Festivalfilosofia 2026: quale ordine dal caos? Dal 18 al 20 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo

Comunicato Stampa

Dedicato al tema caos, il festivalfilosofia 2026 è in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 18 al 20 settembre.

Giunto alla ventiseiesima edizione, il format del festival prevede come sempre lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, attività per ragazzi e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno oltre 150 e tutti gratuiti.

Piazze e cortili ospiteranno 58 tra lezioni magistrali e dibattiti. Quella attuale è un’epoca di dissoluzione di vecchi ordini, eventi catastrofici e processi profondi di cambiamento sul piano politico, scientifico e climatico. Il festival mostrerà che questo processo, pur complesso e a volte imponderabile, non è privo di logica. Incertezza e disordine sono parole-chiave fondamentali per capire molte teorie scientifiche, ma anche per comprendere le trasformazioni della società. Funzionano così i mercati, il clima e la geopolitica, ma anche la scienza e l’evoluzione. Inoltre delle crisi radicali, vere e proprie fini di mondi culturali, hanno sempre caratterizzato la storia, generando novità. A questo insieme di questioni il programma darà un inquadramento con le risorse del linguaggio filosofico.

L’edizione 2026, mentre conferma lo stretto legame con i maggiori protagonisti del dibattito filosofico, presenta diciotto voci nuove e oltre venti relatrici. 

Tra i protagonisti si ricordano, tra gli altri: Rosi Braidotti, Massimo Cacciari, Barbara Carnevali, Adriana Cavarero, Ivano Dionigi, Donatella Di Cesare, Elena Esposito (Lectio Gruppo Aimag), Roberto Esposito, Maurizio Ferraris (Lectio Gruppo Hera), Simona Forti, Nadia Fusini, Umberto Galimberti (Lectio Rotary Club Gruppo Ghirlandina), Carlo Galli, Matteo Lancini, Silvia Lippi, Anna Maria Lorusso (Lectio Coop Alleanza 3.0), Michela Marzano, Stefano Massini, Salvatore Natoli (Lectio BPER Banca), Gianfranco Ravasi, Massimo Recalcati, Paolo Zellini (Lectio Confindustria Emilia Area Centro). 

Tra chi è al “debutto”: David Armitage, Pierre Charbonnier, Mario Del Pero, Serenella Iovino, Luke Kemp, Carlo Ossola, Alfio Quarteroni, Mariarosaria Taddeo, Guido Tonelli.

Il festival include anche una “Lectio Michelina Borsari”, in memoria della sua storica direttrice e in collaborazione con la famiglia, per valorizzare una giovane relatrice, che in questa edizione sarà Valentina Moro.

Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: studiose e studiosi autorevoli commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema del caos. 

Per il pubblico del web, sarà approntato un programma di dirette di lezioni sui canali del festival, in attesa della pubblicazione dei video dell’intero programma filosofico la settimana successiva alla manifestazione.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Mentre diversi appuntamenti espositivi faranno emergere il connubio di caos e creatività nei processi artistici, alcuni appuntamenti performativi metteranno in scena il caos contemporaneo e le sue implicazioni: così Domenico Starnone sugli effetti di equivoci, errori e segreti nei nostri percorsi esistenziali, Mario Tozzi a proposito delle responsabilità umane nei confronti del cambiamento climatico, Andrea Pennacchi sul mai abbastanza maledetto male della guerra, e il collettivo de La Ragione di Stato su come anche lo sport mondiale, soprattutto il calcio, rispecchi le follie e gli eccessi della geopolitica.

Quasi 40 le mostre e installazioni proposte in occasione del festival da un’ampia rete di istituzioni artistiche pubbliche e gallerie private. 

L’insieme del programma creativo coinvolge e sintonizza tematicamente una rete di circa 200 partner culturali.

Il festival è promosso dal Consorzio per il festivalfilosofia, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione di Modena. 

Nelle piazze e nei cortili del festival quasi 60 lezioni discuteranno di disordine e incertezza, caos strategico e cambiamento storico, per mostrare che il caos non è semplice confusione, ma segue una logica e può  essere generativo 

L’edizione 2026 sarà dedicata alla questione del “caos”, con un programma filosofico che conterà 57 lezioni magistrali. Concetto generativo ma anche dissipativo, il caos è una categoria adeguatissima per affrontare la complessità di un mondo attraversato da dissoluzione di vecchi ordini, eventi catastrofici e profondi processi di cambiamento sul piano politico, scientifico e climatico. Proprio dalle scienze emerge un modello di comprensione dell’incertezza e dell’imprevedibilità che pu  riferirsi ai modelli di società oltre che ai fenomeni naturali. Tema cosmogonico per eccellenza, la rappresentazione del caos implica una genealogia culturale che non ha perso, anzi forse ha ritrovato, la sua energia.

Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale composito, a più voci, in cui si confronteranno prospettive filosofiche plurali, talora anche in contrasto.

Per capire che cos’è il caos occorre anzitutto rivolgersi alle scienze e alla loro storia. A partire dalla rivoluzione probabilistica del tardo XIX secolo, molti saperi si sono fondati su modelli sistemici all’insegna dell’indeterminazione e della complessità: matematiche, teorie dell’evoluzione, meteorologia e teoria del clima, fisica dell’intelligenza artificiale sono solo alcuni degli ambiti nei quali le cosiddette logiche caotiche giocano un ruolo fondamentale, con le loro idee di contingenza e complessità.

Tale significato di caos va al di là del suo senso comune e ordinario. Da qui è tuttavia indispensabile partire per cogliere la portata di questo concetto, e forse anche per orientarsi nella condizione contemporanea. Oltre al suo valore generativo, verrà mostrato il suo carattere probabilistico, fondato sul calcolo dell’incertezza. 

Viceversa, anticipando già un graduale passaggio alle piste seguenti, si indicherà come questi 3 modelli si siano ormai estesi anche alle scienze sociali, dove l’idea di contingenza, di rischio, di processi non-intenzionali risulta cruciale per molti approcci dell’economia, della filosofia politica e anche di quel complesso di saperi storici, politici, giuridici, economici e demografici cui oggi diamo correntemente il nome di “geopolitica”.

Modello di generazione dal vuoto e di passaggio dal caos a un ordine è certamente l’astrofisica: Guido Tonelli accompagnerà il pubblico in un viaggio tra le stelle, dal Big Bang alle teorie cosmologiche attualmente più accreditate. Paolo Zellini (Lectio Confindustria Emilia Area Centro) e Alfio Quarteroni mostreranno come si possa calcolare il caos, discutendo l’importanza della matematica nei sistemi complessi: in gioco c’è la proporzione tra efficienza e affidabilità delle procedure algoritmiche. Sempre più intrecciati anche al governo delle procedure sociali (è il caso di mercati finanziari, sistemi assicurativi, servizi sanitari, grandi apparati organizzativi pubblici e privati), questi modelli di previsione e di governance fanno della tecnologia una grande questione politica e culturale, di cui parlerà Elena Esposito (Lectio Gruppo Aimag). In connessione con questi temi, Maurizio Ferraris discuterà i fondamenti dell’intelligenza artificiale generativa per indicare soprattutto quanto sia alimentata dai comportamenti degli utenti e quanto sia necessario redistribuirne il valore, anche economico (Lectio Gruppo Hera).

Se l’idea di cambiamento implica rotture, anche catastrofiche, l’evoluzione è uno dei paradigmi scientifici che la esprime meglio: Telmo Pievani discuterà l’estinzione come processo biologico e sociale fondamentale per le trasformazioni evolutive, richiamando anche le attuali responsabilità di Homo sapiens nell’epoca dell’Antropocene. Alla conseguente necessità di immaginare una “nuova Arca”, ispirata alla collaborazione tra tutte le forme viventi, sarà dedicato l’intervento di Serenella Iovino. Nel segnalare ulteriori fattori capaci di generare cambiamento, Gaspare Polizzi segnalerà la stretta connessione tra caos e “kair s”, per indicare il valore conoscitivo della contingenza, mentre Nicla Vassallo si concentrerà sul significato positivo dell’errore.

Salvatore Natoli racchiuderà nel suo intervento le implicazioni filosofiche di queste grandi trasformazioni del sapere, mostrando come le accelerazioni di società e tecnologia rovescino la visione “progressista” che riteneva di aver scoperto le leggi interne della storia: l’idea di cambiamento adeguata alla nostra epoca è viceversa probabilistica e imponderabile, racchiusa nell’idea di “caoscosmos”, ossia il riconoscimento che il caos è una forma di ordine che va saputa calcolare (Lectio BPER Banca).

Disordine geopolitico e crisi globale si capiscono meglio se si parte da prospettive di più ampia durata, coinvolgendo schemi concettuali ampi. 

L’attuale periodo storico verrà analizzato in quanto “momento machiavelliano”, ossia la fine di un ciclo istituzionale nel quale gli ordinamenti politici e i sistemi di potere devono fronteggiare una trasformazione storica da cui pu  dipendere la loro stessa cancellazione. Si mostrerà come la crisi dell’ordine liberale internazionale abbia sì fattori specifici, ma si inscriva in un modello generale che riguarda l’allineamento (o, come nella crisi odierna, il disallineamento) tra sistemi giuridici, ordinamenti istituzionali e forme della potenza: economica, demografica, militare, tecnologica, culturale. L’attuale “catastrofe” ha precedenti nella storia e indica una convergenza di varie crisi di varia durata che riguardano la natura stessa delle istituzioni statali, la loro relazione, il rapporto tra legittimità, autorità e territorio.  

Da questo punto di vista, a titolo di esempio, si indicherà che c’è una radice internazionale del pensiero politico che risale alla prima età moderna. Verranno rintracciate alcune linee di consistenza della geopolitica, mostrando come la filosofia e le strategie politiche abbiano discusso le forme più adatte al governo della terra, del mare e dell’aria. 

Al nesso tra territorio, autorità e legittimità – una delle questioni chiave della filosofia politica moderna – e alla rottura di paradigma segnata nel Novecento dall’avvento dell’aviazione e della politica nei cieli, non solo per la rappresentazione del gsono dedicate, rispettivamente, le lezioni di Carlo Gallilobo, ma anche per le dinamiche di dominio,  e Matteo Vegetti. Parimenti, verranno messe a fuoco le categorie che permettono di tracciare i rivolgimenti delle comunità politiche, come nel caso delle guerre civili, di cui David Armitage traccerà una storia che arriva nel cuore del presente, o dei veri e propri collassi di sistemi istituzionali: attingendo all’antropologia e alla paleostoria, Luke Kemp tratteggerà i lineamenti fondamentali di un fenomeno che non è estraneo al nostro mondo, poiché la dissoluzione di grandi organismi politici ha caratterizzato da ultimo la fuoriuscita dal “secolo breve” del Novecento. I collassi sistemici travolgono solitamente anche gli ordinamenti normativi, come sta drammaticamente accadendo al sistema della giustizia internazionale, pietra angolare dell’ordine internazionale liberale oggi ben più che in crisi, ma letteralmente sotto attacco: ne discuterà Emanuela Fronza.

Se i temi indicati poc’anzi riguardano processi di cambiamento sostanziali nell’assetto del potere e della società, non meno rilevanti sono i fattori culturali che li rappresentano, li spiegano e, in alcuni casi, effettivamente li generano. Nell’epoca della “narrazione”, e in un festival di filosofia, non possono essere sottovalutati. Così Simona Forti ricostruirà l’estremismo “filosofico” al cuore del pensiero dei nuovi reazionari globali, mentre Anna Maria Lorusso esplorerà il tipo di “ordine” paranoico che sottende alla mentalità complottista (Lectio Coop Alleanza 3.0). Spostando lo sguardo critico nel cuore delle nostre democrazie in crisi, Donatella Di Cesare mostrerà i modi sottili, anonimi e manipolatori tramite i quali il dissenso viene non tanto censurato, quanto semplicemente disperso, reso intermittente e invisibile; messo non tanto all’indice, quanto posto agli ultimi, e ben nascosti, livelli dell’indicizzazione.

Alla necessità quasi metafisica del conflitto come luogo di costruzione dell’essere e della comunità saranno infine dedicati rispettivamente gli interventi di Umberto Curi e di Valentina Moro (Lectio Michelina Borsari), che utilizzerà la tragedia greca per mostrare la tensione costante tra libertà e potere.

Entro tale contesto di cambiamento istituzionale, una terza pista si occuperà proprio del disordine politico e del caos globale che caratterizza l’attuale fase storica, affrontando le crisi multiple che scuotono l’ordine internazionale. Anche il sapere geopolitico si apprezza meglio cogliendone la radice filosofica, come metterà in luce Roberto Esposito, che mostrerà il carattere in ultima istanza tragico di una visione dei processi politici improntata alla continua dialettica tra decisione e realtà, libertà e necessità, contingenza e rapporti di forza. A questo intervento si aggiunge un dialogo dello stesso filosofo con Massimo Cacciari, in cerca delle figure intellettuali di riferimento per orientarci nel caos di questo passaggio d’epoca. 

Per orientarsi nell’attuale crisi del multilateralismo, nello smantellamento dell’ordine liberale, nella competizione tecnologica e geopolitica che ridisegna le relazioni internazionali, alcune lezioni faranno il punto sulle strategie delle principali potenze in campo. Così Mario Del Pero e Vittorio Emanuele Parsi, da prospettive differenti, dedicheranno i loro interventi al caos strategico nella politica degli Stati Uniti, che sempre più ammonta a un’America “post-americana”. Viceversa Alessandro Aresu, occupandosi dell’altra sponda della competizione globale, si chiederà se la supremazia tecnologica cinese determinerà anche un ordine geopolitico dominato da Pechino. In un classico esempio di questione specifica che riveste una portata sistemica, Mariarosaria Taddeo discuterà gli sviluppi dell’intelligenza artificiale nel campo della sicurezza e della difesa per mostrarne i dilemmi etici, le esigenze di governo e il rispecchiamento di rapporti di dominio tecnopolitico.

Proprio perché i processi caotici dipendono da fattori talvolta remoti, generando spesso conseguenze non-intenzionali, due ulteriori interventi mostreranno cause e implicazioni della crisi geopolitica che non sempre appaiono in primo piano. Alberto Melloni ne traccerà il retroterra nella storia dei fondamentalismi religiosi e nella convergenza di varie “catastrofi” nel rapporto tra politica e religione. generano per il pianeta, calcolerà invece i costi ecologici delle guerre: uno degli aspetti più terribili, Pierre Charbonnier, mettendo in evidenza le drammatiche conseguenze che i conflitti nonché potenzialmente irreversibili, del caos politico.

Polarizzata, debordante e predatoria, la politica contemporanea si fonda infatti in modo apparentemente illimitabile su violenza reale e simbolica. A questa forma radicale, cui da decenni non eravamo più abituati nelle democrazie liberali, sono dedicati gli interventi di Stefano Massini, che si soffermerà sul banchetto di crudeltà della politica contemporanea, e Barbara Carnevali (componente del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia), che mostrerà quanto si perda nel momento in cui le relazioni si fondano esclusivamente su forza e potere, rinunciando a quel codice di civiltà che dovrebbe caratterizzare tanto la diplomazia, quanto tutte le condotte sociali più in generale.  In un controcanto letterario, Nadia Fusini commenterà una delle figure più emblematiche della follia del potere sanguinario: il Macbeth di Shakespeare. 

Una quarta pista concentrerà l’osservazione sulle esperienze individuali e sul disordine che agita la psiche contemporanea. Si tratta non solo di un “marasma emotivo” nel quale sono prese varie generazioni, ma anche dell’importanza del concetto di caos in alcune importanti pratiche psicanalitiche. Silvia Lippi discuterà i diversi aspetti di questa “clinica del caos”, mentre Matteo Lancini interpreterà il carattere instabile che contraddistingue la vita affettiva contemporanea. Se Adriana Cavarero richiamerà la vulnerabilità costitutiva dell’umano come potenziale risorsa, e non debolezza, evidenziata soprattutto nella riflessione della filosofia di genere, Michela Marzano guarderà alle crisi personali come a un’occasione di crescita; analogamente, in una riflessione complessiva che avrà la trasformazione della menopausa come caso emblematico, Gloria Origgi discuterà il caos interiore generato da ogni esperienza trasformativa. In una lezione sulla condizione contemporanea, Umberto Galimberti (Lectio Rotary Club Gruppo Ghirlandina) sosterrà che la nostra è la prima epoca nella quale l’umanità vive senza un orizzonte di senso. Una singolare incarnazione del crinale fra caos ed esattezza, tramite lo studio dell’interpretazione di Pinocchio data da Tot , verrà analizzata da Mario Fortunato.

Una quinta pista si colloca sul piano dei modelli culturali di lungo periodo che, in varie civiltà e contesti, hanno rappresentato il caos come momento generativo e situazione primordiale da cui sono scaturiti il cosmo e l’ordine. Massimo Cacciari (componente del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia) tratteggerà il significato del caos come inizio, apertura originaria da cui tutto discende, secondo una visione che è centrale nella cultura greca arcaica e la cui eredità ancora aleggia anche nel pensiero scientifico. Gli farà eco Gianfranco Ravasi, che seguirà il medesimo movimento concettuale in una ricostruzione testuale e contestuale del libro biblico della Genesi.

Tre ulteriori interventi amplieranno lo sguardo uscendo dal contesto classico e biblico. Anne Cheng introdurrà i lineamenti fondamentali del “Libro dei mutamenti”, mostrando come il cosmo in continua trasformazione sia al cuore della dottrina confuciana. Alcune delle tradizioni mitologiche e religiose che presentano il ciclo di distruzioni e rigenerazioni al cuore della concezione induista saranno invece discusse da Giuliano Boccali, che ne segnalerà anche la diffusione nell’ambito della “indosfera” antica. Infine Christian Greco, in una conversazione condotta da Manuela Rossi, presenterà alcuni tratti della visione cosmogonica egizia, con particolare riferimento al valore simbolico del Nilo e dei suoi cicli alluvionali. 

Un’ultima pista si soffermerà su alcune figure e contesti che, in modo diretto o indiretto, presentano esperienze di crisi, di trapassi di mondi simbolici e aspettative di orizzonti rigenerativi. Non si tratta di racconti fondativi e cosmogonici, bensì di singole esperienze di autori o momenti storici particolarmente rilevanti. Così Massimo Recalcati, in un intervento sull’opera di Anselm Kiefer, mostrerà il nesso tra lutto e rigenerazione, catastrofe e rinascita, che caratterizza il lavoro dell’artista tedesco, con le macerie delle città distrutte nella seconda guerra mondiale a fare da impulso figurativo di una vera e propria teodicea. 

Il mito di Babele, figura di caos per eccellenza, sarà ripercorso da Francisco Jarauta in una storia culturale e iconografica, mentre Carlo Ossola discuterà la caduta della Torre nella cultura letteraria di inizio Novecento. Analogo percorso compirà, soprattutto attraverso fonti spagnole, anche Armando Savignano. Usi e abusi dell’eredità classica, segnatamente dei temi dionisiaci che implicano la dialettica tra dissipazione e rigenerazione, verranno discussi da Mauro Bonazzi, che ne traccerà la storia nella cultura filosofica, soprattutto tedesca, tra Otto e Novecento.

Se le culture entrano spesso nel caos, esse possiedono anche la ricchezza per generare ordine. Ivano Dionigi sosterrà che il libro è uno dei principali dispositivi per dare forma e ordine alla realtà, mentre Francesca Rigotti mostrerà come il pensiero simbolico sia la modalità espressiva con la quale si possono sciogliere i nodi del caos.

Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “La Lezione dei Classici”: grandi interpreti del pensiero filosofico discutono le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema del caos. Franco Ferrari discuterà per esempio le concezioni cosmologiche del “Timeo” di Platone. Due lezioni mostreranno la rottura dei paradigmi scientifici e politici avvenuta tra la fine del Cinquecento e il Seicento: Nicola Panichi leggerà l’opera di Montaigne sullo sfondo della catastrofe morale e religiosa delle guerre civili in Francia, mentre Gregorio Baldin mostrerà come anche il Leviatano di Hobbes affronti la questione della sovranità a partire dall’esperienza delle guerre civili britanniche. Gianni Paganini ricostruirà viceversa le trasformazioni gemelle di rivoluzione scientifica e nuova scienza politica. Nell’epoca, la nostra, che revoca in dubbio il multilateralismo e il diritto internazionale è fondamentale tornare all’origine dell’idea cosmopolitica, quella di Kant: lo farà Anna Loretoni con Per la pace perpetua. Analizzando pensatori più recenti, invece, Cristina Guarnieri presenterà le meditazioni sulla guerra e sulla pace di Rachel Bespaloff, mentre Rocco Ronchi discuterà una delle opere più importanti per le teorie filosofiche del caos, ossia Millepiani di Gilles Deleuze e Félix Guattari.

Non solo disordine e imprevedibilità, ma anche creatività spiazzante, trasformazione generativa e nascita di equilibri nuovi: ecco alcuni dei temi affrontati dal ricco programma di eventi, tutti gratuiti, che affiancheranno le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 18 al 20 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo. Per tre giorni strade, piazze e palazzi si riempiranno di mostre, installazioni, concerti e spettacoli, ma anche di performance sperimentali, rassegne cinematografiche, laboratori per bambini e ragazzi, in un programma che riserverà ulteriori novità nelle prossime settimane. Fra i tanti ospiti, Piero Badaloni, Enrica Berselli, Roberta Biagiarelli, Paolo Di Paolo, Christian Greco, Silvia Guberti, Alberto Mantovani, Daniela Marcheschi, Andrea Pennacchi, Paolo Perulli, La Ragione di Stato, Nello Scavo, Antonio Scurati, Domenico Starnone, Federico Taddia, Mario Tozzi, Icaro Tuttle.

