[…] Camera a gas bassa – costa, il cianuro non sprecare gas costruendo altezze inutili -,
chiusure ermetiche, eliminare perdite
la gente sporca crede di lavarsi,
quando ormai se ne stanno quieti
il gruppo specializzato
– meglio usare alcuni di loro stessi –
la carica sui vagonetti.
Massima dunque razionalizzazione dei percorsi:
I spogliatoio
IIa camera a gas
IIb relativo recupero dei denti preziosi
III ascensore
IV crematorio
[…]
Razionalizzare significa
saper sperimentare:
bruciare solo 300 persone al giorno
è un’impresa alla buona
da attrezzatura quasi dilettantesca.
Per bruciarne 10-12 mila
Al giorno, occorre specializzarsi:
ma Dio, che noia, come è indietro la tecnica,
con tre sportelli per forno in continua funzione,
fermarsi 30 primi per ognuno è anacronistico!
Per bruciare di più
A centinaia di migliaia, a milioni, a miliardi
In un attimo, e senza storie complicate,
– se ha ragione chi vince
e vince chi possiede le tecniche perfette –
occorre provvedere scienziati
possedere i tecnici più perfetti,
è un mercato facile.
[…]
«Le più grandi risorse
erano la speranza e la dignità.
Chi si rassegna, muore prima.
Non so se i giovani hanno appreso.
Se ci si lascia chiudere, terrorizzare
si diventa una cosa
gli altri ci diventano cose.
Molti ancora non sanno:
Auschwitz è tra noi, è in noi,
[…] non si può stare male per un sasso.
Non so se i giovani sanno
in ogni parte del mondo:
non c’è rivoluzione se si trattano gli uomini come sassi.
Ma sapere solo Auschwitz e il Vietnam, intossica,
ai giovani occorre, anche,
l’esperienza educativa di un mondo nuovo davvero.
Ad Auschwitz ci torno volentieri,
mi dà la misura dei fatti».
Danilo Dolci, in Poema umano, pp. 152, 153, 155, 157, 158
