La lezione del 25 aprile: quando essere pacifista e antifascista era oggetto di segnalazione

Ieri, 25 aprile, abbiamo potuto stringerci la mano, dare del Lei, cantare Bella ciao, criticare il Governo, parlare a sproposito di politica e poi andare in un bar e ordinare un drink. Abbiamo potuto leggere, insieme, libri e poesie, metterci a ballare in un parco, sventolare bandiere rosse, bianche, con i colori dell’arcobaleno e dichiararci pacifisti, antifascisti.

Domani torneremo nelle classi, nelle scuole, e ancora parleremo di come la democrazia si possa trasformare in dittatura, di come i fascisti italiani e i nazisti tedeschi presero il potere decreto dopo decreto con il sostegno del sovrano italiano, nel primo caso, e del popolo, nel secondo.

Abbiamo potuto e continueremo a farlo perché il fascismo, quello fondato da Benito Mussolini, dal 25 aprile 1945 non c’è più e tutte queste cose, e altre ancora, sotto quel regime retto da razzisti, criminali e assassini non si potevano fare.

E, tuttavia, siamo anche consapevoli che non bisogna smettere di essere guardinghi perché noi lo sappiamo bene che molte persone, anche importanti, per esempio quelle che siedono tra le cariche più importanti dello Stato italiano, non ci riescono proprio a dirsi antifasciste. Altre persone, invece, come l’ex magistrata (pensate un po’!) leghista Simonetta Matone, con capriole logiche e argomentazioni a dir poco assurde, dichiarano pubblicamente senza vergogna alcuna che brucerebbero le bandiere della pace perché esse sono brandite dai violenti.

Per questo non possiamo che continuare a sperare che spiegando chiaramente quanto il fascismo sia stato dannoso per gli italiani e le italiane, dichiarandoci ogni giorno pacifisti e antifascisti, i nostri studenti e nel nostre studentesse possano prendere le distanze da chi ha fatto precipitare il nostro Paese nell’abisso della storia e dell’umanità e da siffatte nostalgie antidemocratiche.

E, allora, ringraziando una collega vicentina, vogliamo condividere un documento d’archivio del 1927, uno dei tanti dispositivi fascisti da MinCulPop che dovremmo leggere più spesso noi insegnanti nelle nostre classi per palesare cosa fu concretamente il fascismo, quale orizzonte valoriale mise in discussione con la repressione, l’intimidazione, la persecuzione…e, magari, discutere insieme ai nostri studenti e alle nostre studentesse se siamo veramente sicuri di esserne completamente usciti…

Fonte: ASVi. Sezione di Bassando del Grappa, Liceo ginnasio statale Giambattista Brocchi di Bassano del Grappa, Protocollo riservato, b. 24 fasc. 2.

Provveditorato agli Studi del Veneto
Venezia 31/08/1927 anno V°
Riservatissima

Ai Sigg. Capi d’Istituto Scuole Medie,
Ai Sigg. RR. Ispettori Scolastici della Regione

Oggetto: Federazione internazionale degli insegnanti.

L’On. Ministero dispone quanto segue:
Il Ministero degli Affari Esteri ha qui segnalato che si è costituita a Parigi una “federazione internazionale degli insegnanti medi ed elementari” di carattere pacifista, massonico ed antifascista, la cui azione tende ad estendersi anche nel nostro Paese.
Il Governo Nazionale non potrebbe naturalmente tollerare che educatori italiani dessero la loro adesione ad un movimento che sostanzialmente mira a massonizzare la scuola ed i cui fini sono in aperto contrasto con quello che il Governo persegue.
Si invita pertanto V.S. a voler dare opportune riservate disposizioni perché la più assidua vigilanza sia esercitata al riguardo sui dipendenti insegnanti, sia dei ruoli regionali sia di quelli comunali, con avvertenza che, qualora risulti che alcuno di essi abbia aderito alla Federazione anzidetta devesi senz’altro applicare il disposto dell’art. 134 bis del Testo Unico 22 gennaio 1925, n. 432 (art. 2 R. Decreto legge 7 aprile 1927, n. 641) che commina la dispensa dal servizio per i maestri che siano messi in condizioni di incompatibilità con le generali direttive politiche del Governo”.
Vogliano le SS. LL. vigilare e provvedere opportunamente, dando eventuali informazioni a quest’Ufficio.

Ecco la disposizione contenuta all’art. 2 del Regio Decreto n. 641: «È dispensato dal servizio l’insegnante che per manifestazioni compiute nella scuola o fuori di essa non dia piena garanzia di un fedele adempimento dei suoi doveri o si ponga in condizioni di incompatibilità con le generali direttive politiche del Governo».

ML e AP (26/04/2026) per Agorasofia


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