Il programma creativo del festivalfilosofia, che ogni anno si dipana su oltre cento momenti di incontro su Modena, Carpi e Sassuolo, è un unicum nel panorama culturale. Costituisce infatti uno straordinario sforzo collettivo e porta a riflettere sulla stessa parola caratterizzante oltre duecento fra enti e istituzioni, radicate sul territorio o meno, che concentrano nel giro di tre giorni una vastissima gamma di iniziative, tutte afferenti all’argomento del festival. Si verifica così un dialogo proficuo con il programma filosofico, i cui temi salienti vengono declinati nelle più diverse forme d’arte e di intrattenimento: vengono coniugate istanze e pratiche oltremodo differenziate in un complesso e diversificato meccanismo, il cui funzionamento testimonia una straordinaria attitudine al gioco di squadra, oltre alla capacità di accostare le forme della creazione a quelle della riflessione. Questa dettagliata guida al programma creativo del festivalfilosofia consente di orientarsi fra i numerosissimi eventi, fornendo informazioni specifiche allo scopo di percorrerli per aree tematiche, tipologie, destinatari ed enti promotori.

Il caos va inteso anzitutto come condizione generativa, energia trasformativa e passaggio attraverso cui possono emergere nuove forme. Anche quest’anno, il programma che affianca le lezioni del festivalfilosofia esplora le molteplici sfaccettature del tema, portandolo negli spazi della visione, dell’ascolto, della performance e della partecipazione.

All’interno del programma creativo dell’edizione 2026 – costituito da mostre, installazioni, musica, spettacoli, reading, cinema, laboratori e attività per bambini e ragazzi – si potrà riconoscere un’articolata trama di percorsi, che offrirà al pubblico la possibilità di attraversare il tema del caos secondo linguaggi e sensibilità differenti, tra arti visive, teatro, fotografia, concerti, narrazione, pratiche laboratoriali e forme sperimentali.

I fulcri teorici che guideranno il programma creativo del festivalfilosofia 2026 sono:

  1. Genesi
  2. Norme
  3. Creatività
  4. Metamorfosi
  5. Apocalissi

La genesi verrà esplorata come forza generativa capace di far emergere forme, mondi e possibilità nuove, dalla natura alle cosmogonie, dalle scienze alle pratiche artistiche. Le norme permetteranno di interrogare il rapporto tra ordine e disordine, mostrando come regole, istituzioni e convenzioni nascano, vengano infrante e si ricompongano nella vita civile, politica e sociale. La creatività sarà considerata come la capacità di produrre nuove forme attraverso la rottura degli schemi, l’imprevisto, la sperimentazione e l’immaginazione. Con le metamorfosi si indagheranno i processi di trasformazione che percorrono individui, comunità, linguaggi e ambienti, facendo del cambiamento una dimensione costitutiva dell’esperienza. Le apocalissi, infine, saranno interpretate nel loro significato originario di rivelazione: momenti nei quali il caos dissolve assetti consolidati per rendere visibili nuovi orizzonti, nuove consapevolezze e nuove possibilità di ricostruzione.     

Il caos è stato spesso immaginato come la condizione originaria da cui prendono forma il cosmo, la vita e ogni processo di generazione. Lontano dall’essere semplice disordine, rappresenta una riserva di possibilità ancora indistinte, un campo di potenzialità da cui possono emergere strutture, organismi, idee e mondi. Dalle cosmogonie antiche alle scienze contemporanee, il tema della genesi invita a considerare la nascita non come il passaggio dal nulla all’essere, ma come l’emersione di un ordine provvisorio da una materia in continuo mutamento.

La genesi, intesa come capacità di dare origine a forme nuove, permette di osservare il caos nella sua dimensione più propriamente creativa e generativa. I processi naturali, biologici e artistici mostrano infatti come ogni nascita implichi differenziazione, relazione e trasformazione, piuttosto che semplice sviluppo lineare. Gli eventi di questa sezione accompagneranno il pubblico alla scoperta delle molte forme attraverso cui il caos genera vita, immagini, comunità e linguaggi, mostrando come ogni principio custodisca già in sé la possibilità di ulteriori metamorfosi.

Col monologo Cinquanta sfumature di sapiens. Ascoltare la Terra, capire le responsabilità umane, Mario Tozzi affida direttamente al pianeta Terra il compito di raccontare ai sapiens la propria storia, descrivendo in forma narrativa e divulgativa i meccanismi che regolano la vita, i grandi processi geologici e le trasformazioni che hanno modellato il mondo nel corso di miliardi di anni. Attraverso domande provocatorie, confronti con le altre specie viventi e una riflessione finale sulle responsabilità umane nella crisi ecologica attuale, lo spettacolo accompagna il pubblico in un racconto scientificamente rigoroso che invita, prima di tutto, a imparare nuovamente ad ascoltare la Terra (Modena, Piazza Grande – Sito Patrimonio Mondiale, sab 19, ore 22.00).  

Margherita Hack, stella tra le stelle è uno spettacolo di Federico Taddia che ripercorre le tappe e i messaggi fondamentali di una donna che sa ancora parlare a tutte le generazioni, alternando il racconto di un amico e collaboratore di Margherita Hack all’interpretazione dal vivo, con Marquica e Giovanni Ghioldi, di una playlist dedicata alle stelle. Ironico, avvincente ed emozionante, lo spettacolo celebra il decennale della scomparsa della grande astrofisica e si rivolge a un pubblico di tutte le età (Modena, Piazza Grande – Sito Patrimonio Mondiale, ven 18, ore 22.00, di e con: Federico Taddia, voce narrante, e con: Marquìca, voce, Fabrizio Moroni, chitarra, Max Pizio, percussioni e fiati, a cura di: Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale).

Nel lavoro di Edoardo Sanguineti, la lingua poetica diventa un campo di continua tensione e trasformazione, in cui parole, registri espressivi e tradizioni letterarie differenti vengono mescolati, frammentati e ricomposti per produrre forme sempre nuove di significazione, attraverso una vera e propria parola creatrice. Nei labirinti della parola. La lingua del caos in Edoardo Sanguineti propone due interventi dedicati proprio a questi aspetti della ricerca sanguinetiana: Il caos come forma: poesia e musica in Laborintus II, a cura di Antonio Belfiore, e Il Satyricon di Cassinari e Sanguineti, a cura di Raffaella Terribile (Modena, ven 18, ore 16.00-18.30, conduce: Carlo Alberto Sitta, a cura di: Laboratorio di Poesia APS).

L’installazione Kaos, di Fausto Ferri e Richard Milazzo, inscena una riflessione visiva e poetica sul rapporto tra linguaggio e disgregazione attraverso un anfratto absidato, accompagnato da una poetica orazione civile dedicata al tema del disordine contemporaneo. All’interno dello spazio angusto, grafemi indecifrabili colano sulle pareti come frammenti di un linguaggio perduto, evocando i primi tentativi di una parola ancora informe che, emergendo dalle profondità del non senso, prova progressivamente a ritrovare una nuova possibilità di espressione (Palazzo dei Musei – Atrio, Modena, ven 18, ore 9.00-17.00; sab 19, ore 9.00-23.00; dom 20, ore 9.00-21.00, curatore: Fausto Ferri, presentazione: ven 18, ore 11.00, alla presenza degli autori).

Nell’installazione Desktopia. Esercizi di cosmogonia randomica, la proposta videoartistica di Albert Figurt reinventa il variopinto ecosistema di interfacce computazionali e informatiche come altrettanti dispositivi audiovisivi. Questo progetto intende aprire una riflessione sulla crescente incertezza che si percepisce nella relazione con i flussi digitali e i relativi sistemi di archiviazione, ridefinendo al contempo i confini tra esperienza post-cinematica e navigazione multimediale (Modena, Ex Albergo Diurno, ven 18-dom 20, ore 9.30-19.00, curatrici: Federica Benedetti, Cristina Lanzafame, Chiara Spaggiari, in collaborazione con: Edo Egoless, con: Modena Città Creativa Unesco per le Media Arts, presentazione: ven 18, ore 16.00, alla presenza dell’artista e delle curatrici).

Dal resoconto biblico della Genesi prende forma Bereshit: dal caos alla luce, workshop di teatro inclusivo condotto da Ulisse Belluomini e Sara Di Fabrizio insieme alle attrici e agli attori con disabilità del Laboratorio Teatrale Inclusivo. Il percorso si snoda in sei tappe che conducono dal caos originario all’improvvisazione corporea, dall’ascolto e dalla fiducia alla scoperta della voce come atto creativo, fino alla costruzione collettiva della luce e a una performance conclusiva. Rivolto tanto a partecipanti attivi quanto a semplici spettatori, il laboratorio propone un’esperienza in cui la differenza cessa di essere un ostacolo per diventare la forza generativa capace di ridisegnare lo spazio della relazione e della comunità (Modena, Teatro Tempio – Auditorium, sab 19, ore 16.3018.00 e 18.30-20.00, a cura di: LTI – Laboratorio Teatrale Inclusivo, Officina delle API – Arti Per l’Inclusione APS; in collaborazione con: Settore Welfare, Salute e Coesione Sociale del Comune di 11 Modena).     

La mostra San Francesco “da Carpi”. 800 anni, 1000 volti, un legame si articola in quattro sezioni dedicate ai principali aspetti dell’esperienza francescana. Il percorso approfondisce il rapporto tra natura e creazione nel Cantico delle creature; la fondazione dell’Ordine dei frati minori come risposta ai movimenti ereticali dell’epoca; la sequela della Regola come struttura a cui aderire gioiosamente; infine, le molte rappresentazioni di Francesco nella storia, dall’opera di Bonaventura e di Giotto fino alla cultura contemporanea. Presenta inoltre materiali originali e inediti dedicati alla presenza del francescanesimo nella storia religiosa e civile della diocesi locale, attraverso immagini e testimonianze di edifici, luoghi e personaggi locali che permettono di calarsi nelle tradizioni, nelle usanze e nelle memorie della storia carpigiana (Carpi, Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola – Museo diocesano, ven 18 e sab 19, ore 9.00-22.30; dom 20, ore 9.00-21.00, curatori: Andrea Beltrami, Brunetta Salvarani, a cura di: Diocesi di Carpi, Museo diocesano Cardinale Rodolfo Pio di Savoia).

Il concerto Altissimo, onnipotente, bon Signore. San Francesco in dialogo con le religioni propone un percorso musicale e narrativo dedicato al santo di Assisi. A ottocento anni dalla sua morte, attraverso l’esecuzione di brani di canto gregoriano e la lettura di fonti, viene raccontato in particolare l’incontro tra Francesco e il sultano al-Malik al-Kamil, assunto come simbolo di apertura verso l’altro e di dialogo tra culture e religioni differenti (Modena, Chiesa della Madonna del Voto, dom 20, ore 17.00, a cura di: Modena Musica Sacra APS).

Anche ci  che appare scarto o residuo ormai inutilizzabile pu  essere sottratto alla propria funzione originaria e costruire nuove forme di esperienza sensoriale in relazione con lo spazio. L’installazione di Riccardo La Foresta, Pelli morte all’unisono. Coreografia della caoticità, è composta da oltre duecento pelli di batteria usate che, reagendo ai passi del pubblico, producono fruscii e crepitii differenti a seconda dei movimenti del corpo. Camminare nello spazio espositivo diventa così un’esperienza percettiva che trasforma i visitatori in parte integrante di una vera e propria coreografia sonora (Modena, GATE 26A, ven 18 e sab 19, ore 9.00-23.00, dom 20, ore 9.00-21.00, a cura di: GATE 26A, presentazione: ven 18, ore 18.00, alla presenza dell’artista).

Con Il punto zero: numerologia del caos. Il movimento invisibile tra potenziale e realtà, viene proposta un’esperienza immersiva che, attraverso numerologia, movimento e narrazione, esplora il caos come spazio generativo, da cui emergono progressivamente ordine, forma e direzione, prima di ritornare alla sfera delle possibilità. Guidati da Nicole Bertoli, esperta di numerologia, e dalla performer Marina Meinero, i partecipanti vengono coinvolti in un percorso partecipativo nel quale il corpo diventa strumento di comprensione, traducendo concetti ispirati alla tradizione pitagorica in un’attività diretta e accessibile (Modena, Palazzo Solmi – cortile, sab 19, ore 10.30 e ore 11.30, con: Nicole Bertoli, Marina Meinero, a cura di: Numerologica Eventi).

Tratto dall’omonimo libro di Hannah Arnesen, Stardust. Polvere di stelle. Viaggio nella crisi climatica accompagna il pubblico, dai 12 anni in su, in un percorso costruito attorno a tre lettere d’amore: una dedicata alla Terra, una al lettore e una a un bambino non ancora nato. Attraverso parole, immagini evocative, musica dal vivo e una narrazione che intreccia poesia, emozione e dati scientifici, lo spettacolo conduce adolescenti e adulti dentro una riflessione sulla crisi climatica contemporanea, raccontando insieme la meraviglia del pianeta, il dolore per le sue ferite e la possibilità di immaginare un futuro ancora diverso (Biblioteca civica Antonio Delfini – Chiostro di Palazzo Santa Margherita, Modena, sab 19, ore 21.00, tratto da Stardust, Hannah Arnesen, Orecchio Acerbo 2024, con: Alessia Canducci e Federico Squassabia, regia e voce: Alessia Canducci, musiche dal vivo di: Federico Squassabia, editing video: Giovanni Vincenti, produzione: Il Mosaico cooperativa, a cura di: Biblioteca civica Antonio Delfini).

I più quotidiani fenomeni naturali possono diventare occasioni per osservare il mondo da prospettive inattese, mettendo in dialogo curiosità scientifica e immaginazione. Nuvolario. Atlante delle nuvole è un laboratorio per bambini da 5 anni che prende avvio dalla lettura di alcuni estratti dell’omonimo albo di Sarah Zambello e Susy Zanella, e accompagna i partecipanti in un percorso fatto di osservazione, ascolto e riflessione condivisa. Attraverso la compilazione di un personale “Taccuino delle nuvole”, bambine e bambini sono invitati a osservare le forme che si compongono nel cielo, registrare immagini nate dalla memoria o dall’immaginazione e sperimentare un’attività in cui l’esplorazione scientifica incontra il pensiero divergente, trasformando ogni nuvola in un’occasione di racconto e scoperta (Sassuolo, Villa Giacobazzi – Biblioteca dei ragazzi Leontine, sab 19, ore 11.00 e ore 16.00, con: Sarah Zambello, a cura di: Biblioteca dei ragazzi Leontine).

Esploratori del clima. Avventure meteorologiche per giovani scienziati è un laboratorio per bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni che accompagna bambine, bambini e ragazzi in un percorso di scoperta dedicato ai principali fenomeni meteorologici, attraverso esperimenti semplici e coinvolgenti, a partire dall’osservazione degli strumenti utilizzati per rilevare e analizzare i dati atmosferici. Insieme allo staff dell’Osservatorio Geofisico di Modena, i partecipanti possono così approfondire il tema dei cambiamenti climatici e dei loro effetti sul territorio locale, servendosi anche dei dati raccolti direttamente dall’Osservatorio (Sassuolo, Villa Giacobazzi – Biblioteca dei ragazzi Leontine, ven 18, ore 16.30 e ore 17.30, con: Sofia Costanzini, Francesca Despini, a cura di: Biblioteca dei ragazzi Leontine, in collaborazione con: Osservatorio Geofisico di Modena).

Il cielo non sta mai fermo. Cambia colore, si addensa, si apre, promette sole e poi porta pioggia, nasconde e rivela. Quando il cielo si scompiglia. Racconti per piccoli sguardi curiosi è una lettura teatralizzata per bambini dai 4 anni che, a partire da una selezione di albi illustrati dedicati al cielo e alle sue trasformazioni, accompagna bambine e bambini in un percorso fatto di parole, voce, gesto e ritmo, dove il pubblico è invitato a partecipare direttamente attraverso suoni, movimenti e semplici azioni condivise. L’esperienza diventa così un invito ad allargare lo sguardo verso ci  che cambia intorno a noi, permettendoci di scoprire che il disordine del cielo non fa solo paura, ma pu  aprire spazi di immaginazione, meraviglia e gioco. (Sassuolo, Villa Giacobazzi – Biblioteca dei ragazzi Leontine, sab 19, ore 18.00, di: Quinta Parete – APS, letture: Enrico Lombardi, a cura di: Biblioteca dei ragazzi Leontine).

Osservando il cielo ci confrontiamo con uno spazio immenso che a prima vista appare disordinato e indecifrabile, ma rivela in realtà strutture, movimenti e relazioni utili a orientarci nell’universo. Le forme meravigliose dell’universo. Un viaggio tra le stelle è un laboratorio per bambini dai 6 ai 10 anni che accompagna bambine e bambini in un percorso di circa sessanta minuti articolato in due momenti complementari. In una prima fase, i partecipanti imparano a riconoscere le costellazioni circumpolari e a comprendere, attraverso modelli dinamici ed esperimenti semplici, i movimenti apparenti del cielo nel corso dell’anno; la seconda si svolge all’interno di un planetario portatile, dove l’esplorazione del cielo boreale, della Via Lattea, delle meteore e delle figure mitologiche prosegue fino alla proiezione finale di nebulose, galassie e di un suggestivo buco nero (Sassuolo, Villa Giacobazzi – Biblioteca dei ragazzi Leontine, dom 20, ore 11.00 e ore 17.00, con: Davide Formenti, a cura di: Biblioteca dei ragazzi Leontine).

Il laboratorio Non è confusione. Laboratorio artistico di acquerello accompagna bambine e bambini in un percorso di pittura ad acquerello ispirato a una prospettiva antroposofica sul racconto della Genesi. Tramite un procedimento pittorico guidato, i partecipanti sperimentano l’incontro tra il rosso e il blu osservando come, anche all’interno di forme ancora indefinite, i colori possano entrare progressivamente in relazione tra loro generando armonie, equilibri e nuove configurazioni visive (Carpi, Palazzo dei Pio – Castello dei ragazzi, Biblioteca Il falco magico, ven 13 18, ore 17.00, con: Alberta Pellacani – staff Castello dei ragazzi, a cura di: Il Castello dei ragazzi).

Il rapporto diretto con la materia rappresenta una delle prime esperienze attraverso cui scoprire come forme ancora indefinite possano progressivamente trasformarsi grazie al gesto, all’esplorazione e alla sperimentazione. Il laboratorio Impronte nel caos. Argilla e dintorni invita bambine e bambini a sperimentare liberamente il contatto con creta e argilla, lasciando che siano i gesti, le impronte e il movimento delle mani a guidare il processo creativo. Attraverso la manipolazione diretta della materia, i partecipanti esplorano le possibilità offerte da materiali inizialmente anonimi e informi, trasformandoli progressivamente in oggetti e creazioni che acquisiscono realtà e riconoscibilità a partire dall’esperienza concreta del fare (Carpi, Centro Bambini e Famiglie Scubidù, sab 19, ore 10.00-11.00 e ore 11.00-12.00, a cura di: Coordinamento pedagogico servizi 0/6 Unione Terre d’Argine, in collaborazione con: educatrici e insegnanti del Centro Bambini e Famiglie Scubidù e dei Servizi educativi 0/6 Unione Terre d’Argine).

Ogni ordine nasce dal caos, ma ogni ordine produce a sua volta nuove forme di disordine. Le norme, le leggi e le convenzioni rappresentano il tentativo con cui le società rendono prevedibile ci  che è incerto, governano il conflitto e stabiliscono i confini entro cui si svolge la convivenza. Il caos non coincide per  con la semplice violazione delle regole: è anche la forza che ne mette alla prova la tenuta, ne rivela i limiti e rende possibile la loro trasformazione. Per questo la storia delle comunità è anche la storia dell’equilibrio, sempre instabile, tra ordine e cambiamento.

Le norme, intese come costruzioni storiche e culturali, consentono di comprendere come ogni sistema politico, giuridico e sociale sia chiamato a misurarsi con crisi, eccezioni e fratture. Talvolta il caos dissolve gli assetti esistenti; altre volte ne rivela le contraddizioni, aprendo lo spazio per nuovi modi di vivere insieme. Gli eventi di questa sezione mostreranno come le regole non siano realtà immutabili, bensì strumenti continuamente ridefiniti dall’esperienza, dal dissenso, dalla responsabilità e dall’invenzione collettiva.

Nella concezione egizia, l’equilibrio del cosmo era garantito da Maat, dea dell’ordine, della giustizia e dell’armonia universale. La mostra Le acque del caos e l’ordine di Maat. Una mostra del Museo Egizio racconta come gli Egizi cercarono di comprendere e contenere il caos. Nell’ultima sezione, il percorso dialoga con il pensiero greco di Esiodo, dove dal chaos nasce il kosmos, ordine armonioso del mondo (Carpi, Musei di Palazzo dei Pio, ven 18-dom 20, ven e sab, ore 10.00-23.00, dom, ore 10.00-20.00, a cura di: Paolo Marini, in collaborazione con: Musei di Palazzo dei Pio, presentazione: ven 18, ore 19.00).

