Passi scelti. Michel Onfray, Teoria della dittatura

Dialogando con George OrwellMichel Onfray prova a spiegarci il presente mettendo in piedi una teoria della dittatura articolata in sette comandamenti: distruggere la libertà; impoverire la lingua; abolire la verità; sopprimere la storia; negare la natura; propagare l’odio; aspirare all’impero. «Chi oserà dire che non siamo a questo punto?»

Sesto comandamento: Propagare l’odioLa Guerra è pace

Principio 26: Creare un nemico

«Per esistere, la tirannia ha bisogno di un nemico, di un avversario. Non importa chi sia, perché in ogni caso può essere cambiato in corso d’opera e in base agli interessi del momento. Chi ieri era un nemico può oggi improvvisamente trasformarsi in un amico e altrettanto improvvisamente tornare a essere un nemico in qualsiasi altro momento, oggi stesso o domani, secondo i vari mutamenti di alleanze e le decisioni del Partito. Quello che importa è avere un capro espiatorio in grado di raccogliere su di sé tutto l’odio, il risentimento e le passioni tristi, e di attirare tutta l’aggressività della retorica e della sofistica del potere.

Diventa quindi fondamentale organizzare cerimonie dedicate all’odio nel corso delle quali il volto e il nome della persona che il potere presenta come proprio nemico numero uno possano venire fischiati, oltraggiati, insultati e denigrati. Non c’è soltanto la “Settimana dell’Odio”, ci sono anche i “Due minuti dell’Odio”, durante i quali il nemico del popolo viene vilipeso. […]

Rumore di passi cadenzati, musica militare, urla, fenomeni d’isteria collettiva e autoipnosi, annientamento della coscienza, delirio generale, pianti e insulti: ogni ragionevolezza è cancellata e le passioni tristi assumono il controllo della situazione. Odio, disprezzo, rancore, antipatia, repulsione, disgusto: la corteccia cerebrale ha perso i comandi mentre il cervello rettile è ormai rimasto l’unico a dettare legge».

Michel Onfray, Teoria della dittatura, Ponte alle Grazie, Milano 2020, pp. 93-94.

Lascia un commento