L’Onorevole Fabio Rampelli (FdI): «Da testimonianze raccolte risulta all’interrogante che nelle citate scuole romane sarebbero stati totalmente ignorati gli indirizzi previsti da due leggi dello Stato». Da Roma a Chieti, da Bologna a Catania, in base a testimonianze raccolte – da Rampelli? Da chi? Boh! – 41 scuole non avrebbero effettuato alcuna iniziativa per ricordare di ricordare il dramma delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata-istriano. Tanto è bastato per promuovere un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro Valditara…
La citazione della settimana è una Lista. Come quella sui prof di sinistra, architettata dai baldi giovani di Azione Studentesca, anche questa l’hanno stilata i destrieri di Fratelli d’Italia e reca la firma di dieci deputati e, nientedimeno che, del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli.
In un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, Rampelli ha citato i nomi di 41 scuole, colpevoli di non aver dato adeguato seguito alle commemorazioni della Giornata del Ricordo, disattendendo – secondo la sua interpretazione – quanto indicato nelle leggi n. 92 del 30 marzo 2004 e n. 16 del 21 febbraio 2024.
Per fortuna, potremmo pure pensare, questa volta non siamo in lista! Anche perché da tempo abbiamo smesso di fare i DIPENDENTI INDISCIPLINATI e siamo passati al mood degli INDIPENDENTI DISCIPLINATI, per cui, così come facciamo con tutte le altre note che arrivano nella modalità della “comunicazione circolare“, abbiamo pensato di trattare la questione delle foibe il 10 febbraio con rigore storico, fatti e dati alla mano, ad esempio con il Vademecum per il Giorno del Ricordo oppure con accreditati storici come Eric Gobetti – le cui attività culturali sono state più volte soggette a censura.
In realtà, all’interno di questa lista vorremmo iscriverci anche noi, per mostrare solidarietà alle/i docenti delle scuole elencate nella lista Rampelli. L’intervento del vicepresidente della Camera è da contestare, pensiamo, sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché, stilare una lista di cattivi esempi da non seguire, appare tanto un atto volto ad intimidire chi non si riconosce con la narrazione ideologica voluta dal Governo, impegnato con note e circolari a riscrivere la storia di eventi cruciali e complessi. Inoltre, incoraggia la delazione, anonima e vigliacca, per censurare comportamenti professionali, politici, ritenuti non adeguati. Nel merito in quanto palesa l’incomprensione da parte dei firmatari delle stesse leggi citate. Infatti, come potrebbero, del resto, quelle leggi introdurre obblighi per le scuole se non violando l’autonomia scolastica e la, costituzionalmente garantita, libertà d’insegnamento?
Insomma, ci sembra che, posta in questi termini, la questione sia da non sottovalutare, anche perché in pochissimi mesi abbiamo assistito al ricorrente uso di elenchi molto simili a liste di proscrizione, che avrebbero dovuto comprendere, di volta in volta, i prof si sinistra, i nomi dei finanziatori privati del comitato per il “No” al referendum sulla giustizia, i docenti smemorati del 10 febbraio… quasi un metodo, dunque, che evidenzia una malcelata passione della Destra del nostro paese per la creazione di liste di indesiderati, sgraditi, modi di pensare e di comportarsi.
In attesa che l’USR del Lazio si pronunci in merito agli accertamenti previsti,
ecco a voi il Capolavoro dei nostri destrieri!
ML e AP (22/03/2026) per Agorasofia