In dialogo con la mostra, la conversazione con Christian Greco Cosmogonie egizie. Temi e 14 concetti a partire da “Le acque del caos e l’ordine di Maat” ripercorre il significato teologico e culturale delle cosmogonie egizie e il ruolo cruciale dell’oceano primordiale nella visione egizia dell’origine dell’universo e del passaggio dal caos all’ordine. Condotta da Manuela Rossi, la conversazione illustra il peso del contesto ambientale e dei fenomeni alluvionali nella genesi delle cosmogonie egizie e si apre a uno scenario comparativo, per discutere le eventuali influenze egizie sul pensiero greco arcaico, o comunque gli eventuali parallelismi tra le due civiltà (Carpi, Piazza Martiri, ven 18, ore 20.30, in collaborazione con: Musei di Palazzo dei Pio).

Con L’Ordine delle Cose. La Realtà è ci  che pensiamo che sia, Paolo Casarini intende stimolare il senso critico dello spettatore tramite lo stupore e lo spiazzamento, mettendolo di fronte a domande assurde, irrazionali e illogiche. Attraverso un’installazione interattiva diffusa, il pubblico è chiamato a comparare tra loro grandezze incomparabili, secondo la propria percezione personale, trasformando così il Mondo Piatto in Ordine delle Cose. Tale metamorfosi sarà tradotta nella Matrice delle Importanze, la rappresentazione visiva della classifica generata dal Rudolfmetro: uno strumento che permette questa comparazione impossibile grazie alla partecipazione attiva degli spettatori, i quali diventano così parte integrante dell’installazione (Sassuolo, Municipio di Sassuolo – Sala Matrimoni, ven 18 e sab 19, ore 9.00-22.00, dom 20, ore 9.00-20.00; Piazza Garibaldi, Via Menotti, non stop; curatrice: Martina Di Toro, a cura di: Servizio Eventi Culturali – Comune di Sassuolo, presentazione: sab 19, ore 17.00).

Il calcio sovietico sembrava avere trasformato il gioco in una scienza esatta, fondata su schemi, dati e meccanismi capaci di ridurre al minimo l’imprevedibile. Eppure, come dimostr  la finale degli Europei del 1988 con la celebre “variabile Van Basten”, basta un solo gesto inatteso per incrinare anche il sistema più perfetto. Valerij Lobanovs’ky. Il calcio, il cosmo, il cigno è il reading immersivo di Emidio Clementi che intreccia il trionfo della Dynamo Kyiv del 1986 e il disastro nucleare di Černobyl’, mettendo in dialogo il tentativo di organizzare l’imprevedibile con il momento in cui il caos irrompe nella storia. Accompagnata da videoproiezioni, fotografie originali di Tania Tampieri e musiche di LEVA, la narrazione costruisce un ambiente visivo e sonoro in cui sport, storia, arte e filosofia si incontrano per interrogare il rapporto tra ordine e caos (Modena, Liceo Artistico “Adolfo Venturi” – Sala delle Dame, sab 19, ore 19.00 e 21.00, ricerca: Marco Ferrero, dramamturgia e regia: Pierr Nosari, progetto visivo: Rogue Waves – Giorgia Panizza, Andrea Turla, Fotografie originali di Černobyl’: Tania Tampieri, musiche: LEVA, a cura di: Mo’ Better Football APS, in collaborazione con: The PLAN Way).

La conversazione Poche ma buone. Regole per non perdere la bussola prende avvio da un’introduzione del Difensore civico e del Garante per l’infanzia e l’adolescenza dedicata al rapporto tra norme, tutela e libertà, per sviluppare un dialogo sul legame tra regole e cambiamento. Giuseppe Pastore mostra come discipline diverse, quali calcio e rugby, producano modalità differenti di gioco, strategie e relazioni, evidenziando il continuo adattamento reciproco tra regole e pratiche, mentre Alessandro Ciacci affronta lo stesso tema attraverso l’assurdo e la comicità, mettendo in luce come norme troppo rigide o inceppate possano produrre effetti inattesi e rivelare le fragilità dei sistemi (Modena, Arena Spazio Culturale, sab 19, ore 10.30, a cura di: Ufficio del Difensore Civico Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con: Garante Regionale per l’infanzia e l’adolescenza Regione Emilia-Romagna).

La conversazione Schemi, metodi, sistemi. L’ordine nello sport dalla tattica allo scouting riunisce Andrea Catellani, direttore generale sport del Modena Football Club, Angelo Aurelio Gigante, presidente e amministratore delegato di Predict Life Care, e Andrea Sartoretti, direttore sportivo del Modena Volley, per approfondire il ruolo che schemi, metodi e sistemi assumono oggi 15 all’interno del mondo sportivo. Attraverso un confronto, condotto da Alessandro Iori e dedicato ai temi della tattica, dello scouting e dell’organizzazione della performance, l’incontro propone una riflessione concreta sui meccanismi che regolano la preparazione delle squadre e sulle nuove competenze richieste per leggere, analizzare e costruire il gioco nello sport contemporaneo (Modena, Chiesa di San Carlo, ven 18, ore 20.30, a cura di: Panathlon Club Modena).

Lo sport non è soltanto competizione, ma anche uno spazio in cui sperimentare dinamiche di collaborazione, adattamento e continua ridefinizione delle regole condivise. Rompete le righe! Il calcio a regole inverse è un laboratorio di adattamento e cooperazione che si articola in tre momenti distinti. La prima fase propone un’inedita partita di calcio con tre squadre e tre porte, in cui la cooperazione e la continua ridefinizione delle alleanze diventano l’unico modo per affrontare il gioco. La seconda fase interrompe il gioco nel culmine della confusione e invita i partecipanti a negoziare tre nuove regole per ristabilire l’ordine. La terza fase riprende il gioco applicando le regole nate dal basso, dimostrando come dai momenti di rottura possa nascere una cittadinanza più consapevole (Sassuolo, Parco Ducale, dom 20, ore 10.00, 11.00, 12.00, 16.00, 17.00 e 18.00, a cura di: Fuori Campo 11).

Diritto al futuro. Un docufilm sulla condizione dei diritti dell’infanzia affronta la condizione dell’infanzia nei principali scenari contemporanei di crisi e migrazione forzata, seguendo un percorso che parte dal confine tra Messico e Stati Uniti, dove migliaia di minori restano bloccati nel tentativo di raggiungere i propri familiari, per proseguire in Europa con le storie dei minori migranti provenienti dall’Africa e dei bambini ucraini in fuga dalla guerra. Con l’intervento di Piero Badaloni e Nello Scavo, l’evento racconta inoltre la condizione delle bambine afghane, costrette a rientrare in un Paese dove non possono più studiare; le vicende dei bambini feriti a Gaza ricoverati negli ospedali europei; il lavoro delle organizzazioni internazionali impegnate ogni giorno nell’assistenza a questa infanzia vulnerabile, offrendo uno sguardo diretto sulle molte situazioni in cui il diritto alla protezione continua ancora oggi a essere profondamente minacciato (Modena, sab 19, ore 21.00, di: Piero Badaloni, Andrea Ballestrazzi e Fausta Slanzi, a cura di: Ho Avuto Sete Odv, in collaborazione con: Ordine degli Avvocati di Modena; al termine, incontro con gli autori).

In occasione del secondo centenario della nascita di Carlo Collodi, Fondazione Ago e Museo Civico dedicano due mostre al burattino più famoso del mondo. La mostra Pinocchio a rotta di collo. Metamorfosi di un burattino, realizzata in occasione del bicentenario della nascita di Collodi, esplora il tema del disordine all’interno dell’universo di Pinocchio attraverso una doppia prospettiva. Da una parte, il percorso mette in luce il mondo instabile e contraddittorio attraversato dal burattino, segnato da smarrimento, rovesciamento dei valori e perdita di punti di riferimento; dall’altra, approfondisce la dimensione generativa della continua metamorfosi che accompagna il protagonista nelle sue molteplici trasformazioni tra mondo vegetale, animale, inanimato e umano (Modena, Fondazione Ago – Palazzo Santa Margherita, Museo della Figurina, ven 18 e sab 19, ore 9.00-23.00, dom 20, ore 9.00-21.00, produzione: Fondazione Ago, a cura di: Associazione Hamelin, in collaborazione con: Pompeo Vagliani (Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI), con il patrocinio di: Fondazione Nazionale Carlo Collodi, partner: Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia).

In collegamento con la mostra, il laboratorio Quanti Pinocchi! invita ogni partecipante a realizzare una pagina di fumetto, un’illustrazione o un piccolo flipbook per rappresentare un’azione in movimento. La lavorazione avrà un carattere fortemente dialogico: l’opera di Collodi e i contenuti della mostra verranno approfonditi e raccontati a partire dalle suggestioni e dalle riflessioni nate durante l’attività (Modena, Fondazione Ago – Palazzo Santa Margherita, Museo della Figurina, sab 19, ore 10.00-12.00 e 15.00-18.00, produzione: Fondazione Ago, a cura di: Associazione Hamelin).

La mostra Buoni di cuore, sventati di testa. Pinocchio, Don Chisciotte e altre storie di Giorgio Scapinelli presenta invece, per la prima volta, le storie complete dei tre celebri personaggi illustrate da “Scap” tra il 1953 e il 1959, riunendo tavole e stampe originali che dialogano con l’intera produzione dell’artista. Il percorso espositivo attraversa fumetti, dipinti, illustrazioni di romanzi per ragazzi, materiali pubblicitari e personaggi realizzati per Carosello, ricostruendo il lavoro di un autore che ha contribuito in modo significativo all’immaginario popolare italiano nella stagione della nascente società dei consumi. Il percorso comprende inoltre S.C.A.P. – Spazio al Caos e alle Avventure Pazzesche, un itinerario di visita e un gioco per liberare la creatività di bambine e bambini durante l’intero periodo della mostra (Palazzo dei Musei – Museo Civico, Modena, ven 18 e sab 19, ore 9.00-23.00; dom 20, ore 9.00-21.00; curatore: Stefano Bulgarelli; con la collaborazione di: Eredi Scapinelli, per la proposta educativa: Elena Grazia Fè; a cura di: Museo Civico di Modena; con il patrocinio di: Fondazione Nazionale Carlo Collodi; presentazione: ven 18, ore 18.00).

Parallelamente, il laboratorio Diventare bambini. Laboratorio di gioco, teatro e movimento per esplorare la mostra “Buoni di cuore, sventati di testa” accompagna bambine e bambini dai 6 agli 11 anni in un percorso di gioco, teatro e movimento dedicato proprio all’universo dei suoi tre protagonisti. Attraverso attività basate su osservazione, esplorazione e invenzione, i partecipanti sono invitati a incontrare i personaggi, reinterpretarne le avventure e diventarne protagonisti attivi, scegliendo, immaginando e sperimentando nuove possibilità espressive, mentre gli adulti prendono parte all’esperienza condividendo questo percorso di scoperta e partecipazione (Modena, Palazzo dei Musei – Museo Civico, sab 19 e dom 20, ore 11.00, con: Collettivo Amigdala, a cura di: Museo Civico di Modena – Servizio educativo).

Le metamorfosi di Pinocchio. Dialogo sulle reincarnazioni di un burattino vede conversare Daniela Marcheschi ed Emilio Varrà sui principali temi affrontati dalle due mostre dedicate a Pinocchio, mettendo in relazione la storia del personaggio, la sua straordinaria fortuna nell’immaginario collettivo e le molte reinterpretazioni artistiche che ne hanno accompagnato la diffusione fino ai nostri giorni. L’incontro offre l’occasione per riflettere sulle ragioni della persistente attualità del burattino collodiano e sulla capacità della sua storia di continuare a generare nuove forme di racconto, immagini e significati (Modena, Piazza Sant’Agostino, ven 18, ore 16.30, in collaborazione con: Museo Civico di Modena, Fondazione Ago).

L’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena propone un percorso articolato in quattro momenti, il primo dei quali è la mostra Collisio. L’ordine nascosto del patrimonio. Enrica Berselli sceglie di abitare con le proprie opere le sale dell’Accademia, senza imporsi sull’architettura, ma insinuandosi tra librerie, archivi e arredi storici, fondendosi con essi fino a rendere incerto il confine fra collezione, reperto e intervento artistico: dipinti, sculture, disegni, stampe fotografiche, elaborazioni digitali e installazioni in situ rendono lo spazio dell’Accademia non un semplice contenitore, ma parte integrante dell’opera. Per questa ragione la mostra si declina anche nell’aggiunta di ulteriori sezioni, dedicate a materiali in possesso dell’Accademia e curate da specialisti dei vari settori: Giorgio Pighi, Presidente dell’Accademia, Donata Ghermandi, Segretaria generale dell’Accademia, Enrico Gragnoli e Marco Sola, Presidenti rispettivamente della sezione di Diritto e della sezione di Scienze dell’Accademia (Modena, Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, ven 18-dom 20, ore 10.00-21.00, curatrice: Alice Padovani, curatori sezioni sul patrimonio: Giorgio Pighi, Enrico Gragnoli, Marco Sola, Donata Ghermandi, a cura di: Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, in collaborazione con: Unimore, MuseOmoRE, saluti del Presidente dell’Accademia e presentazione del percorso: ven 18, ore 16, presentazione della mostra: ven 18, ore 17.30, alla presenza dell’artista e della curatrice).

Secondo momento del percorso è la conversazione C’è ordine nel caos? Dalla matematica dell’imprevedibile al caos atmosferico, con Luca Lombroso, Sergio Teggi e Cecilia Vernia. La prima parte introduce il caos deterministico attraverso esempi classici, mostrando come piccole variazioni nelle condizioni iniziali possano produrre evoluzioni molto diverse; la seconda parte mostra invece alcune applicazioni di questi concetti all’atmosfera terrestre, esempio emblematico di sistema caotico, attraverso dati meteorologici, casi studio ed esperienze dell’Osservatorio Geofisico di Modena, analizzando altresì come la meteorologia moderna affronti il caos atmosferico mediante modelli numerici e previsioni ensemble (Modena, Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, ven 18, ore 16.30, a cura di: Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche – Unimore, Dipartimento di Ingegnera Enzo Ferrari – Unimore, Osservatorio Geofisico di Modena – Unimore, Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, in collaborazione con: Sistema dei Musei e Orto Botanico – MuseOmoRE).

Alla conversazione si collega la visita guidata Prevedere il tempo. Storia e prospettive dell’Osservatorio Geofisico di Modena, che apre al pubblico l’Osservatorio Geofisico di Modena, proponendo un percorso dedicato alla sua storia, alle attività di monitoraggio meteorologico e climatologico e alle ricerche sui cambiamenti climatici. I visitatori possono così scoprire gli strumenti storici e moderni utilizzati per l’osservazione dell’atmosfera, conoscere le attività scientifiche svolte oggi e salire sulla Torre dell’Osservatorio per osservare la città da un punto di vista privilegiato (Modena, Osservatorio Geofisico di Modena, sab 19, ore 10.00, ore 11.00, ore 12.00, ore 14.30, ore 15.30 e ore 16.30, con: Sergio Teggi, Francesca Despini, Sofia Costanzini, Marco Zucchi a cura di: Osservatorio Geofisico di Modena – Unimore, in collaborazione con: Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena).

Il percorso prosegue con la conversazione L’ordine dei lavoratori. Caos e stabilità nel diritto del lavoro e delle attività produttive, che riunisce tre studiosi di diritto per approfondire il rapporto tra ordine giuridico, lavoro e attività produttive. Enrico Al Mureden, Massimiliano Marinelli e Antonello Olivieri si interrogano sul modo in cui l’ordinamento giuridico affronta le trasformazioni della società contemporanea e chiedendosi se, di fronte ai disordinati impulsi che la attraversano, sia ancora possibile riconoscere un ordine nell’esplicarsi dell’attività umana o prevalga invece il caos (Modena, Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, sab 19, ore 10.00, modera: Enrico Gragnoli, a cura di: Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena).

La mostra Chi cerca trova! Miscellanea in archivio nasce da una recente ricognizione della serie “Miscellanea” dell’Archivio Storico Comunale di Modena, da cui sono riemerse testimonianze isolate e documenti provenienti da epoche diverse, rimasti a lungo disordinatamente conservati nei faldoni dell’archivio e oggi riportati all’attenzione del pubblico. Ad accompagnare il percorso compare anche Leo Pulp, il celebre investigatore immaginato da Massimo Bonfatti (Bonfa), che attraverso una serie di vignette originali guida i visitatori in una personale indagine tra scartoffie, indizi e materiali apparentemente incongrui, alla ricerca di un nuovo ordine possibile dentro questa inattesa baraonda documentaria (Modena, Palazzo dei Musei – Archivio Storico del Comune di Modena, ven 18 e sab 19, ore 9.00-23.00; dom 20, ore 9.00-21.00, curatrici: Angelica Barberini e Margherita Beggi, con la collaborazione di: Benedetta Giusti, con vignette di: Massimo Bonfatti (Bonfa), a cura di: Archivio Storico del Comune di Modena, presentazione: ven 18, ore 17.00, con visita guidata della curatrice e un intervento di Massimo Bonfatti).

A margine, nella conversazione Leo Pulp e il mistero degli archivi incongrui, Massimo Bonfatti (Bonfa), autore delle vignette, e Claudio Nizzi, creatore del personaggio, raccontano il lavoro sviluppato attorno ai materiali realizzati appositamente per la mostra Chi cerca trova! 18 Miscellanea in archivio. Attraverso il personaggio dell’investigatore Leo Pulp, il loro dialogo accompagna il pubblico dentro un originale incontro tra ricerca documentaria, immaginario narrativo e linguaggio fumettistico, mostrando come anche il mondo degli archivi possa diventare terreno fertile per storie inattese e nuove forme di racconto (Modena, Palazzo dei Musei – Archivio Storico del Comune di Modena, sab 19, ore 16.00, a cura di: Archivio Storico del Comune di Modena).

A sessant’anni dal processo intentato contro Lorenzo Milani per la Lettera ai cappellani militari, il suo insegnamento continua a rappresentare uno dei momenti più radicali di riflessione sul rapporto tra educazione, responsabilità individuale e potere della parola. Il reading Fate baccano! A sessant’anni dal processo a don Lorenzo Milani ricostruisce uno straordinario, ma poco conosciuto incontro realmente avvenuto a Barbiana nel dicembre 1965, pochi giorni prima della ripresa del processo, quando un gruppo di docenti e studenti di una scuola di giornalismo fiorentina raggiunse don Milani allo scopo di capire come fosse stato costruito quel testo e preparata la conseguente campagna mediatica. A partire dalla registrazione e dalla trascrizione di quella conversazione, lo spettacolo intreccia domande contemporanee sui temi della guerra, della giustizia, dell’informazione e delle varie forme di violenza con le parole stesse di don Milani, tratte dalla sua corrispondenza pubblica e privata (Modena, Centro Accoglienza “Papa Francesco” Caritas diocesana – Scuola di Italiano Penny Wirton, ven 18, ore 16.00, testo: Riccardo Cesari, regia: Edoardo Buffagni, a cura di: Gruppo Don Lorenzo Milani Modena – ODV, in collaborazione con: Scuola Penny Wirton – Caritas Diocesana, Compagnia teatrale Canto di Antigone).

Nel mondo naturale, nonostante il caos apparente, si nascondono forme magicamente ordinate e ripetitive. Il laboratorio Caos naturali. Forme ordinate e disordinate in natura accompagna bambine e bambini in un percorso di osservazione dell’ordine nel disordine, attraverso microscopi, lenti speciali e altri supporti tecnologici, che consentiranno di addentrarsi in piccoli frammenti naturali per scoprirne forme, trame, impronte e funzioni. A questa prima fase di esplorazione fa seguito un’attività grafica, in cui i partecipanti realizzano elaborati creativi a partire dalle suggestioni emerse durante l’osservazione dei materiali (Carpi, Centro Bambini e Famiglie Scubidù, sab 19, ore 9.45-10.45 e 11.00-12.00, con: Davide Bello – atelierista, a cura di: Coordinamento pedagogico servizi 0/6 Unione Terre d’Argine, in collaborazione con: educatrici e insegnanti dei Servizi educativi 0/6 Unione Terre d’Argine).

Lo iato aperto nel Cinquecento dalla Riforma protestante rappresenta uno dei momenti di maggiore trasformazione nella storia religiosa e politica dell’Europa moderna. La mostra Frattura nell’ecumene. Riforma e Controriforma a Modena approfondisce alcuni aspetti di questa trasformazione concentrandosi in particolare sul caso modenese. Attraverso documenti e testimonianze relative a questo privilegiato punto di vista, l’evento ricostruisce il passaggio che conduce la Chiesa, in una fase di forte disorientamento istituzionale, verso un processo di ristrutturazione dogmatica e disciplinare finalizzato a riaffermare la propria autorità religiosa e politica (Modena, Archivio storico diocesano di Modena Nonantola, ven 18, ore 14.00-20.00, sab 19 e dom 20, ore 10.00-20.00, curatori: Federica Collorafi, Laura Farina, Walter Bonacini, a cura di: Archivio storico dioces. di Modena Nonantola, presentazione con narrazione: ven 18, ore 18.30).

