Baricco e la TEMPESTA SILENZIOSA, 17 GIUGNO 2026 ORE 20:47. Aderiamo anche noi all’iniziativa!

Da un progetto di Alessandro Baricco, un’occasione per sentirsi insieme

“Leggere è un gesto mite, di pace, per sé stessi e per gli altri.” A. Baricco

La citazione della settimana ci riporta ad un’attività sottovalutata eppure profondamente rivoluzionaria: leggere, leggere, leggere! 

L’idea di Alessandro Baricco è semplice e coinvolgente: leggere insieme lo stesso libro, in silenzio, partecipare a un rito laico collettivo, senza aspettarsi niente. Il progetto è stato sostenuto dall’Assessorato alla Cultura e dal coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale – ma soprattutto dalla gente. La Tempesta silenziosa sarà una lettura condivisa e diffusa per la quale, nonostante l’enorme partecipazione popolare, è impossibile prevedere il sold out

Infatti, oltre gli spazi previsti inizialmente, ossia lo Stadio Palatino, l’Ara Pacis, Villa Torlonia, il Mattatoio di Testaccio, il Teatro dell’Opera e la piazza del Campidoglio, l’iniziativa ha attirato altri trecento luoghi pubblici e privati della Città di Roma – da biblioteche e teatri sino alle pizzerie e ai condomini! – ognuno di essi pronto a diventare teatro di un reading particolarissimo e suggestivo

Il 17 giugno 2026, la lettura collettiva de “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij inizierà alle 20:47, al tramonto. L’ora è stata scelta probabilmente per rendere più naturale l’immedesimazione con il sognatore, protagonista del racconto, che confida all’amata Nasten’ka:

«C’è, amica mia Nasten’ka, c’è un’ora della giornata, che io amo molto. È l’ora in cui tutti gli affari, tutti gl’impegni e tutti i doveri finiscono; l’ora in cui tutti si affrettano a tornare a casa per il pranzo, per riposarsi, e per la strada inventano temi allegri per la sera, la notte, e tutto l’altro tempo che gli resta disponibile. In quest’ora il nostro eroe – permettetemi ancora una volta, cara Nasten’ka, di parlare in terza persona, poichè è così fastidioso, per uno che racconta, parlare di se stesso – in quest’ora il nostro eroe, che ha avuto, anche lui, affari da sbrigare, cammina come gli altri: ma una strana sensazione di piacere anima il suo viso pallido e affaticato. Egli osserva con interesse il tramonto della sera che si stende lentamente sul cielo freddo di Pietroburgo. Quando dico ‘osserva’, io mento. Egli non osserva: egli contempla vagamente…»

Alla fine, anche noi di Agorà. La filosofia in piazza abbiamo deciso di aderire idealmente all’evento, lo faremo in modo semplice, sfogliando le pagine del libro di Dostoevskij, consapevoli del fatto che le stesse pagine saranno lette in quello stesso momento da migliaia di persone. Un modo romantico per riappropriarci del tramonto, attraverso il rito gratuito e inerme della lettura: scollegati – dalla rete, dalla strumentalità, dall’utilità, dall’inerzia – eppure connessi, nella lettura, con gli altri. 

Per chi vorrà come noi partecipare a questa iniziativa lasciamo qui il link al racconto.

AP e ML (16/06/2026) per Agorasofia


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