Educazione militare ed esercito nelle strade: il fascismo eterno e conclamato di Vannacci e non solo…

Educazione militare ed esercito nelle strade: il fascismo eterno e conclamato di Vannacci e non solo…… Read More Educazione militare ed esercito nelle strade: il fascismo eterno e conclamato di Vannacci e non solo…

La scuola sotto assedio: la deriva bellicista dell’istruzione e la scommessa pedagogica dell’educazione alla pace

La scuola sotto assedio: la deriva bellicista dell’istruzione e la scommessa pedagogica dell’educazione alla pace… Read More La scuola sotto assedio: la deriva bellicista dell’istruzione e la scommessa pedagogica dell’educazione alla pace

Articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”

Articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”… Read More Articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”

Lettera aperta di don Tonino Bello del 22 agosto 1990: «Golfo, ragione e falsa coscienza»

Lettera aperta di don Tonino Bello del 22 agosto 1990: «Golfo, ragione e falsa coscienza»… Read More Lettera aperta di don Tonino Bello del 22 agosto 1990: «Golfo, ragione e falsa coscienza»

Matriarcato VS Patriarcato: riflessioni di una lettrice di Agorà. La Filosofia in Piazza

Matriarcato VS Patriarcato: riflessioni di una lettrice di Agorà. La Filosofia in Piazza… Read More Matriarcato VS Patriarcato: riflessioni di una lettrice di Agorà. La Filosofia in Piazza

Il mito del patriarcato mediterraneo tra ideologia e militarizzazione del potere

Il mito del patriarcato mediterraneo tra ideologia e militarizzazione del potere… Read More Il mito del patriarcato mediterraneo tra ideologia e militarizzazione del potere

Voci critiche sulla PdL “Un’altra difesa è possibile”: non “complementarità”, ma “alternativa” alla guerra con l’obiezione totale e collettiva

Voci critiche sulla PdL “Un’altra difesa è possibile”: non “complementarità”, ma “alternativa” alla guerra con l’obiezione totale e collettiva… Read More Voci critiche sulla PdL “Un’altra difesa è possibile”: non “complementarità”, ma “alternativa” alla guerra con l’obiezione totale e collettiva

Dal pensiero di Aldo Capitini una scuola che ripudia il fascismo, la guerra e l’inciviltà

Dal pensiero di Aldo Capitini una scuola che ripudia il fascismo, la guerra e l’inciviltà… Read More Dal pensiero di Aldo Capitini una scuola che ripudia il fascismo, la guerra e l’inciviltà

Fino a che punto lo Stato può pretendere obbedienza quando questa implica la partecipazione diretta o indiretta alla guerra, oppure alla sua preparazione? Difendere la pace contro la cultura della morte

Fino a che punto lo Stato può pretendere obbedienza quando questa implica la partecipazione diretta o indiretta alla guerra, oppure alla sua preparazione? Difendere la pace contro la cultura della morte… Read More Fino a che punto lo Stato può pretendere obbedienza quando questa implica la partecipazione diretta o indiretta alla guerra, oppure alla sua preparazione? Difendere la pace contro la cultura della morte

Grande successo con circa 600 partecipanti al Convegno nazionale dell’Osservatorio “Il Trauma della guerra” a Torino

Partendo da alcune citazioni dei precedenti interventi, e chiudendo con La guerra che verrà (1939) di Bertold Brecht, Francesco Schettino, docente di economia politica, ha guardato al tema del trauma della guerra attraverso una lente economica, dal momento che sistema economico capitalistico trova sempre il modo di risolvere le proprie crisi attraverso la guerra. Schettino ha mostrato e motivato la presenza di una crisi globale attuale che altro non è che un tentativo statunitense di mantenere una supremazia economica già perduta all’inizio degli anni 2000 a favore della Cina, aggiungendo ancora un tassello alla pluralità di sguardi del convegno. (In fondo trovate le slide dell’intervento).

Infine, Serena Tusini, docente e tra le fondatrici dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, ha illustrato i meccanismi attraverso i quali la leva sta tornando in diversi Paesi europei. Facendo riferimento ai concetti di difesa totale e di resilienza, ha sottolineato come la distinzione tra civile e militare sia superata all’interno di un processo d israelizzazione delle nostre società. L’obiezione di coscienza nelle sue forme storiche non è più dunque praticabile e occorre trasformarla in obiezione totale, così come occorre trasformare la resilienza in resistenza.

Davanti ad uno scenario geopolitico decisamente cambiato rispetto al passato, dunque, in cui le vecchie categorie sono state sostituite da nuove e in cui l’ordine mondiale si regge su un sistema politico ed economico che fa affari con la guerra, occorre che la società civile si decida ad assumere prese di posizione più radicali per fermare il Trauma della guerra. E anche davanti alla necessità di difendere la Patria, quando la Patria è governata da chi si lancia nell’offesa della Patria degli altri, sarebbe il caso, come suggerisce in chiusura Michele Lucivero, docente e attivista tra i fondatori dell’Osservatorio, di ritornare a leggere le parole che don Lorenzo Milani indirizzava nel 1965 ai cappellani militari:

Non discuterò qui l’idea di Patria in sé. Non mi piacciono queste divisioni. Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto (…) di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto.
Qui alcune immagini del Convegno Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi a Torino.… Read More Grande successo con circa 600 partecipanti al Convegno nazionale dell’Osservatorio “Il Trauma della guerra” a Torino