Il laboratorio Democrazia: accordo o disaccordo? A scuola di dibattito col festivalfilosofia è aperto al pubblico e vede una selezione di studenti liceali confrontarsi in un dibattito che vaglia il rapporto fra conflitto e partecipazione democratica, interrogandosi su quale sia il principio che più profondamente caratterizza il funzionamento delle società democratiche contemporanee. Il laboratorio deriva dal progetto A scuola di dibattito col festivalfilosofia, sperimentato nello scorso anno scolastico in istituti di Modena, Milano e Roma: le due squadre di studenti dibatteranno con l’intento di far emergere al meglio la tesi sostenuta da ciascuna, ma 19 senza competitività, nella prospettiva di rendere evidente come spesso sia necessario analizzare punti di vista differenti per avvicinarsi alla verità delle questioni (Modena, Complesso San Filippo Neri – Sala Manifattura, sab 19, ore 14.30, a cura di: studenti e docenti del Liceo Carlo Sigonio e dell’Istituto Istruzione Superiore Adolfo Venturi).

Si articola in due momenti la piccola rassegna Caos in due tempi. Il primo, Spectrum Carpi. La città di Carpi: frammento, percezione e costruzione del reale attraverso il suono, prende forma a partire da una raccolta preliminare di materiali realizzati direttamente nello spazio urbano: suoni ambientali, voci, superfici, dettagli architettonici, immagini e scansioni tridimensionali diventano infatti la materia viva dell’intero progetto. Attraverso processi di campionamento, sintesi e manipolazione in tempo reale, questi frammenti vengono progressivamente rielaborati dando origine a un ambiente sonoro e visivo in continua evoluzione, in cui la città si trasforma in un flusso dinamico di percezioni, tracce e memorie continuamente ricomposte nell’esperienza del pubblico (Palazzo dei Pio – Torrione di Galasso, ingresso dal Cortile delle Stele, Carpi, ven 18, ore 19.30, a cura di: Servizio eventi – Comune di Carpi, in collaborazione con: RKH Studio).

Il secondo, la raccolta di madrigali Caos in due tempi. Festino nella sera del Giovedì grasso avanti cena di Adriano Banchieri, restituisce tutta la vivacità del carnevale tardo-rinascimentale attraverso l’esecuzione integrale del capolavoro del compositore bolognese. Tra giovinetti, venditori ambulanti, musicanti, dottori, vecchiette e personaggi provenienti dai più diversi ambienti sociali, l’opera costruisce un affresco corale di grande varietà teatrale, accompagnato in questa esecuzione da danze rinascimentali ed estratti recitati tratti da celebri commedie del tardo Cinquecento (Palazzo dei Pio – Torrione di Galasso, ingresso dal Cortile delle Stele, Carpi, sab 19, ore 19.30, a cura di: Servizio eventi – Comune di Carpi, in collaborazione con: Conservatorio di musica Lucio Campiani di Mantova).

La mostra Il giorno più leggero. Volti, gesti e comunità nei carnevali storici dell’EmiliaRomagna racconta i carnevali storici dell’Emilia-Romagna attraverso uno sguardo autoriale di Michela Balboni e Cristina Gaddi dedicato a volti, gesti, dettagli e comunità. Le quaranta fotografie a colori e l’installazione sonora immersiva restituiscono un immaginario fatto di macchine sceniche, coreografie, testi narrati e opere scultoree, valorizzando il lavoro di associazioni e volontari che ogni anno mantengono viva questa tradizione (Modena, Complesso San Paolo – ex Chiesa | Sala delle Monache, ven 18 e sab 19, ore 10.00-22.00, dom 20, ore 10.00-21.00, curatrice: Elisa Ravaglia, a cura di: Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, presentazione con conversazione: sab 19, ore 18.30 alla presenza di: Gessica Allegni, Michela Balboni, Cristina Gaddi, Elisa Ravaglia, conduce Michele Smargiassi).

Con SupermerKaos. Dal caos alla consapevolezza: le etichette tra informazione e confusione, il pubblico viene accompagnato in un percorso immersivo che ricrea l’ambiente di un supermercato, trasformando il visitatore in un consumatore chiamato a orientarsi tra scaffali, etichette e messaggi commerciali dedicati ai condimenti alimentari e ai prodotti presenti accanto all’Aceto Balsamico di Modena. Attraverso installazioni, contenuti interattivi e un gioco digitale, il laboratorio mostra come interpretare le informazioni in etichetta, riconoscere le ambiguità della comunicazione commerciale e comprendere il valore della trasparenza, promuovendo scelte d’acquisto più informate e una cultura della concorrenza leale (Modena, Via dello Zono, angolo Piazza XX Settembre, ven 18-dom 20, ore 10.00-18.00, con: Federico Desimoni, a cura di: Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, in collaborazione con: Giorgio Bellucci e Modenamoremio).

L’evoluzione della famiglia contemporanea pone oggi nuove esigenze di regolazione giuridica, determinate dalla pluralità dei modelli familiari e da una crescente mobilità internazionale. Nuove regole nella famiglia che cambia. Patti di convivenza, successioni e tutele oltre i confini approfondisce il modo in cui il diritto accompagna tali trasformazioni, sviluppandosi attorno a tre ambiti strettamente interconnessi: patti di convivenza, coppie miste e successioni transfrontaliere. Dopo un’apertura istituzionale dedicata al ruolo dell’autonomia privata e alle nuove esigenze di regolazione, il programma affronta i dieci anni dalla legge Cirinnà, con particolare attenzione ai contratti di convivenza anche in contesti internazionali, prosegue attraverso sessioni interattive e casi pratici dedicati al coordinamento tra ordinamenti diversi e si conclude con un focus sulle successioni oltre confine, sulla pianificazione patrimoniale e sulla tutela del convivente, per assicurare continuità nei rapporti familiari e patrimoniali (Modena, Complesso San Filippo Neri – Sala Manifattura, sab 19, ore 10.00-13.00, a cura di: Consiglio Nazionale del Notariato e Consiglio Notarile di Modena).

Paradossi quantistici, teorie scientifiche destabilizzanti e crisi personali appaiono contigue in una narrazione che mette continuamente in discussione l’ordine abituale delle cose. Ologramma. La gentilezza della farfalla. Musica, parole e danza dà voce a un ensemble corale e strumentale formato da ragazzi con disabilità insieme a giovani appassionati di musica, musicisti e musicoterapeuti. Il programma musicale attraversa brani di artisti italiani e internazionali, da Michele Zarrillo ad Andrea Bocelli, da Michael Jackson a David Bowie, fino al finale corale affidato a We Are the World (Modena, Piazza Sant’Agostino, dom 20, ore 18.30, direttrice: Roberta Frison, testi e regia: Carlo Stanzani, a cura di: CEMU-OLOGRAMMA-APS Polo Espressivo Inclusivo, Istituto MEME Modena, UPGB – Università Popolare “Gregory Bateson” – Dipartimento di Musica Canto e strumenti).

Fin da piccoli veniamo abituati a regole, abitudini e comportamenti condivisi, per imparare a dare ordine alla vita quotidiana; talvolta, per , anche il capovolgimento delle consuetudini pu  diventare un’occasione preziosa di scoperta. Disordiniamo! Il mondo a rovescio è un laboratorio per famiglie e bambini da 0 a 14 anni che invita bambini, bambine e famiglie a immergersi in un mondo temporaneamente rovesciato, dove le regole abituali vengono sospese e i divieti quotidiani lasciano spazio a esperienze fuori dall’ordinario. I partecipanti possono così sporcarsi, camminare scalzi, urlare, scrivere sul proprio corpo, mangiare con le mani e sperimentare liberamente attività pensate per allenarsi al soqquadro, fare esperienza dell’imprevisto e scoprire il lato creativo del disordine (Sassuolo, Villa Giacobazzi – Parco Vistarino (corte della Villa), sab 19 e dom 20, ore 9.30-12.30 e 15.00-19.00, a cura di: Centro per le Famiglie Distretto Ceramico, in collaborazione con: Tana per tutti, Off.16, Servizio di mediazione interculturale Cooperativa Sociale Gulliver, Tutto si Muove, Centro Distrettuale di Riuso “Le Radici”, Reti di famiglie accoglienti, Oratorio San D. Savio – Parrocchia SS. Consolata, Nuovamente Secchia, Il Melograno, Gruppo pittori J. Cavedoni, “Lo Spino” coop sociale, Librarsi, Le uncinettine della comune del parco di Braida, Dim ndi Clown ODV, Collettivo Manicure, Ci vuole un villaggio, Centro Culturale Al Medina e tutte le famiglie amiche del Centro per le Famiglie).

I folletti abitano da sempre il nostro immaginario come creature imprevedibili: scompigliano ci  che sembra perfettamente in ordine, deviano i percorsi abituali e ricordano che non sempre tutto dev’essere normale o ben organizzato. Ci vorrebbe un folletto! Dove l’ordine si incrina e il caos accoglie è un laboratorio che, attraverso giochi e attività ispirate proprio ai folletti, piccole figure del disordine creativo, invita i partecipanti a mettere in discussione l’idea che esista un unico modo possibile di costruire equilibrio, sperimentando nuove forme di ascolto, relazione e convivenza (Sassuolo, Villa Giacobazzi – portico vetrato e area limitrofa, sab 19 e dom 20, ore 9.30-12.30 e 15.00-19.00, a cura di: Ufficio di Piano – Unione dei Comuni del Distretto Ceramico e CSV Terre Estensi ODV, in collaborazione con: Ausl Modena distretto di Sassuolo, Gulliver Cooperativa Sociale – SEI Servizio Educativo Inclusivo e Centri socio-riabilitativi diurni (Aquilone, Fossetta, Lupi Sociali, Non ti scordar di me, Villa Sabbatini), Anffas Sassuolo, Ass. San Gaetano, Bloved Bimbi Amati, Concresco, In-Contromano, Mete Aperte, Nuovamente, Ondina Riggi, Solgarden Soc. Coop, Tutto si muove).

Da sempre il caos è una delle condizioni fondamentali della creazione. Ogni gesto creativo nasce infatti dall’interruzione di un ordine consolidato, dalla capacità di mettere in discussione forme, linguaggi e convenzioni per generare configurazioni inattese. Nelle arti come nelle scienze, l’invenzione non coincide con la semplice applicazione di regole già note, ma si manifesta nella possibilità di ricombinare elementi esistenti secondo relazioni nuove. L’imprevisto, l’errore, la contaminazione e la sperimentazione diventano così risorse conoscitive, capaci di aprire prospettive che un sistema perfettamente ordinato non potrebbe produrre. Il caos rivela allora la propria natura profondamente generativa: non un ostacolo all’invenzione, ma il solo spazio entro cui essa pu  prendere vita.

La creatività rappresenta la facoltà umana di trasformare l’indeterminazione in immagini, racconti, suoni, oggetti e pratiche condivise. Ogni opera nasce dall’incontro fra intuizione e tecnica, libertà e disciplina, memoria e innovazione, componendo un equilibrio sempre provvisorio tra ordine e disordine. Anche le forme artistiche più radicali mostrano infatti che rompere gli schemi non significa rinunciare al senso, ma cercare nuovi modi di organizzare l’esperienza e di interpretare il mondo. Gli eventi di questa sezione accompagneranno il pubblico attraverso linguaggi e percorsi differenti, mostrando come il caos possa diventare la condizione stessa dell’invenzione e come ogni autentica creazione introduca possibilità prima impensate.

Nella conversazione Frutti dell’equivoco. Dal caso al destino e ritorno, Domenico Starnone ripercorre alcune traiettorie tematiche significative della sua opera, da Lacci a Scherzetto, da Labilità a Destinazione errata. La letteratura di Starnone è infatti spesso imperniata sulle avventure del fortuito, dell’equivoco, delle disattenzioni marginali che generano effetti 22 sistemici ed esistenziali: proprio concentrandosi sull’improbabile e sull’errato risaltano meglio i processi di senso, sia del mondo che delle esistenze singole, perché l’inevitabile non accade mai, ma l’inatteso sempre (Carpi, Piazza Martiri, ven 18, ore 22.00).

La mostra Neo-espressionismi mette a confronto due generazioni della pittura: Julian Schnabel, protagonista del ritorno internazionale alla pittura degli anni Ottanta e tra le figure più autorevoli del Neo-Espressionismo americano, e Pietro Moretti, artista italiano di matrice espressionista. Nonostante il mezzo secolo che separa le date di nascita degli artisti, le opere di entrambi condividono una concezione della pittura come esperienza fisica e narrativa, incentrata su materia, memoria e forza dell’immagine, creando un simbolico passaggio di testimone tra due generazioni di pittori (Sassuolo, Paggeria Arte, ven 18 e sab 19, ore 9.00-22.00, dom 20, ore 9.0020.00, curatore: Nicolas Ballario, a cura di: Servizio Eventi Culturali – Comune di Sassuolo, con il co-finanziamento di ANCI e della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale a valere sul fondo per le Politiche Giovanili per l’anno 2023, presentazione: ven 18, ore 19.00, alla presenza del curatore).

Forma, parola e segno grafico possono affrontare uno stesso concetto moltiplicando prospettive, corrispondenze e interpretazioni. L’installazione Indeterminazioni di Giuliano Della Casa riunisce tre interventi dedicati al caos e affidati ad altrettanti linguaggi. Al centro si trova un rilievo del compianto ceramista modenese, che viene accompagnato da una poesia di Paul Vangelisti, con relativa traduzione di Andrea Borsari, cui è affidato anche un manifesto sul caos. Opera, testo poetico e progetto grafico compongono così un unico percorso a tre voci, nel quale ciascun autore interpreta il tema comune attraverso la propria diversa lente artistica, affidando al visitatore il compito di mediare fra i diversi linguaggi e integrarli (Modena, Casa Ciao, ven 18-dom 20, ore 10.00-20.00, interventi testuali: Andrea Borsari, Paul Vangelisti, a cura di: Ciao Comunicazione).

Per Italo Calvino, immaginazione e conoscenza coincidono con un continuo esercizio di orientamento dentro la complessità del reale. Se una notte d’inverno un narratore. Calvino, o l’arte di orientarsi nell’instabile propone un percorso attraverso alcune delle opere più significative di Calvino, restituendo sulla scena il carattere aperto e interrogativo della sua ricerca letteraria. Attraverso letture e interpretazioni teatrali, l’evento accompagna il pubblico dentro un universo narrativo in cui il compito non consiste nel trovare risposte definitive, ma nel continuare a produrre domande adeguate alla complessità del presente (Modena, Arena Spazio Culturale, ven 18, ore 21.00, in scena: Stefania Delia Carnevali, Francesco Rossetti, Luca Zirondoli, Claudio Luppi, Daniele Rossi, a cura di: Collettivo squiLibri, in collaborazione con: Transiente aps).

Le ultime fotografie scattate da Dino Pedriali a Pier Paolo Pasolini costituiscono il punto di partenza di Pasolini. Il caos contro il terrore, un reading che ripercorre il pensiero e la figura dell’autore negli ultimi mesi della sua vita. Attraverso parole, musica originale dal vivo e interventi visivi, lo spettacolo collega quelle immagini ai testi pubblicati nella rubrica che Pasolini teneva sulle pagine del Tempo, significativamente intitolata Il caos, restituendo il ritratto di un intellettuale impegnato a mettere a nudo le contraddizioni politiche, culturali e morali dell’Italia contemporanea (Fondazione Collegio San Carlo – Teatro, Modena, ven 18, ore 20.30, a cura di: Amici della Musica di Modena “Mario Pedrazzi”, in collaborazione con: La Contrada – Teatro Stabile di Trieste).

Non è l’Ennesimo festivalfilosofia. Caos al cinema: i frutti del disordine è una rassegna cinematografica che propone un percorso attraverso sei cortometraggi internazionali accomunati dall’irruzione dell’imprevedibile nelle esperienze umane. Dalla comparsa dell’insolito nella routine quotidiana al disordine festoso di un carnevale, dalle tensioni della dimensione politica fino agli incontri casuali che modificano il corso degli eventi, i film in programma aprono finestre visionarie su esistenze al limite, mostrando il cinema come quel filo rosso che abita il disordine del mondo per aiutarci a decifrarlo (TILT Associazione Giovanile APS – Ennesimo Film Festival, Auditorium Pierangelo Bertoli, Sassuolo, sab 19, ore 21.00, film in concorso: Fantas, di Halima Elkhatabi; Lost & Found, di Wiktoria Kwoka; Missing Ticket, di Kelvin Janssen ed Elisa De Kuysscher; Samba Infinito, di Leonardo Martinelli; Winter in March, di Natalia Mirzoyan; Wolfie, di Philippe Kastner, a 23 cura di: TILT Associazione Giovanile APS – Ennesimo Film Festival).

Ampio spazio viene dedicato al vivace mondo delle controculture. Nutrire l’utopia. Pratiche controculturali e spazi di autonomia è una mostra dedicata alle culture che, dagli anni del punk hardcore ai graffiti writing, dalle tifoserie organizzate ai centri sociali e ai movimenti di protesta, hanno costruito linguaggi, regole e forme di organizzazione alternative rispetto ai modelli dominanti. Attraverso fotografie, locandine, flyer, dischi, libri, adesivi, maglie e altri materiali originali, il percorso documenta pratiche fondate sull’autoproduzione, sull’autogestione e sulla scelta consapevole di sottrarsi alle logiche del mercato e dell’omologazione. All’ingresso dello spazio espositivo trova posto inoltre l’installazione G8 di Genova 2001–2026, realizzata dagli studenti dell’Istituto Venturi in collaborazione con Urbaner, dedicata alle testimonianze dei modenesi presenti alle giornate del G8 (Palazzo dei Musei – Biblioteca civica d’arte e architettura Luigi Poletti, Modena, ven 18 e sab 19, ore 9.00-23.00; dom 20, ore 9.00-21.00; a cura di: Biblioteca civica d’arte e architettura Luigi Poletti, presentazione: ven 18, ore 17.30 alla presenza dei curatori e dei docenti e studenti I.I.S. A. Venturi, visita guidata dei curatori: sab 19, ore 21.00).

In parallelo alla mostra, la conversazione L’underground non è mai morto. Controculture, dissenso e resistenza dal punk all’algoritmo viene dedicata alle forme di dissenso che, dalle culture underground del secondo Novecento fino all’ecosistema digitale contemporaneo, hanno messo in discussione modelli culturali, politici e sociali dominanti. Francesco Ciaponi ed Ermanno “Gomma” Guarneri ripercorrono l’evoluzione delle controculture, dal punk alle reti cifrate, passando per fanzine, editoria militante e pratiche DIY, riflettendo su come la marginalità possa trasformarsi in uno spazio di sperimentazione, autonomia e resistenza anche nell’epoca degli algoritmi e della tracciabilità digitale (Palazzo dei Musei – Sala conferenze, Modena, sab 19, ore 18.30, a cura di: Biblioteca civica d’arte e architettura Luigi Poletti).

Francesco Ciaponi tiene anche il laboratorio Fotocopiare il caos, dedicato alle pratiche analogiche di sperimentazione grafica che, prima dell’avvento del digitale, trasformavano errore, imperfezione e manipolazione in strumenti di ricerca creativa. Attraverso ritagli di riviste, collage, testi, immagini e fotocopie, i partecipanti sono invitati a realizzare poster in formato A3 facendo ricorso a ingrandimenti, sovrapposizioni, distorsioni ed effetti casuali, riscoprendo la libertà espressiva propria delle culture dell’autoproduzione e del DIY (Nuova Ala di Palazzo dei Musei – Lab Zero99, Modena, sab 19, ore 15.00-17.00, a cura di: Biblioteca civica d’arte e architettura Luigi Poletti).

Fanzine Attack! è invece un laboratorio di Laura Galassi dedicato alle pratiche dell’autoproduzione editoriale che hanno caratterizzato per decenni le culture indipendenti e underground. Attraverso collage, ritagli, stencil, testi e immagini, i partecipanti realizzano una fanzine utilizzando un solo foglio di carta, trasformato mediante pieghe e tagli, sperimentando tecniche analogiche e un approccio libero alla composizione grafica. Al termine dell’attività ciascuno porta con sé una piccola pubblicazione autoprodotta, personale e originale (Nuova Ala di Palazzo dei Musei – Lab Zero99, Modena, dom 20, ore 10.00, 11.00, 12.00, 15.00, 16.00 e 17.00, a cura di: Biblioteca civica d’arte e architettura Luigi Poletti).

Laura Galassi tiene anche il laboratorio Redazione Aperta, dedicato alla costruzione di una rivista collettiva realizzata progressivamente durante il festivalfilosofia attraverso il contributo diretto dei partecipanti. Ciascuno pu  intervenire su una pagina predisposta aggiungendo testi, collage, immagini e interventi grafici secondo semplici regole condivise, prendendo parte a un processo editoriale aperto in cui ogni contributo individuale modifica e arricchisce la pubblicazione finale (Nuova Ala di Palazzo dei Musei – Lab Zero99, Modena, dom 20, ore 10.00-13.00 e 15.0018.00, a cura di: Biblioteca civica d’arte e architettura Luigi Poletti).

Nella prima metà del Novecento, il Dadaismo è nato come una delle più radicali forme di reazione artistica alla crisi della civiltà europea prodotta dalla Prima guerra mondiale. La mostra di Cristina Faedi e Laura Morselli, Dada reloaded. Il ritorno del collage e del ready-made, propone un 24 percorso costruito attraverso collage, assemblage e ready-made, tecniche centrali nella tradizione dadaista e riprese dalle artiste per riflettere sulle forme del disordine contemporaneo. Materiali di scarto, fotografie ritagliate, oggetti di uso comune e testi recuperati diventano così gli elementi di una ricerca che mette al centro frammentazione e libertà creativa (Modena, Laboratorio artigianale Artemisia Opere, ven 18 e sab 19, ore 9.00-22.00, dom 20, ore 9.00-20.00, curatrice: Cristina Faedi, presentazione: ven 18, ore 19.00, alla presenza della curatrice e delle artiste).

