La citazione della settimana. L’uomo medievale di Marc Bloch? No, la femmina secondo Antonio Tajani

Diverse fonti attribuiscono alla donna medievale un ruolo secondario, subordinato all’uomo in relazione alla sua natura imperfetta e inferiore, retaggio della tradizione biblica. Ecco il Libro dei buoni costumi del mercante trecentesco Paolo da Certaldo:

“La femmina è cosa molto vana e leggiera a muovere e perciò quand’ella sta senza il marito sta in grande pericolo. Se hai femmine in casa, tienile a te vicino e torna spesso a casa e provvedi ai tuoi affari e tienile in tremore e in paura tuttavia. E fa sempre che abbiano da fare in casa e non stiano mai senza far nulla, perché stare in ozio è pericoloso sia per l’uomo sia per la femmina, ma è più pericoloso per la femmina”.

Citiamo a conforto di questi pregiudizi diffusi anche i frammenti ritrovati ultimamente e attribuibili a un dotto cronachista del tempo, Antonio Tajani, che distribuiva consigli ai giovani di buona famiglia sulle modalità di scelta della sposa:

«Se dovessi dare un consiglio a mio figlio che mi chiede che ragazza mi devo sposare? Una ragazza magari affascinante? Sì certo, con una ragazza affascinante è bello sposarsi. Ma che carattere ha? E poi c’è una ragazza meno appariscente ma più affidabile, più seria, che sarà una buona madre di famiglia, che terrà fede all’amore che conferma con il matrimonio, e allora io a mio figlio dico: scegli la seconda! Perché quella che magari ti può apparire affascinante e poi ti tradisce… mmm, non va bene. Quella che magari è carina, ma è meno vistosa, però quella è una persona stabile che ti garantisce la stabilità della casa, la stabilità della famiglia. Ecco, io scelgo sempre quella carina, seria, credibile, che ti mantiene la famiglia, che sta là, che sai che dà delle risposte sempre e quando la chiami c’è.»

Certamente, queste frasi sono tanto distanti dal modo di considerare oggi la donna, la sua dignità e la sua posizione sociale, ma servono a capire quanta strada ha fatto la nostra società rispetto all’oscurantismo medievale…

Ricordiamo soltanto quanto stabilisce la nostra Costituzione, che pure data 1948, all’art. 29:

E ricordiamo anche al sornione Antonio Tajani, che pure ci fa tanta simpatia per quanto grosse le spari le cazzate quasi tutti i giorni, che, al di là del fatto che adesso sarà davvero un problema per le donne accollarsi suo figlio (classico esempio di eterogenesi dei fini), con la riforma del Codice Civile italiano non ci sono più le norme discriminatorie originarie, cioè quelle per cui la femmina doveva stare a casa a “mantenere la famiglia” e ad aspettare la chiamata dal bamboccio Tajani Junior.

Al riguardo, vale la pena rischiarare la memoria su alcune norme attuali sul diritto matrimoniale:

  • Uguaglianza nel matrimonio (Art. 143): Il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri con il matrimonio. Non esiste più alcuna gerarchia.
  • Governo della famiglia (Art. 144): I coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa.
  • Dovere di contribuzione (Art. 143): Entrambi i coniugi sono tenuti a contribuire ai bisogni della famiglia, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo. Il lavoro domestico e di cura della donna ha quindi lo stesso valore legale del lavoro retribuito.
  • Potestà genitoriale (Art. 316): La responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori di comune accordo, sostituendo la vecchia “patria potestà” che spettava solo al padre.
  • Regime patrimoniale (Art. 159): Il regime legale dei rapporti patrimoniali tra i coniugi è la comunione dei beni, introdotta nel 1975 proprio per tutelare il coniuge economicamente più debole (storicamente la donna) acquistando automaticamente la comproprietà dei beni presi dopo il matrimonio.

AP e ML (20/09/2026) per Agorasofia


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