di Michele Lucivero pubblicato su In Comunione nel numero di novembre 2025
L’edizione 2025 della marcia Perugia-Assisi è stata una delle più partecipate degli ultimi anni, con circa 200.000 persone, numeri che non si vedevano dal lontano 2001, quando per la prima volta una marea umana attraversò le strade che collegano la città natale del filosofo nonviolento Aldo Capitini al paese caro a San Francesco.
Sarà a causa delle vicende politiche internazionali, come il genocidio in corso a Gaza e il perdurante conflitto russo-ucraino, sarà perché si avverte sempre più incombente un fosco clima di guerra, considerati gli investimenti che l’Unione Europea impiega nel riarmo, ma l’urgenza della società civile di chiedere a gran voce la PACE era palpabile durante la splendida mattinata del 12 ottobre.
La marcia Perugia-Assisi non è proprio una passeggiata, ma un percorso lungo e faticoso di circa 24 chilometri in piano con un finale in salita per raggiungere la Basilica di San Francesco ad Assisi, per cui bisogna essere preparati dal punto di vista fisico e mentale ad affrontare l’esperienza in tutta la sua pregnanza.
E tra tanti striscioni e bandiere svolazzanti, issati per marcare l’appartenenza dei numerosi gruppi al messaggio corale di pace, vi erano anche quelli istituzionali del Comune di Corato.
A Corato, infatti, il sindaco Corrado de Benedittis, un docente di Storia e Filosofia prestato alla politica, deve aver pensato alla cittadinanza intera così come si pensa alla propria comunità educante, offrendole un’opportunità unica. Grazie all’impegno in prima persona dell’Assessora Luisa Addario, sostenuta ovviamente dal primo cittadino, sono partiti da Corato con un finanziamento messo a disposizione dall’Amministrazione comunale tre autobus pieni di ragazzi e ragazze alla volta di Perugia.
Non solo, prima di cimentarsi nell’iniziativa, ai ragazzi e alle ragazze è stata data l’opportunità di seguire un corso di formazione, organizzato dal prof. Eliseo Tambone e dalla prof.ssa Mariella Capobianco, sui temi della pace, della nonviolenza, del disarmo e dell’antimilitarismo, affrontatati con uno sguardo critico nei confronti della pericolosa direzione che l’Unione europea e l’Italia stanno intraprendendo negli ultimi anni.
La partecipazione dei 150 studenti e studentesse di Corato alla marcia Perugia-Assisi, dunque, è stato il coronamento di un percorso di formazione durante il quale essi hanno avuto la possibilità di avvicinarsi al ventaglio delle posizioni antimilitariste e pacifiste, che vanno, oggi come cento anni fa alla vigilia della Prima guerra mondiale, dall’universo cattolico a quello della sinistra internazionalista fino alla galassia delle teorie nonviolente che affondano nel pensiero di Aldo Capitini, Gandhi, Nelson Mandela e tanti altri.
In particolare, il percorso di formazione è cominciato proprio con un affondo nella questione palestinese da parte del sindaco De Benedittis, per proseguire poi con mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi Italia, e Rosa Siciliano, direttrice della rivista Mosaico di Pace, fondata da don Tonino Bello, sulla necessità di mettere in agenda l’urgenza del disarmo, se veramente s’intende costruire percorsi di pace.
Tuttavia, i percorsi di pace, per essere realizzati concretamente hanno bisogno di gambe politiche e di coscienza storica su cui fare affidamento, dal momento che non c’è pace, se non c’è giustizia sociale e diritti umani per tutti, che sono stati poi gli slogan lanciati dal palco di Perugia da parte degli organizzatori e dei sostenitori della manifestazione, tra cui padre Alex Zanotelli. Sui temi storici ed economici, ma anche sul clima che si respira nelle scuole, in questo frangente caratterizzato da quella che Papa Francesco ha definito “la Terza guerra mondiale a pezzi”, il programma di formazione ha previsto un incontro con il dott. Sergio Torelli, dottore commercialista, e Michele Lucivero, docente di Filosofia e Storia presso il Liceo “L. da Vinci” di Bisceglie e promotore dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, i quali insieme hanno tracciato un quadro fosco, ma estremamente realistico, di ciò che si agita a livello nazionale e internazionale tra Rearm Europe e industria bellica.
E così, con un’adeguata preparazione, gli studenti e le studentesse hanno potuto affrontare la sfida fisica di un percorso estremamente significativo, che sicuramente segnerà la loro maturazione di cittadine e cittadini consapevoli nella costruzione di un’alternativa di pace per il futuro dell’umanità.











ML (20/11/2025) per In Comunione
