«La mia tattica di guerra si può riassumere in quattro principi.
Primo: io attacco soltanto le cose che vincono o aspetto finché hanno vinto.
Secondo: attacco soltanto le cose contro cui non potrei trovare altri compagni di battaglia, in cui quindi mi ritrovo solo, e comprometto solo me stesso… Non ho mai fatto un passo che non mi compromettesse: questo è, secondo il mio punto di vista, un modo di agire corretto.
Terzo: non attacco mai le persone, mi servo delle persone come fossero una forte lente d’ingrandimento che serve per rendere visibile qualche male comune ma celato, e quindi difficile da esser colto […].
Quarto: io attacco soltanto cose che non hanno niente a che fare con questioni personali, non collegate in nessun modo a tristi esperienze. Al contrario, per me l’aggredire è un segno di benevolenza, talvolta perfino di gratitudine».
Friedrich W. Nietzsche, Ecce Homo, Rusconi Libri, Santarcangelo di Romagna 2005, p. 10