Con Luce e respiro. Il battito dell’Invisibile, il progetto Monochromatic light: reinstatement propone un percorso musicale affidato a Daniele Nasi (sax tenore e soprano), Giancarlo Patris (contrabbasso) e Giacomo Santini (chitarra). Gli otto momenti musicali che lo compongono intendono restituire, come nelle opere pittoriche della collezione, il senso di un flusso senza fine, di una pulsazione e di un ciclo inesorabili, nei quali la luce diventa orientamento e apre all’esperienza dell’attraversamento di una soglia da cui cogliere il ritmo del soffio vitale che sostiene ogni cosa (Sassuolo, Chiesa di San Francesco in Rocca, ven 18, ore 21.00, concerto nell’ambito del progetto Monochromatic light: reinstatement, con: Daniele Nasi, Giancarlo Patris, Giacomo Santini, curatore: Giovanni Nicolini, produzione: Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla – Ufficio Beni Culturali e Nuova Edilizia di Culto, Flag No Flags Contemporary Art).

Con Macchina del Caos, dispositivo sonoro partecipativo ispirato agli Intonarumori di Luigi Russolo, viene ripresa direttamente l’eredità della sperimentazione futurista sul rumore. Sei persone possono agire simultaneamente su altrettante postazioni sonore indipendenti, generando stridori, ronzii, percussioni, vibrazioni, fruscii e distorsioni attraverso leve, manovelle, corde tese, membrane e ingranaggi, senza armonia prestabilita né partitura, così che ogni attivazione dia vita a un organismo sonoro temporaneo, unico e irripetibile (Modena, Consorzio Creativo Associazione culturale, ven 18-dom 20, ore 10.00-20.00, a cura di: Consorzio Creativo, presentazione: sab 19, ore 18.00).

Il concerto Soundtracks – Musica da Film. Sonorizzazione dal vivo di Emak-Bakia: 4 corti di Man Ray (1923-1929) presenta una nuova sonorizzazione dal vivo di quattro cortometraggi di Man Ray, figura centrale delle avanguardie del Novecento, tra Dadaismo e Surrealismo, che ha rivoluzionato fotografia, cinema e arti visive attraverso una continua sperimentazione formale. Fra le più celebri sperimentazioni cinematografiche delle avanguardie del Novecento, Le retour à la raison (1923), Emak-Bakia (1926), L’étoile de mer (1928) e Les mystères du château de Dé (1929) costituiscono un viaggio visionario in cui realtà e sogno si intrecciano, abbandonando ogni struttura narrativa tradizionale per costruire una sequenza fatta di immagini astratte, sovrimpressioni, oggetti quotidiani deformati, giochi ottici, movimento, sogno e associazioni imprevedibili (Modena, Arena Spazio Culturale, sab 19, ore 21.00, special guest: Adele Altro, direzione artistica: Corrado Nuccini, a cura di: Centro Musica Comune di Modena, Collettivo Soundtracks 2026).

La performance Fawda Arkestra. Ricerca sonora ed emancipazione con la musica presenta la restituzione pubblica del laboratorio di improvvisazione guidata e creazione sonora condotto da Réda Zine presso la Casa Circondariale Sant’Anna di Modena. Rivolto ai detenuti e sviluppato attraverso le tecniche di conduction e improvvisazione guidata, il percorso prende avvio da archivi sonori, tracce originali di viaggio e strumenti tradizionali come il guembri dei Gnawa marocchini, la chitarra e le percussioni krakeb, integrando progressivamente poesie e testi originali scritti dai partecipanti (Modena, Palazzo Santa Margherita – chiostro, ven 18, ore 18.30, con: Réda Zine, a cura di: Fondazione Gioventù Musicale d’Italia – sede di Modena, in collaborazione con: Gruppo Carcere-Città ODV).

Nella tradizione modenese del Tiratardi, l’evento Babylon 26 (Atto primo). Live music & dj-set vede protagonisti i Ninos du Brasil, progetto musicale italiano fondato dall’artista visivo Nico Vascellari e da Nicol  Fortuni. La loro musica fonde le percussioni della batucada brasiliana con l’elettronica, la techno primordiale e l’attitudine viscerale del punk: dischi come Muito N.D.B. e Vida Eterna nascono proprio evocando il rumore del carnevale, della festa di strada e della trance collettiva. A seguire djset (Modena, Giardini Ducali – Juta all’Orto, ven 18, ore 21.30-00.00, con: 25 Ninos du Brasil live show, a cura di: Juta all’Orto, in collaborazione con: Laika mvmnt).

Il giorno successivo, Babylon 26 (Atto secondo). Talk, film & dj-set propone la proiezione di KINKI – The Secrets of the Dancefloor, diretto dal modenese Lorenzo Miglioli, prodotto da Fabrizio Zanni per Rco Europe e distribuito da Minerva Pictures: un viaggio immersivo tra musica, identità, moda e trasformazione sociale. Un racconto corale che parte dagli anni ’80 ma arriva fino a oggi, intrecciando testimonianze e materiali d’archivio. A seguire KINKI djset (Modena, Giardini Ducali – Juta all’Orto, sab 19, ore 21.00-00.00, KINKI– The Secrets of the Dancefloor (Italia 2026, 68’), di: Lorenzo Miglioli, talk con: Lorenzo Miglioli, Fabrizio Zanni, a cura di: Juta all’Orto, in collaborazione con: Laika mvmnt).

Due concerti per Tiratardi anche a Carpi, accomunati dal titolo The Sound and the Fury. Live music, attraversano le sonorità più dure del punk, del noise e della musica sperimentale. Dissonanze, feedback, scream e suoni saturi diventano così gli strumenti di una ricerca espressiva che assume il caos non come semplice provocazione, ma come linguaggio, principio creativo e forma di libertà. Il primo evento, di venerdì sera, prevede un live show di LLeroy e Ventre; il secondo, il giorno successivo, un live show di Seldom Pretty e Radar 5:11 (Carpi, Circolo Mattatoyo, ven 18, ore 22.00, con: LLeroy + Ventre live show; sab 19, ore 22.00, con: Seldom Pretty e Radar 5:11, a cura di: Circolo Mattatoyo).

Nel laboratorio Una città su misura. Architetto per un giorno: progettare spazi inclusivi e senza barriere, il pubblico è coinvolto nella progettazione di una città inclusiva, pensata a partire dai bisogni di persone neurodivergenti e di coloro che vivono lo spazio urbano con esigenze specifiche, come bambini, anziani, donne in gravidanza e genitori con passeggino. Attraverso un percorso immersivo e multisensoriale, i partecipanti esplorano diverse modalità di percezione della città mediante postazioni dedicate ai suoni, agli odori e all’esperienza tattile, con modelli tridimensionali di edifici e luoghi urbani attraverso l’utilizzo di oggetti di vita quotidiani e materiali di recupero (Modena, Palazzo dei Musei – Gallerie Estensi, Sala mostre temporanee, ven 18 e sab 19, ore 10.30-12.30 e 16.30-18.30, a cura di: Cooperativa Sociale Gulliver – Area Disabilità Modena, in collaborazione con: Galleria Estense, Prospectiva Coop Sociale).

La mostra Riflessi. AIPAI Photo Exhibition 2026 presenta i progetti vincitori, menzionati e selezionati della quarta edizione dell’AIPAI Photo Contest, promossa da AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale ETS-TICCIH Italia. Attraverso un’indagine visiva dedicata ai paesaggi e alle architetture della produzione, il percorso espositivo propone una rilettura dell’infrastruttura tecnologica e del territorio antropizzato, assumendoli come testi densi di memoria e stratificazioni storiche (Sassuolo, Sala Biasin, ven 18, ore 16.00-20.00; sab 19 e dom 20, ore 10.00-20.00, curatori: Angelo Marcello Tarantino, Edoardo Currà, Elena Corradini, Ettore Roteglia, Giovanni Cerfogli, Palmina Trabocchi, Lisa Accorsi, a cura di: Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” – UniMoRe, Ordine e Fondazione Architetti di Modena, in collaborazione con: AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, TICCIH Italy – The International Committee for the Conservation of Industrial Heritage Italy, Associazione Il Libeccio APS, presentazione: sab 19, ore 12.00).

Con la mostra Cartografie del caos. Dove l’arte dissolve i confini, vengono esposte opere dedicate alle mappe e alla cartografia di nove artisti: Alessandro Valeri, Alea Pinar Du Pre, Giampaolo Addari, Mariko, Yann C, Fausto De Nisco, Adriano Venturelli, Abraham Sidney Ofei Nkansah, Tommaso Romani. Ne emerge un viaggio plurale in cui le coordinate si perdono, si trasformano e si ricompongono in nuove visioni, dando vita a geografie interiori e collettive che invitano il visitatore a ripensare il concetto stesso di orientamento, facendo della mappa non più soltanto uno strumento di rappresentazione, ma un luogo mentale poetico e simbolico (Modena, Lart Universe – Temporary Art Gallery, ven 18 e sab 19, ore 9.00-23.00; dom 20, ore 9.00-21.00, curatore: Beniamino Levi, con la collaborazione di: Chiara Neri, Tomaso Neri, a cura di: Lart Universe, Dalí Universe).

La pittura pu  essere uno spazio in cui forme instabili, energie in movimento e blocchi di materia 26 disorganizzata trovano progressivamente un ordine di senso. La mostra di Marco Vecchiato, Morfologie del disordine, presenta grandi quadri dalle texture informali e bianchi abbacinanti, una materia pittorica non coprente che lascia distinguere volti stilizzati o forme da decifrare. L’intero percorso espositivo è un movimento verso una progressiva ri-organizzazione dell’immagine anche se sospesa, irrisolta (Modena, ArtEkyp Open Studio, ven 18 e sab 19, ore 10.00-21.00, dom 20, ore 10.00-20.00, curatore: Valerio Deh , produzione: ArtEkyp Open Studio, presentazione: ven 18, ore 18.00, alla presenza dell’artista e del curatore).

Nella mostra Come frammenti nell’assurdo. Sguardi contemporanei sul Museo della Figurina, tra caos e nuovi mondi, gli studenti della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Brera, guidati dall’artista e docente Matteo Cremonesi, si confrontano con il patrimonio del Museo della Figurina, esplorando immagini in cui l’ordine consueto viene sovvertito attraverso scenari fantastici e paradossali. Frutta, verdura, animali e oggetti personificati diventano protagonisti della commedia umana, in un mondo alla rovescia in cui le regole abituali si dissolvono e si ricompongono in forme inattese (Modena, Fondazione Ago – Palazzo Santa Margherita, Sala Grande, ven 18 e sab 19, ore 9.00-23.00; dom 20, ore 9.00-21.00, produzione: Fondazione Ago, in collaborazione con: Accademia di Belle Arti di Brera – Milano).

l laboratorio per tutti La Biblioteca di Babele. Reading party propone un pomeriggio di lettura condivisa dedicato al tema dell’edizione 2026 del festivalfilosofia. Ogni partecipante pu  portare un proprio libro o sceglierne uno direttamente dalla bibliografia tematica realizzata in collaborazione con la Biblioteca comunale Cionini e il Consorzio per il festivalfilosofia. Per la durata prevista dell’evento, ciascuno dispone dunque del tempo e dello spazio per immergersi nella lettura individuale, accompagnata da un discreto sottofondo musicale selezionato per l’occasione (Sassuolo, Biblioteca N. Cionini – Sala Eventi, Secondo piano, sab 19, ore 15.00-16.30, a cura di: Le Idee del Distretto, in collaborazione con: Biblioteca N. Cionini).

La fotografia permette spesso di osservare aspetti della realtà che, a uno sguardo superficiale, appaiono discontinui, irregolari o privi di una struttura evidente. La mostra L’ordine nascosto. Il potere creativo del caos raccoglie il lavoro di vari fotografi (Antonio Barretta, Angela Bruno e Nicola Mestriner, Paola Martinelli, Massimo Ravera, Gianni Rossi, Dino Sgarbi) intenti a esplorare, attraverso linguaggi visivi differenti, il rapporto tra irregolarità, trasformazione e costruzione di forme. Il percorso propone immagini in cui suolo, mare, cielo, materiali e paesaggi diventano il punto di partenza per riflettere sulla presenza di strutture profonde che attraversano il mondo naturale e i processi di continua rigenerazione che caratterizzano la realtà che ci circonda (Modena, Centro Culturale G. Alberione, ven 18 e sab 19, ore 9.00-23.00, dom 20, ore 9.00-21.00, curatore: Massimo Ravera, a cura di: Fotoclub Colibrì BFI – BFI AV, presentazione: ven 18, ore 17.00, alla presenza degli artisti e del curatore).

La creatività nasce spesso proprio quando un ostacolo, un errore o una condizione apparentemente sfavorevole costringono a ripensare soluzioni già date. Il laboratorio Missione imprevisto. Club per menti disordinate invita ragazze e ragazzi dai 10 ai 13 anni a sperimentare direttamente queste dinamiche attraverso una missione collettiva in cui il lavoro viene continuamente modificato da imprevisti, deviazioni improvvise, carte strategiche, interferenze esterne e situazioni scomode introdotte nel corso dell’attività. L’obiettivo consiste proprio nel confrontarsi con lo scompiglio e adattarsi a condizioni inattese (Carpi, Palazzo dei Pio – Castello dei ragazzi, sab 19 e dom 20, ore 16.00, con: Martina Tassinari – staff Castello dei ragazzi, a cura di: Il Castello dei ragazzi).  California. Un’avventura in biblioteca dove il caos diventa gioco è uno spettacolo immersivo e itinerante per bambine e bambini dai 7 agli 11 anni accompagnati da un adulto. Ambientato su una spiaggia californiana al calare della notte, conduce il pubblico in un racconto dove quattro surfisti condividono storie di paura che, improvvisamente, prendono vita, facendo svanire il confine tra realtà e finzione. La biblioteca si trasforma così in uno spazio di avventura e smarrimento, in cui il disordine diventa occasione di immaginazione, dubbio e scoperta (Biblioteca civica Antonio Delfini – Chiostro e Sala conferenze di Palazzo Santa Margherita, Modena, dom 20, ore 16.00 e 17.45, ideazione: Rebecca Buiaforte, drammaturgia e regia: Antonio “Tony” Baladam, con: Elisa Pastore, Claudia Manuelli, Antonio “Tony” Baladam, Guido Sciarroni, produzione: La Piccionaia / Collettivo Baladam B-side, con il sostegno di: Teatro Due Mondi, La Baracca Testoni a cura di: Biblioteca civica Antonio Delfini). Nell’esperienza artistica, ci  che appare inizialmente come errore pu  spesso trasformarsi in occasione per aprire nuove possibilità creative. Il laboratorio Fuori di-segno. L’errore come possibilità creativa invita bambini e bambine a sperimentare direttamente tale processo creativo attraverso un’attività che prende avvio da un piccolo errore materiale: un semplice pezzetto di carta attaccato accidentalmente. I partecipanti vengono guidati in un percorso pratico in cui una svista iniziale si trasforma progressivamente in occasione per costruire nuove immagini e scoprire possibilità espressive impreviste (Carpi, Sede del Consiglio dei Ragazzi, sab 19, ore 15.00-16.30 e ore 17.00-18.30, con: Daniela Magodi, a cura di: Consiglio dei Ragazzi).

L’improvvisazione rappresenta una delle situazioni in cui il rapporto tra ordine e imprevedibilità emerge con maggiore evidenza. Lo spettacolo Navigare l’imprevisto. Alla scoperta dell’improvvisazione teatrale propone un percorso dedicato alla storia e alle tecniche dell’improvvisazione teatrale, dalle origini della Commedia dell’Arte – con i suoi canovacci, le maschere e le compagnie itineranti che portarono il teatro italiano nelle corti europee – fino alle forme contemporanee dell’Improv, dai match d’improvvisazione alle short e long form. Attraverso esempi e dimostrazioni dal vivo, l’incontro mostra come la pratica improvvisativa costituisca un esercizio utile a governare il caos dell’imponderabile e a ricondurlo, sulla scena, a una costruzione coerente e condivisa (Modena, Università per la Terza Età di Modena APS, dom 20, ore 16.00, con: Cesare Buffagni, a cura di: Gruppo Teatrale UTE “Luigi Riccoboni”).

Il caos non si limita alla mera rottura di un ordine, ma coincide con la fase di passaggio in cui ogni trasformazione viene progressivamente definendosi. Ogni metamorfosi attraversa infatti un momento di instabilità, nel quale identità consolidate si dissolvono prima di ricomporsi in configurazioni nuove. Dai processi biologici alle vicende individuali, dalle società agli ecosistemi, il cambiamento non procede quasi mai in modo lineare, ma attraverso crisi, adattamenti e riconfigurazioni. In questa prospettiva, il caos rappresenta una condizione dinamica della vita, una soglia nella quale ci  che esiste cessa di essere ci  che era senza avere ancora assunto una forma definitiva. 

La metamorfosi permette di osservare il cambiamento come una dimensione costitutiva dell’esperienza umana e naturale. Crescere, apprendere, migrare, guarire, reinventarsi o attraversare una crisi significa misurarsi con processi che modificano profondamente il rapporto con sé stessi, con gli altri e con il mondo. Anche le comunità, le culture e i linguaggi conoscono continue trasformazioni, nelle quali memoria e innovazione convivono senza annullarsi. Gli eventi di questa sezione inviteranno il pubblico a riconoscere come ogni passaggio comporti inevitabilmente una quota di incertezza e come proprio il caos, anziché rappresentare un ostacolo, possa diventare la condizione necessaria perché emergano nuove identità, nuovi equilibri e nuove possibilità di esistenza.

La distopia è l’opposto dell’utopia: descrive una società futura inquietante, segnata dal controllo, dall’esasperazione tecnologica o dalla perdita delle libertà individuali. Mondi alla fine. Reading letterario tra distopie classiche e contemporanee è un reading in cui lo scrittore e saggista Paolo Di Paolo attraversa i grandi capolavori del genere distopico, in un percorso che unisce i 28 classici del Novecento alle voci della letteratura contemporanea. Tra letture e riflessioni, l’incontro offre l’occasione di esplorare questi scenari immaginari non come semplici profezie di sventura, ma come potenti strumenti critici per comprendere il mondo in cui viviamo e le sue possibili evoluzioni (Sassuolo, Biblioteca N. Cionini – Sala Eventi, sab 19, ore 19.00, a cura di: Biblioteca N. Cionini).

Nella conversazione Capitale senza democrazia. Cultura filosofica e progetto tecnologico di Silicon Valley, Paolo Perulli accompagna il pubblico in un viaggio nei temi del capitalismo tech e delle sue contraddizioni. Emergeranno in particolare gli elementi della cultura politica e tecnologica dei suoi protagonisti, da Elon Musk a Peter Thiel, la loro idea di libertà e modernità, così in contrasto con i princìpi di democrazia e concorrenza che avevano sorretto il capitalismo nelle sue fasi precedenti (Carpi, Piazza Martiri, sab 19, ore 22.00).

La mostra di Icaro Tuttle, Narciterroristə. Sotto il tappeto, parte dalla figura del narciterrorista per indagarne la trasformazione nel presente, attraverso una deformazione ispirata a Jump Trump di Erik Kessels: non solo evento narrativo, ma vera e propria frattura dello spazio e del corpo. In questo modo la gabbia del fumetto si incrina, le figure si disarticolano e l’identità si espande fino a diventare instabile (Modena, Circolo Stallini, ven 18 e sab 19, ore 9.00-23.00; dom 20, ore 9.00-21.00, a cura di: Arci Modena, Itinere, in collaborazione con: Matite, Paciugo aps, Ancescao Modena, presentazione: dom 20, ore 12.00, alla presenza dell’artista).

La mostra Il regno della quantità e i segni dei tempi riunisce Nanni Balestrini, María Magdalena Campos-Pons, Gianluigi Colin, Kings e Pino Pascali, artisti che si muovono nel regno della quantità tramite le proprie opere, frammentando e dissolvendo, da perfetti interpreti del loro tempo, un arco storico che va dalla seconda metà del Novecento ai primi anni Duemila.

L’arte che praticano non viene esercitata in un ambito chiuso e autoreferenziale, bensì profondamente intrecciata con l’attività umana, tramite un caos creativo vissuto e formalizzato in modalità solo apparentemente distanti, l’astrazione e l’indagine verbo visuale (Modena, Metronom, ven 18, ore 11.00-21.00, sab 19, ore 11.00-20.00, dom 20, ore 11.00-19.00, curatrice: Marcella Manni, a cura di: Metronom).

Il concerto Anni ruggenti. L’America a tutto volume propone un percorso dedicato alle avanguardie musicali statunitensi degli anni Trenta del Novecento, mettendo in dialogo temi teorici con le esperienze artistiche che hanno determinato la nascita di una nuova cultura musicale d’oltreoceano. A una riflessione dell’ingegnere Davide Bigoni sul concetto di caos nella fisica matematica e nel suo rapporto con la nuova poetica delle avanguardie americane, segue l’esecuzione di musiche di Aaron Copland e Samuel Barber, due fra i principali protagonisti della musica americana del Novecento. Sul palco l’Orchestra del Conservatorio Luciano Pavarotti diretta da Matteo Parmeggiani (Modena, Chiesa della Madonna del Voto, ven 18, ore 20.30, con: Davide Bigoni, a cura di: Conservatorio di Musica di Modena e Carpi Luciano Pavarotti).

