Passi scelti. Poema umano… nella Giornata della Memoria leggiamo Danilo Dolci

[…] Camera a gas bassa – costa, il cianuro non sprecare gas costruendo altezze inutili -,

chiusure ermetiche, eliminare perdite

la gente sporca crede di lavarsi,

quando ormai se ne stanno quieti

il gruppo specializzato

– meglio usare alcuni di loro stessi –

la carica sui vagonetti.

Massima dunque razionalizzazione dei percorsi:

I spogliatoio

IIa camera a gas

IIb relativo recupero dei denti preziosi

III ascensore

IV crematorio

[…] 

Razionalizzare significa

saper sperimentare:

bruciare solo 300 persone al giorno 

è un’impresa alla buona

da attrezzatura quasi dilettantesca.

Per bruciarne 10-12 mila

Al giorno, occorre specializzarsi:

ma Dio, che noia, come è indietro la tecnica,

con tre sportelli per forno in continua funzione,

fermarsi 30 primi per ognuno è anacronistico!

Per bruciare di più

A centinaia di migliaia, a milioni, a miliardi

In un attimo, e senza storie complicate,

– se ha ragione chi vince

e vince chi possiede le tecniche perfette –

occorre provvedere scienziati

possedere i tecnici più perfetti,

è un mercato facile.

[…]

«Le più grandi risorse

erano la speranza e la dignità.

Chi si rassegna, muore prima.

Non so se i giovani hanno appreso.

Se ci si lascia chiudere, terrorizzare

si diventa una cosa

gli altri ci diventano cose.

Molti ancora non sanno:

Auschwitz è tra noi, è in noi,

[…] non si può stare male per un sasso.

Non so se i giovani sanno

in ogni parte del mondo:

non c’è rivoluzione se si trattano gli uomini come sassi.

Ma sapere solo Auschwitz e il Vietnam, intossica,

ai giovani occorre, anche,

l’esperienza educativa di un mondo nuovo davvero.

Ad Auschwitz ci torno volentieri,

mi dà la misura dei fatti».

Danilo Dolci, in Poema umano, pp. 152, 153, 155, 157, 158

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