“Dono e Scelta” di Losapio e Lucivero: un incontro tra Religione e Filosofia

Ci sono libri che nascono come architetture: fatti di pietre, di proporzioni, di logiche. E poi ci sono libri che nascono come incontri. Il libro Dono e Scelta appartiene a questa seconda specie: non è costruito, è germinato. Come una conversazione che, da piccola e accidentale, si dilata fino a diventare una mappa del mondo.

Immaginate due figure che camminano: uno è un sacerdote, l’altro un filosofo laico; percorrono lo stesso sentiero, ma guardano il paesaggio con due lenti diverse. Eppure, a un certo punto, si accorgono che ciò che vedono è lo stesso cielo. È da questa scoperta – fragile e tenace insieme – che ha origine questo volume di Matteo Losapio e Michele Lucivero.

I due autori non cercano di convincersi a vicenda; non cercano, come spesso accade, di collocare la fede e la non-fede su due estremi contrapposti. Semmai raccolgono, con la pazienza degli artigiani, le tracce che l’esperienza religiosa lascia nell’uomo: non le certezze, ma le domande; non le definizioni, ma i modi di mettersi in cammino. Come se la religione fosse, prima di tutto, una forma dell’attenzione.

Il libro attraversa territori diversi – la filosofia, la sociologia, l’antropologia, la fenomenologia – come se ogni disciplina fosse una stagione dello stesso anno, un modo di declinare il rapporto dell’essere umano con ciò che lo supera e lo fonda.

Poi il discorso si addentra nelle biografie esemplari: Bonhoeffer che pensa la responsabilità come un rischio che può condurre fino alla congiura; Florenskij che, nella Russia rivoluzionaria, unisce matematica e misticismo come due nervature della stessa foglia; don Tonino Bello che trasforma la pace in un lavoro quotidiano delle mani; Andrea Gallo che abitava gli interstizi della città come luoghi teologici; Milani che faceva della parola un atto di emancipazione.

Ogni autore è un sentiero: irripetibile, tortuoso, necessario. Ma tutti mostrano una cosa: che la religione – quando non diventa strumento di potere o recinto identitario – è una possibilità data all’umano, un accadere di libertà. Perché il dono che siamo stati è sempre anche una scelta che ci attende.

In questo dialogo, il credente e il non credente si scoprono meno lontani di quanto supponessero. Non perché condividano le stesse conclusioni, ma perché abitano lo stesso bisogno di comprendere.

Lucivero, laico “in attesa”, che non si sente ateo perché l’assenza non lo persuade; Losapio che riconosce nella voce dell’altro un richiamo a non smarrire la concretezza della terra.

Entrambi mostrano che pensare la religione non significa costruire un altare, ma imparare un linguaggio: quello che consente all’uomo di dire sé stesso quando non bastano più i vocabolari ordinari.

Viviamo in un’epoca in cui la religione non è né tramontata né innocua: attraversa la politica, le identità, i conflitti globali. Ma proprio per questo urge conoscerla, smascherarne le degenerazioni, coglierne le risorse di umanizzazione. È ciò che questo volume propone senza arroganza: un’educazione dello sguardo, una grammatica del dialogo.

Il merito della Cittadella Editrice – ereditiera dell’intuizione visionaria di don Giovanni Rossi – è proprio questo: aver scelto la cultura come forma di evangelizzazione, non per imporre ma per aprire. Perché la conoscenza è l’unica via che non chiede tessere d’ingresso.

E così Dono e Scelta non è soltanto il titolo di un libro. È il nome di un cammino: quello in cui la fede e il dubbio non si escludono, ma si interrogano; in cui l’amicizia diventa metodo; in cui la parola – fragile, trasparente, essenziale – tenta di avvicinarsi a ciò che dell’umano resta irriducibile.

Un cammino da percorrere con passo leggero e mente sveglia, perché nessuna verità vale se non ci trasforma e non ci rende più capaci di camminare insieme.

Don Mimmo Marrone per Mosaico di Pace

Domenico Marrone (1961), presbitero dell’Arcidiocesi di Trani è un sacerdote pugliese, docente di Teologia Morale e direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Trani, oltre che parroco a San Ferdinando di Puglia, noto per il suo interesse per il sociale, la formazione e la cultura, con un ministero attivo dal 1986. 

Lascia un commento