Invivavoce. La voce del corpo è il progetto promosso da Gazzetta di Modena e Centro Sportivo Italiano che mette al centro le ragazze e i ragazzi delle scuole superiori modenesi e il loro bisogno di esprimersi, confrontarsi e raccontarsi. Attraverso teatro, musica e danza, lo spettacolo dà voce alle loro esperienze, trasformando emozioni, fragilità, desideri e domande in un racconto collettivo autentico e coinvolgente. Punto d’arrivo di un percorso sviluppato durante l’anno scolastico all’interno delle classi di diversi istituti, invita il pubblico a riflettere sull’identità, sulla crescita personale e sul rapporto con il proprio corpo (Modena, Teatro Storchi, ven 18, ore 20.30, ideazione: Davide Berti, coordinamento artistico e logistico: Marika Minghetti, consulenza psicopedagogica: Francesca Scalise, direzione musicale: Gustavo Savino, regia: Paola Ducci, a cura di: Gazzetta di Modena, in collaborazione con: CSI – Centro Sportivo Italiano di Modena).

Nel Medioevo, le Mappae Mundi non servivano semplicemente a rappresentare lo spazio geografico, ma costituivano vere e proprie immagini del mondo capaci di raccogliere conoscenze storiche, credenze religiose, elementi naturali, figure mitologiche e creature fantastiche in un unico grande disegno del cosmo. Mappa Mutantis Mundi. Ibridi e popoli favolosi tra cosmografia medievale e immaginazione d’artista mette in dialogo il lavoro di Karin Andersen con le 29 creature fantastiche e i popoli favolosi scolpiti sulla Cattedrale di Modena, prendendo ispirazione proprio dalle antiche cosmografie medievali e realizzando una personale Mappa Mundi contemporanea, in cui figure ibride e nuove forme di convivenza tra esseri viventi diventano occasione per riflettere sull’interdipendenza tra natura, ambiente e fragilità degli equilibri che sostengono il mondo contemporaneo (Modena, Musei del Duomo – Sito Patrimonio Mondiale di Modena, ven 18, ore 10.00-18.00, sab 19 e dom 20, ore 10.00-19.00, a cura di: Musei del Duomo, in collaborazione con: Ricognizioni sull’arte, Cichinobrigante, presentazione: ven 18, ore 16.30, alla presenza dell’artista).

Alla mostra sono collegati tre laboratori per ragazzi. Qui e altrove. Mappare il caos contemporaneo è un laboratorio creativo che invita i partecipanti dai 14 anni in su a realizzare una personale cartografia del presente attraverso linguaggi figurativi e spazi di scrittura. Costruendo geografie individuali, esperienza personale e dimensione collettiva, ciascuno viene chiamato a elaborare una propria interpretazione del mondo contemporaneo e a collocare infine uno dei siti appartenenti alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, riflettendo sul valore della conoscenza reciproca come condizione per riscoprirsi comunità e costruire relazioni di pace (Modena, Musei del Duomo – Sito Patrimonio Mondiale di Modena, sab 19, ore 15.00, a cura di: Musei del Duomo di Modena, Ufficio Patrimonio Mondiale di Modena – Museo Civico di Modena).

Inventare il mondo. Un disordine meraviglioso invita ragazze e ragazzi dagli 8 ai 13 anni a costruire una personale rappresentazione del mondo superando le consuete logiche geografiche e aprendosi alla libera immaginazione. Attraverso un percorso di invenzione visiva, la mappa diventa così uno spazio in cui collocare oggetti, esseri viventi, ambienti naturali, emozioni, sogni e tutto ci  che contribuisce a costruire una personale visione del presente (Modena, Musei del Duomo – Sito Patrimonio Mondiale di Modena, ven 18, ore 17.00, dom 20, ore 17.00, a cura di: Musei del Duomo di Modena, Ufficio Patrimonio Mondiale di Modena – Museo Civico di Modena).

Ogni cosa fuori posto. La mappa più strana del mondo trasforma invece il LaboraDuomo in uno spazio di esplorazione e invenzione per bambine e bambini dai 4 ai 7 anni. Dopo una visita guidata, i partecipanti sono invitati a costruire insieme un grande planisfero collettivo, popolandolo liberamente con animali reali e fantastici, oggetti, persone, edifici, elementi naturali e tutto ci  che immaginano come parte del proprio mondo (Modena, Musei del Duomo – Sito Patrimonio Mondiale di Modena, sab 19, ore 17.00, dom 20, ore 15.00, a cura di: Musei del Duomo di Modena, Ufficio Patrimonio Mondiale di Modena – Museo Civico di Modena).

La mostra Out of Control. Pratiche trasformative tra Kinshasa e Modena mette in relazione performance, fotografia e musica africana attraverso una selezione di immagini realizzate dal collettivo KINACT, fondato da Eddy Ekete e Aude Bertrand nel 2015 a Kinshasa. Attivata attraverso una parata urbana sabato 19, si conclude il giorno successivo con una sessione di ascolto pomeridiana dedicata all’album musicale del collettivo: Kinshasa in Action. (Modena, Studio Tape, ven 18-dom 20, ore 11.00-21.00, curatrice: Chiara Ascari, a cura di: Möninga OdV, in collaborazione con: Mondo Barrio APS, Studio Tape, Vuoto, inaugurazione: ven 18, ore 18.00 alla presenza della curatrice).

Parallelamente alla mostra, la performance Out of Control. Parata urbana, guidata da Manu Ange, fondatore di AKWABA Festival attraversa il centro storico di Modena partendo da Studio Tape (via Carteria 60), percorrendo via Emilia, Piazza Grande e ritornando al punto di partenza. Ispirata alle sonorità africane tradizionali e contemporanee, la parata mette in movimento il pubblico attraverso percussioni, canti e poliritmie africane e coreografie di ballerini, trasformando temporaneamente lo spazio urbano in un luogo di incontro, aggregazione e ascolto condiviso (Modena, partenza da Studio Tape, sab 19, ore 19.00, a cura di: Möninga OdV, in collaborazione con: Mondo Barrio APS, Studio Tape, Vuoto).

Stati di alterazione. L’orlo del caos è una rassegna cinematografica che racconta i processi di cambiamento che attraversano il presente, osservandone le ricadute sul piano personale, sociale, politico, scientifico e ambientale. Attraverso una selezione di film dedicata alle trasformazioni in 30 corso nel mondo contemporaneo, il percorso invita il pubblico a riflettere su come crisi, mutamenti e ridefinizione degli equilibri collettivi possano diventare strumenti attraverso cui immaginare nuovi modi di abitare il presente e costruire il futuro (Modena, Sala Truffaut, ven 18-dom 20; Film di Stato di Roland Sejko, ven 18, ore 19.00; E.1027 – Eileen Gray e la casa sul mare di Beatrice Minger e Christoph Schaub, ven 18, ore 21.15; Il castello indistruttibile di Danny Biancardi, Virginia Nardelli e Stefano La Rosa, sab 19, ore 19.30; The brink of dreams di Ayman El Amir e Nada Riyadh, sab 19, ore 21.15; The lunch – a letter to America di Gianluca Vassallo, dom 20, ore 18.30; The encampments di Michael T. Workman e Kei Pritsker, dom 20, ore 20.30; curatore: Alberto Morsiani, a cura di: Cinema Truffaut APS).

Le forme del Caos è un’installazione di Drew Nori che trasforma le vetrine storiche della Boutique Giusti in Piazza Grande in uno spazio di osservazione e pensiero visivo aperto al pubblico. Nel corso di tutta la manifestazione, il negozio diventa il contesto di un dialogo inedito tra patrimonio storico, decorazione urbana e ricerca artistica contemporanea, offrendo ai visitatori un’esperienza che dimostra concretamente come anche i luoghi davanti a cui passano quotidianamente possano diventare parte attiva di un’esperienza culturale condivisa (Modena, Boutique Giusti Art Hub, ven 18-dom 20, non stop, a cura di: Acetaia Giusti).

Paesaggi del caos è una mostra che nasce dall’idea del caos come soglia psichica: uno spazio intermedio in cui l’ordine perde progressivamente consistenza senza che una nuova forma sia ancora emersa, attraversando il confine fra caos reversibile e caos irreversibile. Daniela Radighieri propone una riflessione su questi stati liminali, esplorando il momento in cui ordine e disordine sembrano temporaneamente confondersi prima di una possibile riorganizzazione. Il progetto è accompagnato dalla musica originale di Pietro Zironi (Seminario Metropolitano – Chiostro, Modena, ven 18 e sab 19, ore 9.00-23.00; dom 20, ore 9.00-21.00).

Il lavoro di Guido Gazzilli prende forma a partire da una riflessione sul rapporto tra crisi personale, memoria e possibilità di ricostruzione. La mostra Cara foresta presenta il progetto artistico nato inizialmente come libro d’artista e successivamente sviluppato in un percorso espositivo articolato in 150 fotografie. Attraverso immagini realizzate mediante tecniche sperimentali e processi che consentono agli elementi naturali di lasciare tracce dirette sul materiale fotografico, l’esposizione restituisce il lungo lavoro di immersione fisica ed emotiva nel paesaggio boschivo da cui prende origine l’intera ricerca (Modena, Unsocial Studio Gallery, ven 18–dom 20, ven 18 e sab 19, ore 10.00-23.00, dom 20, ore 10.00-19.00, a cura di: Unsocial Studio Gallery, presentazione: ven 18, ore 18.00 alla presenza dell’artista).

Il confronto con la materia coincide spesso con l’esplorazione di processi di trasformazione in cui forma, memoria e tempo si intrecciano continuamente. La mostra di Silvia Guberti, Armonie del magma. Opere inedite, presenta opere inedite articolate attorno a due nuclei centrali della ricerca dell’artista. Da una parte, la serie delle Impronte esplora attraverso la materia ceramica i processi di impressione e generazione della forma; dall’altra, la serie dei Libri sviluppa una riflessione sul rapporto tra memoria culturale, storia e scrittura, riportando l’attenzione verso forme essenziali e originarie del linguaggio (Modena, Grandezze & Meraviglie, ven 18, ore 10.00-23.00, sab 19, ore 10.00-19.00, dom 20, ore 10.00-17.00, curatori: Enrico Bellei, Luciano Rivi, Elisabetta Sirotti, a cura di: Grandezze & Meraviglie – XXIX Festival Musicale Estense, Mediateca di Grandezze & Meraviglie, presentazione: ven 18, ore 11.00).

La memoria non coincide semplicemente con la conservazione del passato, ma con un processo continuo di trasformazione attraverso cui esperienze, immagini e ricordi vengono rielaborati e assumono progressivamente nuovi significati. La mostra Erinnerung. La memoria si fa materia nasce dalla collaborazione tra Francesco Zelotti e Nevena Ivanovic Guagliumi e sviluppa un lavoro costruito sull’incontro tra fotografia e pittura. I pigmenti fotografici degli scatti di Zelotti vengono trasferiti chimicamente e incorporati nella materia pittorica di Ivanovic, dando origine a opere in cui immagine e superficie si fondono in un unico processo di stratificazione (Carpi, Palazzo dei Pio – Sala ex Poste, ven 18-dom 20, ven e sab, ore 10.00-23.00, dom, ore 10.00-20.00, 31 presentazione: sab 19, ore 18.30, alla presenza degli artisti, con performance musicale live di OVERMATEZ).

Come in un mosaico composto da frammenti differenti, Mosaico d’amore con difetto. L’equilibrio instabile delle relazioni affettive intreccia una serie di storie in cui uomini e donne si confrontano nel tentativo di ritrovare un’unità continuamente messa in discussione. Attraverso situazioni che attraversano la coppia, la famiglia, il matrimonio e le relazioni clandestine, lo spettacolo mette in scena conflitti, ossessioni e difficoltà di comunicazione, mostrando quanto il ribaltamento dell’ordine abituale possa rivelare aspetti inattesi della vita affettiva e della complessità dei rapporti umani (Palazzo dei Pio – Sala delle Vedute, Carpi, ven 18, ore 21.00 e sab 19, ore 21.30, coordinamento: Gigi Tapella, Sara Gozzi, a cura di: Teatro Comunale di Carpi – Laboratori Fare Teatro, in collaborazione con: Musei di Palazzo dei Pio, Associazione culturale Falso Loco).

Ispirato a Dolore minimo di Giovanna Cristina Vivinetto, Eppure sembra normale. Una storia sui generis affronta il tema dell’identità di genere attraverso le storie di diversi personaggi, mettendo in scena esperienze segnate da domande, trasformazioni e forme di vulnerabilità nel confronto con una società ancora fortemente legata a definizioni rigide. La musica dal vivo accompagna costantemente le voci narranti, intrecciando momenti di profondità poetica, leggerezza, ironia, memorie e confessioni all’interno di una narrazione che costruisce uno spazio di ascolto e riflessione condivisa (Palazzo dei Pio – Sala delle Vedute, Carpi, dom 20, ore 17.30, interpretazione e regia: Barbara Corradini, drammaturgia Matilde Sofia Callegari, al pianoforte: Laura Elmi, a cura di: VivereDonna APS – Centro antiviolenza Terre d’Argine).

Il laboratorio Metamorfosi nel caos. Undici voci raccontano la migrazione come caos e speranza coinvolge undici persone che frequentano i corsi di italiano per persone con background migratorio, e che propongono testi autobiografici scritti con l’ausilio delle e degli insegnanti. Attraverso storie familiari e percorsi migratori, gli elaborati racconteranno i momenti di sofferenza che hanno segnato per chi ha dovuto lasciare il proprio Paese, ma anche la forza generatrice della speranza di un nuovo inizio e di un futuro immaginato e atteso per sé e per i propri cari (Modena, Palazzo Comunale – Sala del Consiglio Comunale, ven 18, ore 18.00, coordinamento: Luigi Pedroni, a cura di: Tavolo Lingua – Programma Modena Città Interculturale).

Effetto ginestra. Come fiorire senza autosabotarsi è un laboratorio esperienziale che intreccia filosofia pratica, psicologia relazionale e attività di gruppo per esplorare il tema dell’autosabotaggio e del rapporto con gli altri. Il percorso si articola in un gioco di ruolo filosofico dedicato alle esperienze del blocco, della resa e della fioritura; in esercizi con le “Carte Caos”, pensati per mettere in discussione alcune certezze individuali e scoprire davvero chi ci sta accanto; e in un momento conclusivo di riflessione condivisa, nel quale l’altro viene riconosciuto non come ostacolo, ma come possibile risorsa di crescita personale e collettiva (La Saletta Fondazione CR Carpi, Carpi, ven 18, ore 15.00–20.00; sab 19, ore 10.00–23.00; dom 20, ore 10.00–20.00, a cura di: Fondazione Casa del Volontariato di Carpi – Casa della Felicità).

Il laboratorio Elaborare il caos. Lutto e rigenerazione in una pratica di scrittura rappresenta uno spazio protetto che permette di sostare nella complessità, avendo l’obiettivo di indagare il processo rigenerativo dell’esperienza del lutto tramite esercizi di scrittura creativa e giochi narrativi. I partecipanti vengono guidati in un percorso di riflessione ed esplorazione del caos e della dimensione dell’incolto, chiedendo – anche a chi non scrive abitualmente – di scoprire come la scrittura possa trasformare la creatività in una risorsa che consenta di analizzare il dolore per stare nel caos con amorevolezza, verso di sé e verso gli altri (Modena, Conservatorio di Musica di Modena e Carpi “Luciano Pavarotti” – Auditorium Ghiaurov, ven 18, ore 15.00, sab 19, ore 10.00, a cura di: Fondazione ANT Franco Pannuti ETS).

Forme diverse di disorientamento possono emergere in vari momenti della vita, modificando il rapporto con il corpo, con gli altri e con la percezione di sé. Abitare il caos mette in dialogo le due esperienze professionali di Ersilia Sarrecchia, artista e insegnante, accostando da una parte le 32 fragilità e i cambiamenti che possono accompagnare la vita adulta, dall’altra le forme espressive, i comportamenti collettivi e le dinamiche proprie dell’età adolescenziale. Attraverso un allestimento multimediale composto da opere pittoriche, scultoree e fotografiche, insieme a indistinte voci registrate e disegni raccolti durante attività laboratoriali, il percorso mostra come la pratica artistica possa diventare uno strumento capace di dare forma e visibilità a esperienze interiori complesse (Modena, Ranarossa 3.0, ven 18, ore 10.00-21.00, sab 19, ore 10.00-23.00, dom 20, ore 10.0021.00, curatrice: Elena Ascari, a cura di: Ranarossa 3.0, presentazione: ven 18, ore 18.00, alla presenza dell’artista e della curatrice).

Il laboratorio Rotture e ricomposizioni. Sfruttamento e migrazioni: un’interfaccia tra il caos e la sua ricomposizione presenta i lavori realizzati da due realtà scolastiche che affrontano tali questioni da prospettive differenti ma complementari. L’IIS F. Selmi propone una mostra nata dalle attività dedicate alla Giornata della Sostenibilità e alla Giornata della Diversità Culturale e del Dialogo, unite dal tema comune “Educare alla Pace”, approfondendo lo sfruttamento della terra, il displacement delle popolazioni, il diverso “peso” dei passaporti, la diversità culturale e le storie di chi affronta l’esperienza della migrazione. Il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Carpi (CPIA) espone invece tele realizzate da studenti accomunati da un retroterra migratorio, nelle quali tracce dinamiche, esplosioni cromatiche e segni espressivi restituiscono, attraverso il linguaggio artistico, esperienze personali di movimento, incontro e trasformazione (Modena, Complesso San Filippo Neri, ven 18, ore 11.00; sab 19, ore 11.00-13.00 e ore 17.00-19.00; dom 20, ore 11.0013.00, a cura di: Fondazione San Filippo Neri, in collaborazione con: CPIA (Carpi), IIS “F. Selmi” (Modena)).

Parallelamente, il laboratorio I minori migranti nelle comunità di accoglienza propone un percorso guidato di restituzione degli esiti delle attività sviluppate durante l’anno scolastico nell’ambito di una ricerca sociologica svolta, a cura di Filippo Iapadre e sotto la supervisione del professor Claudio Baraldi dell’Università di Modena e Reggio Emilia, presso le comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati San Filippo Neri, della Fondazione omonima, e Atlante e Argonauta del Gruppo CEIS. Nata all’interno del Dottorato Nazionale in Peace Studies e realizzata con il coinvolgimento del Comune di Modena, di educatrici ed educatori delle comunità, degli insegnanti del CPIA e della Scuola di Italiano Penny Wirton, la ricerca ha creato spazi di dialogo con e tra i minori accolti, raccogliendone contributi narrativi che vengono presentati lungo il percorso espositivo (Modena, Complesso San Filippo Neri, ven 18 e dom 20, ore 11.00-13.00; sab 19, ore 11.00-13.00 e ore 17.00-19.00, curatori: Claudio Baraldi, Filippo Iapadre, a cura di: Dipartimento di Studi linguistici – Unimore, Fondazione San Filippo Neri, in collaborazione con: Dottorato Nazionale in Peace Studies – Università La Sapienza Roma).

Lo spettacolo Finale a sorpresa. Favole giocose nate da persone con demenza per bambini di tutte le età nasce da un laboratorio ludico promosso dall’Azienda OspedalieroUniversitaria di Modena, nel quale i professionisti della Geriatria e della Neurologia, insieme ai volontari di AVO Modena e di G.P. Vecchi, hanno invitato persone con demenza a proseguire il racconto di favole note attraverso i propri ricordi. Ne sono nate storie parzialmente o completamente inedite, presentate dai professionisti dell’AOU e successivamente raccontate e “giocate” da una voce narrante, che restituisce al pubblico un’esperienza in cui la relazione e la creatività diventano parte integrante del percorso di cura (Modena, Palazzo Santa Margherita – chiostro, sab 19, ore 17.00, con: Equilibri – Andrea Ceré, Elisa Lolli, Gianluca Magnani, a cura di: Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, in collaborazione con: Unimore, Ausl Modena, Avo Modena, GP Vecchi, Biblioteche del Comune di Modena, Fondazione di Modena).

Attraverso Fuochi danzanti. Il caos esistenziale che aiuta a crescere, ragazze e ragazzi dagli 11 ai 16 anni sono invitati a esplorare il concetto di caos generativo, partendo dall’idea che, se il caos è l’assenza di una forma definita, l’adolescente è la materia incandescente che deve rompere i vecchi gusci infantili per dare vita a una nuova struttura. Il laboratorio dialogico e artistico intreccia momenti di confronto diretto e attività espressive, accompagnando i partecipanti a riflettere sulle proprie esperienze di cambiamento e a riconoscere le “tempeste interiori” non come errori di sistema, ma come l’energia necessaria alla propria autodeterminazione (Spazio Giovani 33 Mac’è!, Carpi, sab 19, ore 17.00, a cura di: Servizio Giovani – Sport – Benessere del Comune di Carpi, in collaborazione con: Coop.va Sociale Accento, Coop.va e Centro Sociale Papa Giovanni XXII – Reggio Emilia).

