Seguimi, lettore! Chi ha detto che non esiste a questo mondo l’amore vero, fedele ed eterno! Al mentitore sia tagliata la malefica lingua! Seguimi, lettore. Solo me, segui. E io ti mostrerò un tale amore!
Il maestro e Margherita è un romanzo di Michail Bulgakov, scritto nell’Unione Sovietica di Stalin tra il 1928 e il 1940 e pubblicato postumo tra il 1966 e il 1967.
La storia inizia con la misteriosa quanto sorprendente visita del diavolo a Mosca, la capitale dell’atea Unione Sovietica e prende forma sulla tormentata vicenda d’amore di due amanti, lo scrittore definito il “Maestro” e Margherita Nikolaevna.
La vicenda principale s’intreccia con il racconto dell’interrogatorio di Gesù narrato dallo stesso Maestro, un vero e proprio romanzo nel romanzo.
il Maestro e Margherita è un testo filosofico ed esoterico incentrato sulla faticosa e traumatica ricerca e riscoperta dell’unità originaria della nostra essenza umana e divina insieme. Qui, è possibile delineare solo alcune tracce interpretative senza la pretesa di voler fornire una comprensione esaustiva di una storia il cui significato sfugge per la sua intrinseca natura arcana.
Tra le pagine è comunque possibile cogliere temi della filosofia di Socrate, Platone, Kant ed altri echi del pensiero antico e moderno.
Le vicissitudini dei due personaggi principali simboleggiano il cammino di noi esseri umani alla riscoperta della vera dimensione originaria, della luminosa unità tra intuito, passione e ragione, che inconsciamente è da sempre presente nella nostra anima. Una condizione essenziale armoniosa che può essere proiettata all’esterno, nell’esistenza e permetterci di vivere con equilibrio nel mondo e con gli altri.
Nel periodo storico contingente ai protagonisti, l’armonica unità dell’anima è frammentata e portfolizzata da parte del potere organizzato. Quest’ultimo si serve di un sistema di credenze opportunistiche presentate come trionfo di una razionalità oggettiva e orientante, spacciata come libera ricerca di sé stessi.
Non a caso le pagine del romanzo abbondano di personaggi minori: funzionari opportunisti, intellettuali allineati, burocrati zelanti, servi felici di servire. Figure necessarie al potere costituito, che, per potersi consolidare come élite al di sopra delle regole, deve mantenere un sistema di governo delle masse che giudica, separa, colpevolizza e obbliga alla servitù volontaria, presentando tutto come ragionevole, necessario e inevitabile per la realizzazione del bene comune.
Questa gabbia pseudorazionale, sostenuta da una propaganda onnipresente, rende doloroso e difficile intraprendere il percorso libero della conoscenza di sé.
Sotto l’asfissiante controllo della dittatura sovietica, il Maestro percorre consapevolmente la via della follia. Margherita a sua volta sceglie di diventare una strega, abbandonando con coraggio la sua esistenza confortevole, paradossalmente borghese.
Due scelte irrazionali, lontane dalla cosiddetta normalità orientata dalla narrativa vigente e per questo così autentiche da apparire incredibili. Uno schema che si ripete come una costante nel ciclico sorgere e crollare di civiltà che attraversano diversi gradi di standardizzazione e controllo.
Così, nella Giudea romana Gesù, la figura che più di ogni altra incarna l’essenza dell’uomo illuminato, trova sul suo percorso uomini di varia natura, ma tutti accomunati dall’essere ingranaggi di un sistema che allontana dalla via della conoscenza.
Giuda, l’uomo banale che proprio non capisce neanche di cosa si stia parlando e quindi tradisce e accusa ciò che non comprende semplicemente per sentirsi nel giusto in armonia con il potere che lo governa.
Pilato, che comprende Gesù più di ogni altro, ma deve mantenere la sua posizione e difendere l’ordine, le ragioni giuste ed indiscutibili del potere, di cui è custode ed esecutore, controllore e controllato.
Ed infine l’inamovibile Caifa, certo che per evitare tensioni emotive tra le masse la scelta più sicura sia quella di graziare un noto criminale e condannare a morte un folle sognatore.
In conclusione, Margherita e il Maestro è un’avventura letteraria affascinante che incuriosisce la mente e agita l’anima.
Avvertenza: tra le righe incontrerete il diavolo e svariati suoi assistenti, mettete da parte i pregiudizi e godetevi l’esperienza.
FT (26 maggio 2026) per Agorasofia
Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita, Feltrinelli, Milano 2014
