A fronte di tanti discorsi edificanti sul rifiuto della violenza, sulla condanna delle guerre e sulla presa di posizione contro la sopraffazione in ogni aspetto della convivenza civile, l’autrice nel suo intero precorso di produzione scritta intende offrire una pratica concreta per attuare un meccanismo che interrompa la violenza senza rinunciare a difendersi.
Nella sua interpretazione radicale vi sono essenzialmente due modalità topiche di gestire le relazioni interpersonali, politiche, etniche, internazionali, di cui offre anche esempi concreti: il modello Maggiore/minore, quello che viene percorso solitamente, che prevede la violenza da una parte e la sofferenza dall’altra, quello di chi esercita il potere della violenza su chi lo subisce; e il modello dell’Equivalenza, il quale rappresenta una vera alternativa, che prevede la possibilità di difendersi senza causare sofferenza negli altri.
Il modello dell’Equivalenza fa riferimento ad un approccio nonviolento strutturato coerentemente secondo principi logici e non secondo ireniche prospettive utopiche difficili da applicare, anche perché l’autrice lo utilizza costantemente nella vita quotidiana per la risoluzione dei conflitti interpersonali e internazionali in tutti i contesti in cui viene chiamata a risolverli.
Il testo di Pat Patfoort, attivista per la pace e la nonviolenza ospitata anche in Italia a nostri Eirenefest, vuole essere un mattone sulla via della speranza, perché esiste un modo per non essere infelici nelle relazioni umane e sociali e questo è possibile adottando il modello dell’Equivalenza.
Nell’ultima parte del suo lavoro, l’autrice aiuta a prende coscienza del fatto che a volte è difficile passare ad una posizione di Equivalenza, soprattutto quando si è sofferto molto per mano di qualcuno, sia in ambito privato sia a livello internazionale, tuttavia la sfida è proprio quella di avere fiducia nelle persone, una fiducia nel potere che hanno le rivoluzioni nonviolente di cambiare in meglio la realtà. Per fare ciò, oltre alla fiducia, occorre saper leggere attentamente nel proprio cuore i propri sentimenti, ascoltare l’altro in una incrollabile disposizione all’incontro, al dialogo, al confronto…piccole rivoluzioni quotidiane che aiutano a cambiare veramente il mondo!
ML (20/11/2025) per Agorasofia
