Il mostro è nato! Il nuovissimo Decreto scuola, annunciato qualche giorno prima da Giorgia Meloni dal palco di Fenix con tanto di folla osannante pronta a spellarsi le mani, è stato partorito il 25 settembre. Un parto complicato: per ora è abbozzato, pieno di cicatrici, pare, ricolmo di correzioni, cancellature, omissioni. Eppure è lì, come un mostro, pronto a svolgere la sua funzione.
Il monstrum da sempre ammonisce, mentre svela, mostra appunto, la verità. E il diktat è chiarissimo: «tetto a stranieri nelle classi». Ottimo, così le scuole avranno finalmente un tetto e sulle teste di bambine e bambini non cadrà più la pioggia! Incredibile, ci volevano gli stranieri per sistemare le scuole?
Ma non è tutto, il Governo incalza e cavalca il cavallo di razza (arabo per l’occasione) della lotta agli islamici (alle islamiche, in verità): «via il burqa e il niqab!», chador e hijab consentiti insieme alle mascherine… fioccano corsi di formazione e post online per erudire la popolazione media sulle varianti del velo e sulla cultura islamica (non tutti i mali vengono per nuocere!).
Lercio ci ha ricamato su: «Scuola. Meloni trova una sintesi con Tajani: «usare tessuto dei veli islamici per allungare le gonne».
Poi probabilmente il generalissimo deve essere andato a ruota libera, cosa inusuale eh (sic!), azzardando la risoluzione dello schopenhaueriano dilemma, Veda, non Veda: «Fra gonna lunga e gonna corta, preferisco senza gonna», come dire, da tutti senza velo a tutti senza veli è un attimo! E il maschio italiano, virile, cisgender e mediamente patriarca in stile mediterraneo pensa che uno così il voto se lo merita (ve lo avevamo detto che avremmo rimpianto Silvio Berlusconi, che almeno le barzellette le sapeva raccontare!).
Scherziamo, certo, ma il discorso è serissimo perché noi lo sappiamo che oltre un certo punto, quando la propaganda si mescola alla visione (im)politica, a prendere il sopravvento sono le estremizzazioni discriminatorie incuranti dei diritti umani, civili, sociali. Il monstrum anticipa la sciagura, avverte il baratro.
Tolto il velo, i filosofi scoprivano la verità (ἀλήθεια, Aletheia, il non velato).
A noi rimane la Costituzione, che afferma: «La scuola è aperta a tutti».
Non ci sono asterischi (per fortuna?), postille, non ci sono se né ma.
I nostri padri e le nostre madri costituenti nel baratro vi erano sprofondati.
Al monstrum in molt* non avevano inizialmente prestato attenzione
(neanche Giovanni Giolitti, al pari di Silvio Berlusconi),
ma poi… si è svelato e ha colpito, forte, forte!
AP e ML (27/09/2026) per Agorasofia
