Mosaico di Pace: Campagne per il nuovo anno scolastico dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

L’anno scolastico 2025/2026 è appena cominciato, ma si è già rivelato estremamente caldo dal punto di vista delle mobilitazioni, tutte legate all’impegno antimilitarista, pacifista e nonviolento che la società civile e il mondo della scuola vorrebbero indicare come direzione. A circa dieci giorni dall’inizio delle lezioni ci troviamo tra fine settembre e primi di ottobre con due grandi scioperi generali, di cui il primo, quello del 22 settembre, con una percentuale di partecipazione del personale scolastico dell’11,2%, numeri che non si vedevano dal 2015; una manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma con più di un milione di persone, oltre a tantissime altre iniziative sparse per il territorio nazionale.

In questo quadro politico l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha già messo a segno con grande successo diverse campagne di sensibilizzazione e tante altre ha intenzione di avviarne per proseguire con il lavoro di smilitarizzazione delle coscienze e delle menti, un processo culturale ed economico che da tempo sta infestando le nostre scuole, l’università e tutta la società civile.

In tutti gli ordini e gradi di scuola il personale scolastico deve contribuire al raggiungimento di obiettivi quali l’istruzione, la formazione, l’inclusione, l’autonomia, la crescita personale e, soprattutto, far sì che ragazze e ragazzi possano presentarsi al mondo come cittadine e cittadini consapevoli. E deve farlo subito, perché è sotto gli occhi di tutti come le tragedie del secolo scorso, il colonialismo, la Prima e la Seconda guerra mondiale, il genocidio di gruppi di persone riconducibili a categorie razziali, culturali, etniche e religiose, si stiano ripresentando oggi.

Tra le iniziative già avviate, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha promosso per il primo giorno di scuola “Un minuto di silenzio” per le vittime del genocidio a Gaza, una campagna promossa in collaborazione con La Scuola per la pace Torino e Piemonte e Docenti per Gaza. Secondo le prime stime dei dati raccolti a partire dalla scuole che hanno informato l’Osservatorio della partecipazione, la campagna ha coinvolto circa 100 scuole con circa 5000 classi per un totale di almeno 100.000 giovani coinvolti e sensibilizzati su un tema che difficilmente sarebbe stato oggetto di attenzione mediatica a causa del coinvolgimento militare, politico ed economico del nostro Paese con lo Stato sionista d’Israele.

Non meno importante è la campagna che l’Osservatorio ha lanciato a tutte le scuole d’Italia nel chiedere di esporre in maniera permanente la bandiera della pace. L’iniziativa è volta a testimoniare un impegno costante e durato nel puntare i riflettori non solo, ovviamente, sul genocidio a Gaza, ma anche su tutti gli altri conflitti armati dimenticati. Come documenta il Rapporto Caritas sui conflitti del 2024, purtroppo il peso mediatico sulle guerre nel mondo è nullo, per cui spetta alle scuole mostrare il legame profondo tra le disuguaglianze e i conflitti armati, così come spetta ai docenti focalizzare l’attenzione sul fatto che nel 2024 il numero di Stati in guerra è salito a 52, con 4 guerre ad altissima e 20 ad alta intensità, con il numero più alto di morti dal 2019, soprattutto tra la società civile.

Più concretamente, inoltre, il gruppo scuola dell’Osservatorio ha messo a punto un documento da sottoscrivere da parte di tutto il personale scolastico a inizio anno per assumere un preciso indirizzo didattico pacifista e, al tempo stesso, esprimere una dichiarazione d’intenti per rifiutare che i propri studenti e le proprie studentesse svolgano attività che prevedano la partecipazione diretta o indiretta di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizia locale, Forze Armate Italiane e/o di altre nazioni all’interno delle scuole. Il documento, dal titolo “Noi siamo docenti Pacefondai” è ricalcato sul modello della mozione presentata e votata all’unanimità già nel luglio del precedente anno scolastico presso il Liceo “Leonardo da Vinci” di Bisceglie (BT) e poi lanciato a livello nazionale come indicazione da sottoporre ai Collegi dei Docenti oppure da sottoscrivere individualmente sulla piattaforma Change.org.

Il documento si sofferma sul fatto che come docenti, educatori e costruttori di una umanità di pace, il personale scolastico non può non condannare quello che per la Corte Penale Internazionale e per accreditate ONG viene rubricato come genocidio nei confronti di tutta la popolazione palestinese, affamata, privata di ospedali, cure mediche essenziali, scuole e università. Al tempo stesso, gli insegnanti non possono non guardare con preoccupazione la folle corsa al riarmo, che punta all’investimento del 5% del PIL nazionale in spese legate alla difesa e alla sicurezza, mentre le nostre scuole avrebbero bisogno di interventi strutturali per rendere più decoroso il lavoro e più sicura la permanenza degli studenti e delle studentesse nelle aule. Il rischio che si intravede è che, oggi come un secolo fa, la mediocre normalità diventi abulia morale anche nell’ambito dell’educazione, giacché è proprio nell’abulia dei molti che trova spazio l’affaccendarsi violento e spregiudicato di pochi avidi di potere, mentre la consapevole scelta partigiana di pace viene messa costantemente sotto scacco.

L’obiettivo della scuola dovrebbe essere quello di lavorare per costruire convivenze pacifiche, abilità nella cooperazione, pace come modello di vita autentica, fatta di responsabilità condivise. La scuola deve insegnare che ogni persona ha diritto a vivere con dignità, ad immaginare un futuro migliore, a coltivare sogni, per cui non può accettare che questi valori vengano calpestati. Esistono alternative alla violenza: gli strumenti del diritto internazionale, le vie diplomatiche, le forme di pressione nonviolenta, come il disinvestimento o il boicottaggio.

Sempre al riguardo della scuola, l’Osservatorio ha promosso anche una campagna rivolta ai genitori, affinché sottoscrivano a inizio anno scolastico un documento da consegnare alle rispettive istituzioni scolastiche per impedire che i propri figli e le proprie figlie svolgano attività che prevedano la partecipazione diretta o indiretta delle Forze Armate. La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con legge n. 176 del 27 maggio 1991, afferma: «In considerazione del fatto che occorre preparare pienamente il fanciullo ad avere una sua vita individuale nella società, ed educarlo nello spirito degli ideali proclamati nella Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà», per cui abbiamo chiesto ai genitori, con documento che abbiamo predisposto, di esonerare i propri  figli e figlie per la durata dell’intero percorso scolastico da ogni genere di attività che preveda il coinvolgimento di forze armate. Riconosciamo che questa campagna è una delle più ostiche da far passare tra la popolazione, tuttavia da Bari fino a Cuneo abbiamo riscontri positivi di genitori attivisti che ci hanno inviato il documento sottoscritto per conoscenza.

Infine, l’Osservatorio ha anche avviato in collaborazione con Antropolog@ per la Palestina la campagna “La conoscenza non marcia” con la quale le università si propongono, ad esempio, di impedire progetti in collaborazione con industrie della filiera bellica, con istituzioni che collaborano col regime coloniale e genocidario di Israele e con organizzazioni internazionali come la NATO, che intervengono negli scenari di guerra in corso e nelle iniziative di riarmo oppure di vigilare sulla partecipazione da parte dei singoli docenti a organizzazioni che abbiano finalità di tipo militare o la cui attività sia in qualche modo legata all’industria bellica (come la Fondazione Med-Or), per citare solo alcuni degli obiettivi fondamentali.

Insomma, l’autunno si preannuncia caldo e il mondo della scuola pare pronto ad accettare la sfida.

ML (10/10/2025) per Mosaico di Pace

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