazione viene spesso affidata a imprenditori mediatici, a salotti televisivi o a circolari del ministro di turno impegnato alacremente nell’operazione dei revisione storica. Ne risulta un «oggetto narrativo» impegnativo, ma coinvolgente e al tempo stesso arricchente: chi cerca tutto questo non viene mai deluso da Wu Ming!

Vitaliano Ravagli, Wu Ming, Asce di guerra, Einaudi, Torino 2005.

ML (20/12/2024) per Agorasofia

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