Berger, Zijderveld: dall’Elogio del dubbio alla politica della moderazione

Pubblicato nel lontano 2011, il testo mostra chiaramente l’impronta del pensiero di Peter Berger e, tutto sommato, si può tranquillamente affermare che non vi sia nessuna novità sostanziale rispetto ai temi principali di ordine sociologico e teologico già esposti altrove. Tuttavia, nella parte finale del lavoro vi è un’appendice inerente alla modernizzazione e alla pluralizzazione della morale, un elemento inedito che aggiunge un tassello in più rispetto a quella che è la riflessione complessiva del sociologo.

In queste pagine l’elogio del dubbio è praticato come esercizio euristico per guadagnare sul piano religioso, politico ed etico una posizione moderata, lontana dai radicalismi e dai dogmatismi che infiammano le nostre società. La pratica del dubbio, non quello fittizio alla Descartes e nemmeno quello scettico alla Hume, consente di accedere, all’interno di un discorso che muove i passi nella sociologia della conoscenza, alla relativizzazione, all’indebolimento delle certezze, fermo restando alcuni elementi che vanno salvaguardati, tra cui l’esercizio della libertà e il rispetto della dignità umana.

Tuttavia, gli autori si guardano bene dal non confondere l’esercizio del dubbio in sede teoretica con l’indecisione e l’indifferenza morale, infatti essi criticano duramente il relativismo, così come criticano la teologia delle religioni di John Hick, l’atteggiamento dei “multiculturalisti radicali”, la “filosofia postmodernista” di marca francese, ma anche il fondamentalismo, tipico dei radicali di destra e sinistra e degli estremismi religiosi.

Alla fine emerge una prospettiva etica orientata alla moderazione, così come si propone una politica della moderazione in grado di bilanciare adeguatamente le istanze delle tre componenti di quello che viene definito, piuttosto dogmaticamente, “il triangolo democratico”: Stato, economia di mercato e società civile. Del resto, che Berger fosse un conservatore liberale era già noto da tempo e questo invito alla moderazione che passa dal piano teoretico a quello politico costituisce una precisa presa di posizione in linea con la ciò che anche in precedenza aveva chiaramente espresso.

Una nota a margine è degna di interesse relativamente a questo testo, che poi è uno degli ultimi pubblicati da Berger prima di lasciarci, ed è il fatto di sostenere, anche a più riprese, una sorta di “superiorità morale” dell’Europa rispetto agli Stati Uniti grazie soprattutto all’assenza della pena di morte nei nostri Paesi. Ora, al di là della questione relativa alla “superiorità”, dovremmo, in effetti, rendere questa sensibilità morale un patrimonio comune della storia culturale europea e, magari, anche riflettere sul fatto che siano piuttosto gli Stati Uniti a porsi, ancora una volta, come il baluardo dell’esportazione della democrazia e della civiltà!

ML (17/05/2026) per Agorasofia

Peter L. Berger, Anton Zijderveld, Elogio del dubbio. Come avere convinzioni senza diventare fanatici, il Mulino, Bologna 2011.

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