La Citazione della Settimana, Sanremo 2026? “Che fastidio!”, ovvero verso una nuova teoria degli affetti

«Per esempio, quando immaginiamo una cosa che di solito ci piace per il suo sapore, desideriamo goderla e cioè mangiarla. Ma mentre ne godiamo lo stomaco si riempie e il Corpo si dispone diversamente. […] e quindi la presenza del cibo che desideravamo ci sarà odiosa, ed è ciò che chiamiamo Fastidio o Tedio.»

Baruch Spinoza, Etica, Proposizione 59, scolio.

Ditonellapiaga canta Che fastidioe garantisce a Sanremo 2026 la quota motivetto-meme. Nel frattempo, rigenera una nuova teoria pop degli affetti di matrice spinoziana. Con il “fastidio” ci immergiamo inconsapevolmente nelle passioni tristi, in un clima di insofferenza, di lievi irritazioni tollerabili, che implacabilmente indeboliscono la nostra vita, ci avverte Spinoza. Il mood alla moda e ammiccante, alquanto moderato, proposto come motivetto innocuo da Ditonellapiaga, rischia di sfociare agevolmente, a partire dall’accettazione stizzita con tanto di spallucce, nel disinteresse e nel disimpegno civile. Il nuovo mantra sarebbe, dunque, da usare con cautela, ma, siamo certi, ci toccherà tenerlo a bada, ovviamente con fastidio, fino al prossimo tormentone.

Per evitare di assuefarci del tutto alle storture politiche e sociali in atto, alle guerre, agli orrori, e soprattutto a beneficio di chi inopportunamente utilizzerà il refrain in modo compulsivo sui social, sottolineiamo alcuni casi in cui, con evidenza, il rilievo Che fastidio! è assolutamente fuori luogo.

  1. Il prof-influencer Vincenzo Schettini trascina la Scuola nell’ennesima polemica di cui non si sentiva il bisogno. Poi, sospinto da un conatus inarrestabile si precipita sul palco dell’Ariston per dire cose, di cui, di nuovo, non sentivamo il bisogno. Pagare un docente della scuola pubblica per dire banalità è la dimostrazione che la scuola ha rinunciato a formare lo spirito critico e si è accomodata nel mainstream dei trending topic. Certo, che ha parlare di dipendenza da Social sia chi di Social vive può sembrare una contraddizione, eppure, perché no, prendiamolo in parola e cominciamo a smettere di seguire tutti i nuovi guru del Web, magari proprio a partire da Schettini. [Che fastidio! …ok, qui può andar bene]. Sulla Scuola, sul suo vero valore, del resto, si è espresso, per noi molto meglio di quanto abbia fatto il prof. Schettini, il cantante italiano di origine albanese Ermal Meta. A Salvini, che si meravigliava della qualità del suo italiano [ Che fastidio!” Che tristezza!], il cantante ha risposto ringraziando le sue insegnanti di lettere: “la Scuola funziona, è importante e bisogna investire di più!” [Che eleganza!]
  2. L’Italia partecipa al Board of Peace come paese osservatore. Mentre L’Europa non batte un colpo e l’informazione pubblica ha fatto calare un silenzio assordante sulla situazione a Gaza, il Ministro degli Esteri Tajani si reca a Washington per osservare (?!) i lavori della prima riunione dell’organizzazione pensata per realizzare la pax globale trumpiana. [Che fastidio!” Che vergogna!] Proprio Ermal Meta, per noi ormai il vero eroe della kermesse sanremese, in conferenza stampa parlando della sua canzone Stella Stellina ha dichiarato: “Il silenzio è il grande problema di oggi. Soprattutto è un silenzio che ci autoinfliggiamo, certe cose non si possono dire, non si può dire Gaza, non si può dire Palestina, come se fosse una bestemmia. Il fatto che non si possano dire è una bestemmia“. [Che coraggio!]
  3. L’inchiesta su Glovo e Deliveroo sancisce che i rider, oltre a subire controlli asfissianti dai nuovi padroni virtuali, gli algoritmi, vengono retribuiti con salari da schiavi. E intanto, constatiamo che delle millanta canzoni presentate a Sanremo non ce n’è una che contenga un cenno ai diritti dei lavoratori violati. [Che fastidio!” Che rabbia!]
  4. Dargen D’amico Sanremo canta con Pupo e Fabrizio Bosso una cover meravigliosamente fastidiosa. I tre impreziosiscono Su di noi, con Il disertore di Ivano Fossati e Gam Gam – inno in memoria della Shoah che riprende il quarto versetto del Salmo 23 (“Il Signore è il mio pastore”). Un messaggio chiaro alla politica di guerra di Israele… che prosegue drammaticamente indisturbata: il 28 febbraio 2026 Israele e Usa danno inizio alla guerra all’Iran. Che frustrazione? Che rabbia? Che sofferenza? … Che scoramento? …esisterà un’emozione per spiegare tutto questo dolore?

AP e ML (primo marzo 2026) per Agorasofia

Lascia un commento