Bertolt Brecht, cosa è errato o falso di ciò che abbiamo detto?

A chi esita

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.

E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

Bertolt Brecht, Poesie, Einaudi, Torino 2014.

Postilla

Chi esita, dunque? Chi non prende parte. Il cerchiobottista. Il pusillanime. L’ammiccante. L’accomodante. Chi non distingue, non traccia alcuna linea. Chi si arrocca dietro le vecchie parole. Chi è rimasto muto, ché le parole gliele hanno tolte tutte, capovolgendole, lordandole. Chi non ha (più) sussulti.

Io davvero non lo so cosa potrà mai ispirare una poesia in chi legge. Ma questa conclusione, “non aspettarti nessuna risposta oltre la tua“, dovremmo farla risuonare più spesso nella testa, penso. Per alleggerirci d’alibi, forse.

Di certo, rischiando il dire si rischia pure dire il falso. Quindi, Evviva!, dovremo rassegnarci e sbagliare ancora, e ancora correggerci. E se ripeteranno: – è tutto inutile! Hanno vinto loro – e adesso, divenuti l’esercito dei buoni, ci trattano con sufficienza elargendo un benevolo sorriso!
Ce ne faremo una ragione, affinché non restino solo i nostri sogni a farci sussultare. Lo sentono che c’è un fermento che percorre la terra? Lo vedono, ma fingono di ignorarlo, mentre preoccupati organizzano feste mascherate.

Farglielo capire: non basta più l’ultima destinazione registrata sul navigatore satellitare. Le strade non sono già tutte tracciate e le parole non sono state dette una volta per sempre.
La linea, dicevamo, restiamo fedeli alla linea… fosse pure necessario, quindi, ne faremo infiniti punti.

AP (26/02/2026) per Agorasofia

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