L’installazione Buum! Il caotico e stralunato mondo di ATAK invita bambini e famiglie a entrare nell’universo coloratissimo dell’albo Pirati in giardino. Attraverso grandi riproduzioni delle tavole originali e materiali espositivi, il pubblico segue una storia in cui l’esplosione di un palloncino mette in movimento una narrazione paradossale: la casa si rovescia, gli oggetti sembrano cercare un nuovo ordine e un gruppo di pirati compare all’improvviso alla ricerca di un misterioso tesoro, dando vita a un percorso ricco di dettagli, sorprese e continue occasioni di esplorazione (Carpi, Palazzo dei Pio – Sala Estense, ven 18-dom 20, ore 10.00-19.00, a cura di: Il Castello dei ragazzi, in collaborazione con: Orecchio Acerbo editore).

La lettura animata Piraten. Una ciurma in giardino accompagna invece bambine e bambini dentro il sorprendente universo immaginato da ATAK attraverso una narrazione costruita con azioni, suoni onomatopeici e continui giochi espressivi, trasformando il racconto in un’esperienza partecipata in cui sogno, ironia e immaginazione finiscono continuamente per confondersi con la realtà (Carpi, Palazzo dei Pio – Castello dei ragazzi, Torre dell’Uccelliera, sab 19, ore 11.00, ore 15.30, ore 16.30 e ore 17.30, con: Alfonso Cuccurullo, a cura di: Il Castello dei ragazzi).

In collegamento con l’installazione Buum! e la narrazione Piraten, il laboratorio Dietro l’angolo. Laboratorio caotico-creativo, partendo dal carosello di personaggi, consentirà di creare insieme una storia in un libro a soffietto pieno di sorprese, dove tutto sarà ordinato ma anche disordinato, sopra ma anche sotto, dove la storia si potrà rovesciare, aprire, capovolgere o fare esplodere in un buum! (Carpi, Palazzo dei Pio – Cortile d’Onore, sab 19 e dom 20, ore 16.00-18.30, a cura di: Il Castello dei ragazzi).

Nel suo significato originario, il termine apocalisse non indica tanto la fine del mondo, quanto un atto di rivelazione: il momento in cui ci  che era nascosto diventa visibile e un ordine apparentemente immutabile mostra un nuovo equilibrio. Il caos assume così un valore conoscitivo, prima ancora che distruttivo. Le grandi crisi, le catastrofi naturali, i conflitti e i crolli delle certezze rappresentano dunque non esperienze di dissoluzione, bensì occasioni nelle quali emergono assetti inattesi, verità sommerse e possibilità di trasformazione. L’apocalisse segna il passaggio tra un mondo che si esaurisce e uno che inizia a prendere forma, rendendo percepibili i processi profondi che attraversano la storia, la natura e l’esperienza umana.

Le apocalissi appartengono all’immaginario religioso, artistico e filosofico, ma anche alla riflessione contemporanea sulle grandi sfide del presente. Epidemie, guerre, crisi ambientali e mutamenti tecnologici alimentano infatti narrazioni che interrogano il destino delle società e il futuro del pianeta, mostrando come ogni epoca interpreti il proprio tempo attraverso figure di fine e di rinascita. Lungi dall’esprimere soltanto un’attesa catastrofica, queste rappresentazioni invitano a riconoscere che ogni conclusione pu  coincidere con l’apertura di una possibilità inedita. Gli eventi di questa sezione accompagneranno il pubblico attraverso racconti, immagini e opere in cui il caos si manifesta come rivelazione, rendendo visibili nuovi modi di comprendere il presente e di immaginare il futuro.

L’8 settembre 1943 rappresenta l’ingresso dell’Italia in un vuoto di ordini, violenza e crisi destinato a durare fino alla Liberazione. Nella conversazione 8 settembre 1943. Il vuoto e la scelta. Dall’Armistizio alla Liberazione: i venti mesi che rifondarono il Paese, Antonio Scurati racconta le immediate conseguenze di quell’evento generativo di caos sul piano politico, istituzionale, bellico e sociale: un tempo di crisi e scelta, dal quale emersero anche i tratti del nuovo destino democratico e repubblicano dell’Italia. A conversare con Antonio Scurati è Fabio Montella, 35 componente del CdA Fondazione Fossoli e storico del Novecento. (Carpi, Campo di Fossoli, sab 19, ore 18.00, conduce: Fabio Montella, a cura di: Fondazione Fossoli).

Švejk e la Terza guerra mondiale è un reading di Andrea Pennacchi dedicato al protagonista del romanzo incompiuto di Jaroslav Hašek che, attraverso il paradosso e l’umorismo nero, smaschera le logiche insensate di ogni macchina bellica. Lo spettacolo comprende brani da Šveijk nella Seconda guerra mondiale, scritto da Bertolt Brecht nel 1943 a New York durante l’esilio imposto dalla persecuzione nazista: testo dissacrante e ricco di humour, l’attore padovano ne fa il punto di partenza per una riflessione sulla guerra e sulla necessità di esorcizzarla, alla faccia dei crescenti estimatori delle decisioni irrevocabili (Sassuolo, Piazza Garibaldi, sab 19, ore 22.00).

I Mondiali di calcio sono uno specchio deformante che riflette conflitti, speranze, illusioni, pretese e contraddizioni delle società contemporanee. Nell’anno della coppa extralarge, coerente con una geopolitica stabilmente sopra le righe, la conversazione con La Ragione di Stato, intitolata I Mondiali come volontà e rappresentazione, prende spunto dai loro meme per ampliare il discorso e comprendere perché nulla racconti meglio dei Mondiali il tentativo di trovare il bandolo di un mondo sempre più ingarbugliato e incomprensibile. Anche nelle nazioni che non si qualificano mai, come l’Italia (Sassuolo, Piazza Garibaldi, ven 18, ore 22.00).

La mostra Chaos = Flux mette in dialogo Gabriele Basilico e Giovanni Hänninen, accomunando le loro riflessioni sul caos che partono da due approcci profondamente diversi, tanto dal punto di vista generazionale quanto da quello estetico. Il celebre lavoro di Basilico su Beirut, pur catturando la devastazione della guerra civile, si distacca radicalmente dal concetto del puro caos visivo: con un metodo analitico, geometrico e quasi monumentale, immortala le macerie e l’anarchia della distruzione nel centro della capitale libanese in una “forma del vuoto” ordinata e solenne. Il lavoro di Giovanni Hänninen è invece incentrato su opere nelle quali le azioni dei singoli diventano flusso mostrandoci un racconto, al limite dell’onirico, al cui interno sono intuibili un inizio e una fine oltre che regole, abitudini e modalità d’uso di uno spazio, restituendo ordine al caos (Modena, Galleria Antonio Verolino, ven 18 e sab 19, ore 9.00-23.00, dom 20, ore 9.00-21.00, a cura di: Galleria Antonio Verolino, in collaborazione con: Archivio Gabriele Basilico).

Il laboratorio per tutti Guernica. La guerra in una nuova prospettiva, con la consulenza artistica del graphic designer Stefano Ascari, prende avvio dal capolavoro di Picasso in occasione del novantesimo anniversario dell’inizio della guerra di Spagna e del quarantesimo dell’ingresso della Spagna nell’Unione Europea. Attraverso la realizzazione di un’installazione collettiva e partecipata ispirata all’opera, i partecipanti vengono invitati a riflettere su analogie e differenze tra il passato e il presente, contribuendo a completare una riproduzione in scala di Guernica attualizzata secondo la propria interpretazione, così da porre in dialogo memoria storica e tragedie contemporanee (Modena, Galleria Europa – Europe Direct (Palazzo Comunale), ven 18 e sab 19, ore 15.15, dom 20, ore 11.30, a cura di: EUROPE DIRECT Modena, in collaborazione con: Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena).

Kamchatka! Torneo amatoriale di RisiKo! è un laboratorio aperto a tutti coloro che desiderano mettersi alla prova in una sfida dove pianificazione e caso si intrecciano continuamente. La plancia di gioco diventa così un laboratorio di geopolitica, nel quale sperimentare come la complessità del reale e l’imprevedibilità degli eventi condizionino le decisioni individuali e collettive (Sassuolo, Le Paggerie Giovani, sab 19, ore 15.00-19.00, dom 20, ore 10.00-13.00, a cura di: We Role, in collaborazione con: GenP, Uno Critico, nell’ambito del progetto Paggerie Bene Comune, promosso dall’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico in collaborazione con il Comune di Sassuolo, con il co-finanziamento di ANCI e della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale a valere sul fondo per le Politiche Giovanili per l’anno 2023).

L’arte informale nasce dalla frattura storica del secondo dopoguerra, fondata sul rifiuto della rappresentazione tradizionale e sulla centralità del gesto, della materia e della libertà compositiva: 36 attraverso superfici lacerate, segni non figurativi e sperimentazioni radicali, questo linguaggio artistico restituisce il tentativo di costruire nuove possibilità di espressione in un’epoca segnata dalla necessità di ripensare profondamente il rapporto tra arte e realtà. Nella mostra Χάος CAOS. Spazi e poetiche dell’informale viene esplorato il rapporto tra trasformazione e rinascita attraverso una selezione di opere provenienti dalla Corporate Collection di BPER, affiancate da importanti prestiti esterni. Il percorso ricostruisce la stagione dell’Informale italiano nel secondo dopoguerra e presenta il lavoro di alcuni tra i suoi principali protagonisti, come Alberto Burri, Lucio Fontana, Gastone Novelli ed Emilio Vedova (Modena, La Galleria BPER, ven 18 e sab 19, ore 9.0023.00; dom 20, ore 9.00-21.00, curatrice: Daniela Ferrari, produzione: La Galleria BPER).

Dove trema l’Asia: Taiwan tra equilibrio e caos. Viaggio geopolitico in Oriente, per capire quella parte di mondo vede dialogare Fabio Giovanardi e Vittorio Trenti in un viaggio geopolitico che prende Taiwan come punto di partenza per una più ampia analisi delle grandi tensioni che percorrono l’Asia orientale e, di conseguenza, il mondo intero. Attraverso un approfondimento dedicato ai rapporti tra Cina, Stati Uniti, tecnologia, rotte commerciali e nuovi equilibri di potere, l’incontro consente di comprendere perché ci  che accade a Taiwan rappresenti oggi uno dei nodi più sensibili della geopolitica mondiale (Modena, Piazza Sant’Agostino, sab 19, ore 19.30, a cura di: Risonanza APS, in collaborazione con: Il mondo intorno a noi).

Srebrenica rappresenta una delle pagine più drammatiche della storia europea contemporanea. A come Srebrenica. Un genocidio nel cuore d’Europa è uno spettacolo teatrale scritto e interpretato da Roberta Biagiarelli, rappresentato dal 1998 in Italia e all’estero, che ricostruisce la vicenda di Srebrenica intrecciando ricostruzione storica e testimonianza personale. Attraverso il linguaggio del monologo, l’evento riporta al centro una tragedia di cui l’Europa fu spettatrice sostanzialmente inerme, trasformando la memoria di quei fatti in una riflessione sul valore della responsabilità storica e sulla necessità di non lasciare che il passato venga consegnato all’indifferenza o all’oblio (Modena, Fondazione Collegio San Carlo – Teatro, sab 19, ore 21.00, testi: Giovanna Giovannozzi, Roberta Biagiarelli, Simona Gonella, regia: Simona Gonella, maestro d’ispirazione: Luca Rastello, a cura di: Babelia & C. – progetti culturali, produzione: Babelia & C. – progetti culturali).

Pain/Less è una videoinstallazione site-specific di Federico Baracchi e Saverio Bari che immagina uno scenario distopico in cui un contagio metafisico genera una condizione di anedonia diffusa, privando progressivamente gli individui della capacità di provare piacere e innescando conseguenze sociali tanto imprevedibili quanto difficilmente controllabili. Attraverso questo scenario estremo, l’opera invita a riflettere sulla fragilità degli equilibri che regolano la vita collettiva e sugli effetti profondi che una crisi sistemica pu  produrre sull’esperienza umana contemporanea (Modena, Complesso San Paolo – Sala del Leccio, ven 18 e sab 19, ore 10.00-20.00, dom 20, ore 10.00-19.00, presentazione: ven 18, ore 18.30 alla presenza degli autori).

È fragile l’equilibrio degli ambienti che troviamo più familiari: quando l’ingranaggio si inceppa – che sia per un ingorgo infinito, la stretta convivenza o un banale fischio al naso – l’ordine precostituito collassa e resta solo l’istinto. Geometrie del collasso. Cinema sull’orlo di una crisi di nervi è una rassegna cinematografica che, con lo sguardo anatomico di una moderna Commedia umana, osserva le vite brulicanti in microcosmi che riflettono vizi e gerarchie dell’intero corpo sociale (Carpi, Biblioteca multimediale Arturo Loria – Auditorium; L’ingorgo. Black-out in autostrada, di Luigi Comencini, ven 18, ore 21.00; Il fischio al naso, di Ugo Tognazzi, sab 19, ore 21.00; High-Rise: la rivolta, di Ben Wheatley, dom 20, ore 18.00; curatore: Emiliano Schirosi, a cura di: Biblioteca multimediale A. Loria).

La conversazione Africa: il caos dell’aiuto internazionale. Esperienze di resistenza e di trasformazione vede dialogare Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas, impegnato nella formazione sul campo e nelle azioni di aiuto multilaterale, e don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, per offrire uno sguardo diretto sulle sfide che caratterizzano oggi la cooperazione internazionale. Attraverso esperienze concrete maturate in diversi contesti africani, l’incontro approfondisce le contraddizioni e le crisi che attraversano il presente, raccontando 37 insieme come il lavoro del cooperante, del ricercatore e del formatore venga continuamente trasformato dall’incontro con territori, comunità e situazioni che interrogano profondamente il nostro modo di intendere solidarietà, responsabilità e futuro condiviso (Modena, Chiesa di San Carlo, sab 19, ore 20.30, a cura di: Medici con l’Africa Cuamm).

Disaster Law. Governare il caos nelle situazioni di emergenza è un laboratorio che propone un percorso esperienziale della Croce Rossa Italiana dedicato alla gestione dell’emergenza, al primo soccorso e ai principi del Diritto Internazionale Umanitario. Attraverso un gioco di ruolo immersivo, i partecipanti affrontano scenari progressivi che simulano una catastrofe naturale, una situazione di conflitto e la successiva fase di preparazione all’emergenza, fino a una riflessione conclusiva sul significato della sicurezza e della resilienza individuale e comunitaria. Il percorso comprende inoltre un laboratorio per bambini e ragazzi dedicato ai cambiamenti climatici, con semplici esperimenti scientifici (Croce Rossa Italiana – Comitato di Carpi, Giardino della Pieve (ex Pretura), Carpi, sab 19, ore 11.00–13.00 e 16.00–19.00; dom 20, ore 10.00–12.00, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Carpi).

Guerre, epidemie, catastrofi naturali e situazioni di grave emergenza sanitaria impongono ogni giorno interventi rapidi in contesti segnati da scarsità di risorse, instabilità e forte vulnerabilità delle popolazioni coinvolte. Luce nelle tenebre. La difesa dei valori nel disordine globale è un laboratorio che si sviluppa attorno alla mostra fotografica immersiva Oltre i confini, attraverso immagini, testimonianze, laboratori e incontri guidati dai volontari di Medici Senza Frontiere, per comprendere come operano le missioni sul campo, quali principi guidano le scelte dell’organizzazione e quali strumenti permettono di portare assistenza sanitaria e sostegno alle popolazioni coinvolte nelle emergenze internazionali (Complesso San Filippo Neri – cortile coperto, Modena, ven 18, ore 16.00-19.00; sab 19 e dom 20, ore 9.30-19.00, a cura di: Medici Senza Frontiere).

Nella tradizione biblica, il diluvio universale rappresenta uno dei racconti più radicali attraverso cui viene messa in scena la fragilità dell’ordine del mondo e la possibilità sempre presente di una sua improvvisa dissoluzione. Il concerto Il Diluvio universale (1682). Dialogo a cinque voci e strumenti propone il dialogo sacro seicentesco di Michelangelo Falvetti, articolato in quattro quadri — In Cielo, In Terra, Il Diluvio, L’Arca di Noè — la cui scrittura musicale accompagna progressivamente il precipitare della creazione verso uno stato di turbolenza originaria, fino alla comparsa finale della colomba con il ramoscello d’ulivo, segno della pace ritrovata. L’allestimento restituisce pienamente il carattere teatrale dell’opera attraverso una stretta integrazione tra musica, canto e movimento scenico (Modena, Chiesa di Sant’Agostino, sab 19, ore 20.30, con: Soli, Coro ed Ensemble strumentale Crescere in Musica, Sergio Gasparella, direzione, Alberto Allegrezza, preparazione scenica e gestuale, Bernd Niedecken, coreografia e danza, a cura di: Grandezze & Meraviglie – XXIX Festival Musicale Estense).

In dialogo con la mostra, il reading Rompere gli argini. La comunità e le esondazioni del Secchia propone un percorso teatrale e narrativo dedicato alle rotte del Secchia tra il Seicento e i primi decenni del Novecento. Attraverso documenti originali, fotografie, filmati d’epoca, letture romanzate e spezzoni cinematografici, l’evento ricostruisce l’aspetto distruttivo e quello generativo del caos naturale, dagli interventi di emergenza alle opere di bonifica e prevenzione (Carpi, Archivio storico comunale di Carpi, Sala dei Cimieri, sab 19 e dom 20, ore 19.00, con: Simone Maretti, curatrici: Natascia Arletti, Eleonora Zanasi, a cura di: Archivi di Carpi – Archivio storico comunale e Centro di Ricerca Etnografica).

L’alluvione che nel maggio 2023 ha colpito l’Emilia-Romagna ha lasciato dietro di sé non soltanto devastazione materiale, ma anche la necessità di confrontarsi con ci  che improvvisamente era stato perduto. La mostra di Gabriele Fiolo, La nuova forma della luce. Frammenti di rinascita, nasce da un progetto realizzato attraverso la trasformazione di diapositive distrutte dall’alluvione in opere d’arte uniche. Il percorso racconta l’impatto emotivo e sociale vissuto da chi ha subito direttamente la calamità, proponendo al tempo stesso una riflessione sul cambiamento climatico, sul coinvolgimento della comunità locale e sulle possibilità di riutilizzo creativo dei materiali 38 danneggiati (Modena, Acetaia Malpighi Off – Show Room, ven 18 e sab 19, ore 10.00-22.00, dom 20, ore 10.00-21.00, progettazione: Barbara Cavallari Guarienti, in collaborazione con: Ottiche Creative, Acetaia Malpighi OFF e Associazione Fotografica Tempo e Diaframma APS, con il patrocinio di: Regione Emilia-Romagna, Fondazione Dozza Città d’Arte, Comune di Dozza, Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, presentazione: ven 18, ore 19.00, alla presenza dell’autore).

L’installazione di Laura Tarugi, Incertezza cosmica. Chi ha paura del cigno nero?, riflette sugli effetti di eventi improvvisi e imprevedibili, capaci di modificare radicalmente assetti che sembrano stabili, ridisegnando equilibri politici, sociali e globali. Attraverso un percorso che intreccia scultura, video e performance, il progetto mostra come ci  che appare inizialmente come una frattura inattesa possa aprire scenari nuovi, rivelando quanto i sistemi complessi siano esposti a continue trasformazioni che sfuggono a ogni possibilità di controllo assoluto (Chiostro di San Biagio nel Carmine, Modena, ven 18 e sab 19, ore 10.00-22.00; dom 20, ore 10.00-19.00, sound design di Diego Salvatori, presentazione con performance: ven 18 e sab 19, ore 21.00).

Le fiabe rappresentano da sempre uno spazio in cui paure, conflitti e tensioni profonde assumono una forma narrativa capace di rendere comprensibile ci  che, nell’esperienza umana, appare più oscuro e disordinato. Fiabe. Narrare il groviglio dell’esistente è un reading che propone una selezione di fiabe dei fratelli Grimm: affidata esclusivamente alla voce, la narrazione concentra l’attenzione sulle immagini, sulle tensioni e sugli elementi simbolici propri del racconto fiabesco, restituendo al pubblico un’esperienza di ascolto essenziale, talora inquietante, talora consolatoria (Modena, Università per la Terza Età di Modena APS, ven 18, ore 21.00, regia: Davide Bulgarelli, a cura di: Università per la Terza Età di Modena APS).

Attraverso esperienze ludiche ed esplorazioni creative, i giovanissimi scoprono che il caos non è semplice disordine, ma una straordinaria condizione generativa ed energia trasformativa. Da venerdì 18 a domenica 20 settembre laboratori, narrazioni, spettacoli e installazioni animeranno il programma pensato per bambini e ragazzi alla ventiseiesima edizione del festivalfilosofia

Come si trasforma l’indeterminazione in una nuova scoperta? In che modo le regole si possono rinegoziare per costruire nuovi equilibri? E come si affrontano le “tempeste interiori” che accompagnano la crescita? Questi sono alcuni degli interrogativi al centro delle attività che il festivalfilosofia propone ai più giovani, per accompagnarli nella comprensione del mondo contemporaneo e dei suoi continui mutamenti.

Ai Musei del Duomo, il laboratorio Inventare il mondo. Un disordine meraviglioso invita le ragazze e i ragazzi dagli 8 ai 13 anni a costruire una personale rappresentazione del mondo, superando le convenzioni geografiche per dare spazio alla libera immaginazione. Attraverso un originale percorso di invenzione visiva, la mappa si trasforma in uno spazio in cui poter collocare oggetti, esseri viventi, emozioni e sogni (Modena, Musei del Duomo – Sito Patrimonio Mondiale di Modena, ven 18, ore 17.00, dom 20, ore 17.00, a cura di: Musei del Duomo di Modena, Ufficio Patrimonio Mondiale di Modena – Museo Civico di Modena).

