La citazione della settimana: non dire “ANTIFA”

La citazione Il tabù della settimana: non dire “ANTIFA”

Si avvicina il 25 aprile. Una ricorrenza, una vera e propria FESTA, che a noi piace tantissimo, perché ci ricorda che essere italiani e italiane significa riconoscersi nei valori della Resistenza e dell’antifascismo. 

Il clima politico, tuttavia, si preannuncia immancabilmente caldo, anche perché da oltreoceano continuano a giungere notizie poco rassicuranti in tema di libertà di espressione, quella che proprio grazie all’antifascismo avremmo voluto rendere inscalfibile sigillandola all’interno della nostra Costituzione.

Stando all’inchiesta di The Intercept – rilanciata dalla giornalista Sabrina Provenzani con un dossier sul Fatto Quotidiano dal titolo “La stretta di Meta contro la Sinistra Usa” – per META pubblicare la parola “antifa all’interno di un contenuto social potrebbe equivalere ad una incitazione alla violenza. Per cui, le/gli utenti di Facebook Instagram che dovessero postare qualcosa sul tema potrebbero incorrere in sanzioni, che vanno dalla moderazione alla censura, fino alla sospensione e chiusura dell’account. L’ultima modifica dei cosiddetti Community Standard finirebbe, così, per colpire l’attivismo politico di sinistra, rendendo il mondo dei Social Network finalmente un luogo perfetto, solare e profumato.  

Noi crediamo che META (VIVA L’ANTIFASCISMO!) faccia bene ad essere vigile sul tema della (ANTIFASCISMO SEMPRE!) violenza in rete e bloccare ogni incitazione (SIAMO TUTT* ANTIFASCIT*!) all’odio. È importante, infatti, che (W LA COSTITUZIONE ANTIFASCISTA!) all’interno dei social ci siano delle regole chiare e che (ANTIFASCIST* FIERI!) tutte e tutti le rispettino (“STA ROTTURA DE COJONI DEI FASCISTI”, cit).

AP e ML (19 aprile 2026) per Agorasofia

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