Un maestro della letteratura mondiale e un maestro della gastronomia responsabile s’incontrano per riflettere ed esternare alcune considerazioni non solo sulla felicità, ma anche sulla responsabilità, sulla solidarietà, sullo sviluppo, insomma su tutto ciò che potrebbe contribuire a costruire un futuro migliore nel segno del rispetto per i diritti umani, degli animali e della Terra intera.
Tuttavia, il testo è anche l’occasione per guardare al passato e valorizzare quelle esperienze significative senza quella incartapecorita patina nostalgica tipica di chi vive in una storia antiquata o monumentale stucchevole e poco edificante per le future generazioni.
La riconsiderazione del passato è senz’altro funzionale alla ripresa di alcuni valori, come quello della semplicità, della lentezza, della solidarietà, ma anche quello del gusto autentico che passa attraverso la bellezza del mangiare insieme un pasto frugale e autoprodotto, valori che, nonostante l’adesione entusiastica al presente, possono e devono essere praticati affinché si possa allontanare la becera assimilazione di tutto il nostro tempo ad una umanamente scadente idea di turbocapitalismo globalizzante preda dell’egoismo e dell’individualismo.
Luis Sepulveda, Carlo Petrini, Un’idea di felicità, Guanda, Milano 2014.
ML (21/03/2026) per Agorasofia
