Negli ultimi anni si assiste a una crescente penetrazione del militarismo nelle scuole secondarie e nelle università italiane. Questo fenomeno avviene tramite:
- Protocolli tra scuole e forze armate.
- Programmi di orientamento alle carriere militari.
- Presenza di personale in uniforme durante le attività didattiche.
- Iniziative finanziate dall’industria bellica.
L’effetto principale è la progressiva normalizzazione della guerra e della difesa armata come unica via per la sicurezza.
Questo processo si inserisce nel quadro europeo delle politiche di riarmo (come il piano “Rearm Europe”), che orientano i giovani verso la cultura del conflitto e della deterrenza anziché verso la cooperazione. Per invertire questa tendenza, l’autrice propone di investire in un’educazione alla pace, alla nonviolenza e alla responsabilità globale, trasformando le scuole in luoghi di resistenza critica. Nel solco di questa prospettiva politica si colloca l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, di cui Michele Lucivero è uno dei promotori.


LT (28/06/2026) per Tempi di Fraternità
