Hargot, Una gioventù sessualmente liberata…tutt’altro che un testo di sessuologia

Il libro di Thérèse Hargot, una giovane filosofa specializzata in sessuologia, pur di rendersi accattivante e piuttosto editorialmente ammiccante, si presenta di una banalità inaudita, con una serie di luoghi comuni sul sesso e tanti moralismi mascherati tra le testimonianze raccolte nello studiolo da pseudo-psicanalista.

Resta abbastanza deluso chi, in virtù del blasone accademico dell’autrice, cerca un approccio scientifico ai molti e seri problemi inerenti alla sessualità di giovani e meno giovani. I problemi sono presentati o, meglio, abbozzati dai pazienti, dai ragazzi e dalla ragazze, ma non affrontati scientificamente, ricevono solo ulteriori interrogativi e rimandano a stereotipi facilmente identificabili in una morale cattolica abbastanza retriva, in inopportuni riferimenti sacramentali e nei triti e ingenui argomenti psicoanalitici, che vanno dai fantasmi onnipresenti alle autorevoli e ingombranti figure paterne.

Al di là della palese matrice cattolica, la più bigotta in circolazione, l’autrice intende criticare, già dal titolo, i risultati di quella che è stata la Rivoluzione sessuale avviata dal femminismo militante negli anni ’60 e ’70. La libertà oggi, che significa libera scelta del proprio orientamento sessuale, di usare o meno i contraccettivi, di controllare le nascite, di scegliere tra amore e sesso, avrebbe solo angosciato i soggetti e provocato il deterioramento dei valori tradizionali, riducendo la donna a merce in vendita.

Questa responsabilità, effettivamente, è difficile da gestire per le odierne identità individualizzate, ma per il quadretto lefebvriano che presenta Hargot diventa un serio problema, per cui tra le righe emergono i bersagli preferiti di questo argomentare: la pillola anticoncezionale, che contravviene all’imperativo divino: “siate fecondi e moltiplicatevi”, l’aborto, i matrimoni omosessuali, definiti pietra d’inciampo, e il femminismo egualitarista di quella che tra le righe sembra apparire la decrepita e ormai tramontata nonna Simone De Beauvoir.

Insomma, per essere una sessuologa, qui il discorso sul sesso diventa a tratti anche imbarazzante, meglio virare sulle sempiterne analisi foucaultiane!

Thérèse Hargot, Una gioventù sessualmente liberata (o quasi), Sonzogno, Milano 2017.

ML (28/09/2025) per Agorasofia

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