Sempre ai Musei del Duomo, per i più piccoli, dai 4 ai 7 anni, il LaboraDuomo diventa uno spazio di libera invenzione con Ogni cosa fuori posto. La mappa più strana del mondo, dove bambine e bambini costruiranno insieme un grande planisfero collettivo, popolandolo senza vincoli con animali reali e fantastici (sab 19, ore 17.00, dom 20, ore 15.00, a cura di: Musei del Duomo di Modena, Museo Civico di Modena). 

In collegamento con la mostra Pinocchio a rotta di collo. Metamorfosi di un burattino, realizzata in occasione del bicentenario della nascita di Collodi, il laboratorio Quanti Pinocchi! invita ogni partecipante a realizzare una pagina di fumetto, un’illustrazione o un piccolo flipbook per 39 rappresentare un’azione in movimento. La lavorazione avrà un carattere dialogico: l’opera di Collodi e i contenuti della mostra verranno approfonditi e raccontati a partire dalle suggestioni e dalle riflessioni nate durante l’attività (Modena, Fondazione Ago – Palazzo Santa Margherita, Museo della Figurina, sab 19, ore 10.00-12.00 e 15.00-18.00, produzione: Fondazione Ago, a cura di: Associazione Hamelin).

Il Palazzo dei Musei propone invece Diventare bambini, un laboratorio di gioco, teatro e movimento per esplorare la mostra Buoni di cuore, sventati di testa: si tratta di un percorso dinamico in cui i bambini dai 6 agli 11 anni reinterpretano attivamente le avventure di Pinocchio e Don Chisciotte (Modena, Palazzo dei Musei – Museo Civico, sab 19 e dom 20, ore 11.00, con: Collettivo Amigdala, a cura di: Museo Civico di Modena). La Biblioteca civica Antonio Delfini arricchisce il programma con lo spettacolo California: un’avventura in biblioteca dove il caos diventa gioco; uno spettacolo immersivo e itinerante in cui le storie di paura raccontate da quattro surfisti prendono vita, trasformando la biblioteca in uno spazio di smarrimento e meraviglia per i bambini dai 7 agli 11 anni (Chiostro e Sala conferenze di Palazzo Santa Margherita, Modena, dom 20, ore 16.00 e 17.45).

Negli eventi in programma a Carpi, l’estetica dell’errore e le logiche dell’imprevisto diventano grandi protagoniste. Il Palazzo dei Pio accoglie le famiglie con Buum! Il caotico e stralunato mondo di ATAK, un’installazione imperdibile che rovescia letteralmente le regole della casa, introducendo un gruppo di pirati in cerca di un misterioso tesoro (Sala Estense, ven 18-dom 20, ore 10.00-19.00, a cura di: Il Castello dei ragazzi, in collaborazione con: Orecchio Acerbo editore). Ad accompagnare l’installazione ci sono la lettura animata Piraten. Una ciurma in giardino, esperienza partecipata tra suoni onomatopeici e continui giochi espressivi (Palazzo dei Pio – Castello dei ragazzi, Torre dell’Uccelliera, sab 19, ore 11.00, ore 15.30, ore 16.30 e ore 17.30, con: Alfonso Cuccurullo, a cura di: Il Castello dei ragazzi), e il laboratorio caotico-creativo Dietro l’angolo, ideato per creare collettivamente un libro a soffietto che si pu  rovesciare o far esplodere (Cortile d’Onore, sab 19 e dom 20, ore 16.00-18.30, a cura di: Il Castello dei ragazzi). I laboratori creativi e sensoriali offrono ulteriori spunti: Non è confusione è un laboratorio artistico di acquerello che permette ai bambini di sperimentare l’incontro pittorico tra il rosso e il blu ispirandosi alla Genesi (Palazzo dei Pio – Castello dei ragazzi, Biblioteca Il falco magico, ven 18, ore 17.00, con: Alberta Pellacani – staff Castello dei ragazzi, a cura di: Il Castello dei ragazzi), mentre Caos naturali. Forme ordinate e disordinate in natura guida i partecipanti all’osservazione di frammenti naturali al microscopio (Centro Bambini e Famiglie Scubidù, sab 19, ore 9.45-10.45 e 11.00-12.00). La manipolazione della materia è al centro di Impronte nel caos. Argilla e dintorni, dove i gesti delle mani trasformano materiali informi in oggetti dotati di una propria riconoscibilità (Carpi, Centro Bambini e Famiglie Scubidù, sab 19, ore 10.00-11.00 e ore 11.00-12.00). Anche lo sbaglio accidentale diventa una risorsa in Fuori di-segno. L’errore come possibilità creativa, laboratorio in cui un semplice pezzetto di carta attaccato per errore si trasforma nell’opportunità di costruire nuove immagini (Sede del Consiglio dei Ragazzi, sab 19, ore 15.00-16.30 e ore 17.00-18.30, con: Daniela Magodi, a cura di: Consiglio dei Ragazzi). Per i ragazzi più grandi, la sfida si accende invece con Missione imprevisto. Club per menti disordinate, entusiasmante attività per ragazzi dai 10 ai 13 anni in cui una missione collettiva viene continuamente ostacolata da deviazioni improvvise (Palazzo dei Pio – Castello dei ragazzi, sab 19 e dom 20, ore 16.00), e con Fuochi danzanti. Il caos esistenziale che aiuta a crescere, percorso dialogico e artistico in cui gli adolescenti riflettono sulle proprie tempeste interiori per trasformarle in energia per la propria autodeterminazione (Spazio Giovani Mac’è!, sab 19, ore 17.00, a cura di: Servizio Giovani – Sport – Benessere del Comune di Carpi, in collaborazione con: Coop.va Sociale Accento, Coop.va e Centro Sociale Papa Giovanni XXII – Reggio Emilia). A completare la vasta offerta carpigiana, il percorso esperienziale Disaster Law. Governare il caos nelle situazioni di emergenza propone un intenso gioco 40 di ruolo immersivo per affrontare scenari legati a catastrofi naturali e conflitti (Croce Rossa Italiana – Comitato di Carpi, Giardino della Pieve (ex Pretura), Carpi, sab 19, ore 11.00–13.00 e 16.00–19.00; dom 20, ore 10.00–12.00, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Carpi).

A Sassuolo, i misteri dell’universo si fondono con l’esperienza tattile del disordine. Alla Biblioteca dei ragazzi Leontine di Villa Giacobazzi, Esploratori del clima porta i bambini dai 5 ai 12 anni alla scoperta dei fenomeni atmosferici tramite esperimenti coinvolgenti, analizzando gli strumenti meteo insieme all’Osservatorio Geofisico di Modena (ven 18, ore 16.30 e ore 17.30). Sempre in tema atmosferico, Nuvolario. Atlante delle nuvole invita i piccoli dai 5 anni a compilare un personale taccuino coniugando osservazione scientifica e pensiero divergente (sab 19, ore 11.00 e ore 16.00), mentre Quando il cielo si scompiglia, lettura teatralizzata che parte da una selezione di albi illustrati dedicati al cielo e alle sue trasformazioni, dimostra che il disordine del cielo pu  aprire spazi di infinita meraviglia (sab 19, ore 18.00). L’esplorazione si spinge fino al cosmo profondo con Le forme meravigliose dell’universo: un viaggio tra le stelle, un’avventura per bambini dai 6 ai 10 anni che unisce il riconoscimento delle costellazioni alla suggestione di un vero planetario portatile (dom 20, ore 11.00 e ore 17.00). Nel vicino Parco Vistarino, le rigide regole quotidiane vengono felicemente sospese grazie a due iniziative. Disordiniamo! Il mondo a rovescio offre a famiglie e bambini l’occasione di camminare scalzi, sporcarsi, urlare e scoprire il lato liberatorio del caos (sab 19 e dom 20, ore 9.30-12.30 e 15.0019.00, a cura di: Centro per le Famiglie Distretto Ceramico). Infine, Ci vorrebbe un folletto! Dove l’ordine si incrina e il caos accoglie utilizza i giochi ispirati a queste figure dispettose per rivelare nuove e inattese forme di ascolto e convivenza comunitaria (Sassuolo, Villa Giacobazzi – portico vetrato e area limitrofa, sab 19 e dom 20, ore 9.30-12.30 e 15.00-19.00, a cura di: Ufficio di Piano – Unione dei Comuni del Distretto Ceramico e CSV Terre Estensi ODV).

Non c’è festival senza la tradizionale cucina filosofica. Il progetto, nato con la  prima edizione da un’idea del filosofo e gourmet Tullio Gregory, propone un percorso gastronomico in otto menu, che declinano il tema della manifestazione e verranno serviti per tre giorni negli oltre cinquanta ristoranti ed enoteche di Modena, Carpi e Sassuolo aderenti all’iniziativa. Tradizione, ironia e buona cucina ispirano anche la “razionsufficiente”, il cestino del festival per pranzare e cenare a prezzi contenuti. All’ospitalità della buona tavola nelle tre città si affianca anche quelle delle strutture alberghiere e dei servizi di trasporto.

Sono otto i menu filosofici di questa ventiseiesima edizione del festivalfilosofia, ricavati e creati legando il tema “caos” ai piatti della tradizione gastronomica modenese, proseguendo il progetto di cucina filosofica nato nel 2001 da un’idea di Tullio Gregory. Fin dalla prima edizione, venticinque anni fa, il noto gourmet e indimenticabile membro del Comitato scientifico del festivalfilosofia aveva messo a punto questa occasione di convivialità partendo dalla consapevolezza che la cucina è un “fatto culturale” e la tavola un luogo d’incontro. Da allora tutti i piatti di questi menu sono realizzati con prodotti tipici del territorio, per valorizzare la tradizione gastronomica modenese, e vengono proposti da ristoranti ed enoteche delle tre città del festival: la campagna di adesioni è ancora in corso (in calce gli otto menu con tutte le portate).

Non manca una soluzione veloce ed economica per pranzare e cenare, che permette di seguire 41 i ritmi delle lezioni magistrali e di assaporare piatti e prodotti tipici della provincia di Modena. È la “razionsufficiente”, cestino da asporto in vendita nei giorni del festivalfilosofia a un prezzo massimo di 10 euro; i mix culinari proposti e le quantità sono a discrezione della bottega in base alle proprie specialità legate alla tradizione culinaria modenese.  

Non solo le proposte gastronomiche, ma anche le strutture alberghiere e i servizi di trasporto favoriscono la permanenza del pubblico a Modena, Carpi e Sassuolo. Per trovare la soluzione adatta a soggiornare vicino ai luoghi legati al festival si rimanda alla sezione dedicata sul sito visitmodena.it.

Chi vuole spostarsi tra le varie sedi del festival, oltre a treni e autobus pubblici, pu  usufruire delle vantaggiose convenzioni attivate con il servizio di taxi Co.Ta.Mo che offre tariffe speciali. I taxi offrono anche tariffe convenzionate per raggiungere le strutture ricettive nei pressi degli eventi festivalieri. Costi e modalità sono consultabili sul sito del festival.

1. In principio

  • Passatelli in brodo
  • Gramigna con salsiccia 
  • Lasagne verdi
  • Torta di riso

2. Travolti da un insolito cestino

  • Cestino con gnocchini fritti e tigelle con lardo, prosciutto di Modena DOP e affettati misti
  • Verdure in pinzimonio
  • Mascarpone

3. A macchia d’olio

  • Gran fritto alla modenese di carni, verdure, frutta e crema
  • Insalata di verdure dell’orto con aceto balsamico tradizionale di Modena 
  • Zuppa inglese

4. Senza capo né coda

  • Risotto con le verze
  • Frittata di patate e porri
  • Spinaci al burro e parmigiano
  • Macedonia di frutta

5. Troppa carne al fuoco

  • Tagliatelle al ragù di anatra
  • Arrosti misti di anatra, faraona e galletto
  • Patate di Montese arrosto
  • Crostata di amarene brusche di Modena IGP 

6. Brodo primordiale

  • Tortellini in brodo 
  • Bollito misto con salse cotte e crude
  • Purè di patate
  • Salame al cioccolato 42

7. Mare magno

  • Crostini caldi con burro e acciughe
  • Spaghetti al tonno
  • Frittelle di baccalà
  • Radicchi verdi e rossi aceto balsamico tradizionale di Modena
  • Sorbetto al limone

8. Rito dionisiaco

  • Pane comune, gnocco ingrassato
  • Affettati, Parmigiano Reggiano DOP 30 mesi, formaggi dei colli modenesi
  • n°1 calice di vino scelto tra una selezione di Lambruschi DOC modenesi (Sorbara,

Castelvetro, Salamino di Santacroce e Modena) e vini bianchi modenesi (Trebbiano e Pignoletto)

Provenienti da varie regioni italiane e dall’estero riceveranno un contributo di 400 euro                                                                  

Il Consorzio per il festivalfilosofia ha deliberato l’assegnazione delle dieci borse di studio previste per l’edizione 2026, a sostegno dei giovani talenti che intendono integrare la propria formazione a contatto con i maggiori filosofi contemporanei.

Messe a disposizione per favorire la partecipazione di dottorandi, laureandi, laureati e giovani ricercatori italiani e stranieri alle lezioni della venticinquesima edizione (in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 18 al 29 settembre), le borse di studio coprono le spese di viaggio e soggiorno per un totale di 400 euro.

I vincitori annoverano laureati e laureandi, nonché dottorandi e dottori di ricerca italiani e stranieri presso Atenei in Italia e all’estero, con esperienze Erasmus e interessi di studio affini al tema “caos” esplorato quest’anno dal festivalfilosofia. I giovani talenti provengono da Abruzzo, Campania, Lombardia, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto; la loro appartenenza accademica corrente spazia dall’Università di Lovanio alla Scuola Normale Superiore di Pisa, passando per le Università di Bologna, Milano (Statale e Bicocca), Napoli, Torino, Venezia; le loro aree di interesse si estendono dalla neuroscienza alla teoria critica della società, lambendo numerose delle accezioni del “caos” cui quest’edizione del festival è dedicata.

Sono state selezionate 5 studiose e 5 studiosi, che vanno dai 20 ai 31 anni, con un’età media di 25. Le domande di borse di studio sono state, in tutto, 94, caratterizzate da un’elevata qualità e altrettanta varietà dei percorsi di studio.

Si tratta di un’iniziativa consolidata, una costante fin dalla prima edizione, che conferma la vocazione didattica del festivalfilosofia: con quelle appena assegnate, le borse erogate dal festival ammontano ora a 420.

Per assicurare la realizzazione della tre giorni filosofica, volontari dalle tre città e da fuori regione si mettono al servizio del festival, insieme agli stagisti del Liceo Sigonio.

Sono 37 tra volontari e stagisti e sono tutti gratuitamente al servizio della filosofia e del suo festival. I 26 stagisti provengono da due classi del Liceo Sigonio di Modena, Istituto che ha firmato una convenzione di stage con il Consorzio per il festivalfilosofia. Lo stage al festivalfilosofia rappresenta un’importante esperienza formativa: oltre alle lezioni in aula da parte dello staff del festival hanno seguito infatti sessioni operative preparatorie, prima di presentarsi nei tre giorni di manifestazione a ricoprire mansioni nei punti informativi e negli stand del festival. 

12 volontari, inoltre, hanno dato disponibilità per contribuire alla realizzazione della tre giorni filosofica. Tra loro, studenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia, volontari del Servizio Civile e studenti o diplomati delle scuole di Modena e provincia. Ai volontari “storici”, si sono aggiunti anche quest’anno giovani diplomati e laureati d’eccellenza che provengono dalla provincia di Modena e aree limitrofe.

La manifestazione è sostenuta da una vasta rete di istituzioni e imprese

Per realizzare il suo programma, il Consorzio per il festivalfilosofia può  contare sull’apporto dei Soci (fra i quali spicca la Fondazione di Modena) e sul consolidato supporto di un sistema di istituzioni e imprese, soprattutto territoriali, che si riconoscono nel progetto.

Resta confermato l’orientamento dei partner ad abbinarsi a una delle Lezioni magistrali in programma, situando il proprio sostegno nel cuore pulsante della manifestazione. 

I finanziatori istituzionali dell’edizione 2026 sono Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio di Modena e Confindustria Emilia Area Centro (la “Lectio Confindustria Emilia Area Centro” di Paolo Zellini dal titolo “Computazione. Efficienza o incertezza?” si terrà venerdì 18 settembre alle 18 in Piazza Grande a Modena), segnale di una forte e positiva collaborazione tra il Consorzio e i principali soggetti pubblici e privati del territorio. 

Accanto a loro opera una rete di sponsor, che assicura continuità di sostegno e vocazione progettuale comune.

Tra di essi c’è BPER Banca, nella cornice di articolate politiche di sostegno alla cultura promosse dall’Istituto bancario: la “Lectio BPER Banca” sarà tenuta da Salvatore Natoli, sul tema “Caoscosmos. Dinamiche della trasformazione”, sabato 19 settembre alle 11.30 in Piazza Grande a Modena.

Della rete fa parte anche Coop Alleanza 3.0, da sempre impegnata a promuovere un consumo rispettoso e solidale, che si abbinerà alla “Lectio Coopa Alleanza 3.0” di Anna Maria Lorusso, “Forma e indeterminazione. Il falso ordine del complottismo”, in programma domenica 20 settembre alle ore 18 in Piazza Grande a Modena.

Altro sponsor del festival è Gruppo Hera, tra le più importanti multiutility a livello nazionale 45 impegnata nella prospettiva di un’economia sostenibile: la “Lectio Gruppo Hera” sarà quella di Maurizio Ferraris, “Ordine nel caos. Una metafisica per il XXI secolo”, in programma sabato 19 settembre alle ore 18.00 in Piazza Grande a Modena.

Riconferma la sponsorship a sostegno dell’evento il Gruppo Aimag, che gestisce servizi nel settore energetico, idrico, ambientale e tecnologico: “Algoritmi. Le tecnologie possono gestire l’incertezza?” di Elena Esposito è la “Lectio Gruppo Aimag”, in programma sabato 19 settembre alle 11.30 in Piazza Martiri a Carpi.

Il Rotary Club Gruppo Ghirlandina si riconferma donatore del festival, abbinandosi alla lezione di Umberto Galimberti, “Lo spaesamento nell’età della tecnica e del mercato globalizzato”, in programma domenica 20 settembre alle 11.30 in Piazza Martiri a Carpi.

Gli sponsor tecnici che offriranno al festivalfilosofia i loro servizi sono Buonristoro vending group, leader nei distributori automatici, Gavioli srl, specializzata in forniture per ufficio, Unipol Sai, operante nel campo delle assicurazioni, e Piacere Modena, brand a cui aderiscono i principali consorzi di tutela delle DOP e IGP provinciali.

Diffidate di chi viene a mettere ordine. Ordinare significa sempre diventare il padrone degli altri. Denis Diderot, Supplemento al viaggio di Bougainville

La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non pu  nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati. Antonio Gramsci, Quaderni dal carcere

Gli dèi ci creano tante sorprese: l’atteso non si compie, e all’inatteso un dio apre la via. Euripide, Le Baccanti

Il conflitto è padre e re di tutte le cose. Eraclito, frammento da Sulla natura

Il bellissimo ordine dell’universo è come un mucchio di cose sparse alla ventura. Eraclito, frammento da Sulla natura

L’inevitabile non accade mai, l’inatteso sempre. J.M. Keynes, Trattato sulla probabilità

Com’è venuta la ragione nel mondo? Come è giusto che arrivasse, in un mondo irrazionale, attraverso il caso. Friedrich Nietzsche, Aurora

Il carattere complessivo del mondo è il caos per tutta l’eternità. Friedrich Nietzsche, Gaia scienza

Nell’ordine c’è qualcosa di micidiale: nulla deve vivere dove non gli è consentito. L’ordine è un piccolo 46 deserto che si è creato da sé. Elias Canetti, La provincia dell’uomo

Lo spirito di scoperta si oppone allo spirito d’ordine: ma bisogna avere il coraggio di trovarsi spesso in errore. Cesare Beccaria, Scritti filosofici e letterari

Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante. Friedrich Nietzsche, Così parlo Zarathustra

L’ordine è il piacere della ragione: ma il disordine è la delizia dell’immaginazione. Paul Claudel, La scarpina di raso

Non c’è niente di inutile in natura. Neppure l’inutilità stessa. Non si è introdotto in questo universo nulla che non vi occupi un posto opportuno. Michel de Montaigne, Saggi  

Il disordine apparente aumenta la grandiosità, poiché l’aspetto dell’ordine è altamente contrario alla nostra idea della magnificenza. Edmund Burke, Ricerca sull’origine delle idee del sublime e del bello

Il comporsi delle dissonanze in un determinato carattere non è cosa per la sola riflessione, né per il vuoto diletto. Friedrich Hölderlin, prefazione a Iperione

Questo ordine, che è identico per tutte le cose, non lo fece nessuno degli dèi né degli uomini, ma era sempre, è e sarà sempre fuoco eternamente vivo, che secondo misura si accende e secondo misura si spegne. Eraclito, frammento da Sulla natura

Bisogna sapere che il conflitto è comune, che la giustizia è contesa, e che tutto accade per contesa e necessità. Eraclito, frammento da Sulla natura

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